Lente d’Ingrandimento: Il cuore spezzato a forma di Takotsubo

“Difatti il dolore precede la morte, il dolore del cuore logora la forza. In una disgrazia resta a lungo il dolore, una vita di miseria è dura al cuore. Non abbandonare il tuo cuore al dolore; scaccialo pensando alla tua fine.” (Siracide 38, 18-20)

Così scriveva Yehoshua ben Sira nel 180 a.C., nel suo Libro che fu annesso in seguito all’Antico Testamento cristiano, in un brano che accenna al ruolo del medico in parallelo all’intervento divino nella malattia. L’insistenza sulla parola “cuore”, se si va oltre al significato metaforico dovuto al modificarsi della frequenza in risposta a stimoli esterni come i sentimenti, sembra quasi che già si conoscesse questo organo come causa di morti improvvise.

Morire di crepacuore” sembra un detto ormai lontano dalla Medicina contemporanea, che ha studiato l’organo conosciuto come sede delle emozioni, identificandolo in seguito come una pompa su cui le emozioni sembrano invece avere prevalentemente effetto.

Eppure ancora esistono situazioni in cui questo muscolo perde di funzionalità senza una ragione fisiologica di facile interpretazione, come le ostruzioni nei vasi di nutrimento (coronarie) più frequentemente alla base di un infarto. Spesso gli esami evidenziano facilmente questa causa, correlata il più delle volte all’accumularsi nel tempo di fattori di rischio (fumo, dieta ipercalorica, etc.) legati alla fisicità del paziente più che alla sua anima.

Tuttavia gli stessi sintomi, tra cui il tanto temuto dolore al petto, con conseguenze simili (morte di cellule cardiache, e quindi infarto) possono tuttavia presentarsi anche in conseguenza di forti stress emotivi, come sottolineano, sin troppo spesso, i drammi sentimentali di film e soap opera. La “sindrome del cuore spezzato” , descritta scientificamente per la prima volta in Giappone nel 1991, viene oggi chiamata “Cardiopatia di Takotsubo”.

Questo nome non viene però dal nome del medico che l’ha identificata, né da quello del primo paziente preso in analisi (come avvenne ad esempio per il morbo di Halzheimer o per la sindrome di Münchhausen). Il Takotsubo, infatti, è un particolare vaso di terracotta utilizzato in Giappone per pescare i polpi, la cui forma è simile a come appare il cuore con questa sindrome alla risonanza magnetica, a causa della morte delle cellule all’apice cardiaco. Chi sia l’”assassino” di queste cellule non pare chiaro, forse una scarica eccessiva di adrenalina, cui sono soggette soprattutto donne in menopausa (come ad esempio, sin dall’antichità, madri che perdono figli in battaglia.)

FONTI

copertina

CREDITI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.