Castelseprio, il gioiello longobardo del varesotto

Forse non tutti sanno che la Lombardia, con ben nove tra luoghi e monumenti, è la regione italiana con più siti riconosciuti Patrimonio dell’UNESCO. Particolare è il fatto che possano entrare in questa lista di beni culturali protetti non solo singoli luoghi, ma anche dei siti seriali. Tra questi, Longobardi in Italia: i luoghi del potere è Patrimonio dell’umanità dal 2011 e comprende sette siti differenti, sparsi in tutta Italia: dalla Lombardia all’Umbria, dal Friuli alla Puglia, seguendo quello che è stato il dominio longobardo in Italia.

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Bastione di Torba, Gornate Olona – da http://www.archeologistics.it/servizi-educativi/castelseprio-e-torba-47.html

Castelseprio è un piccolo comune nella provincia di Varese, a poco più di un’ora da Milano, che appartiene proprio a questo sito seriale. I ritrovamenti sul suo territorio risalgono addirittura all’età del ferro, ovvero all’epoca celtica, ma Sibrium (questo è l’antico nome della cittadina) compare nelle fonti scritte solo a partire dal VI secolo. Questa zona è un‘area di confine e di passaggio, quindi anche di scambio culturale ed economico, dove, a partire dal IV secolo, viene edificata una linea difensiva per rallentare l’avanzata delle popolazioni barbariche che, da nord, cercano di invadere l’Impero romano. Ma la caduta è inevitabile e nel 568 avviene la conquista da parte dei Longobardi, al termine della quale essi decidono di darsi una struttura politica, giuridica e fiscale. E per farlo si affidano a quelli che sono gli insediamenti preesistenti: Castelseprio inizia perciò a strutturarsi come sede amministrativa, diventando capoluogo del Seprio, un’ampia area che all’epoca arrivava fino alla zona comasca, in Canton Ticino e nel novarese. Le varie informazioni a riguardo sono tratte dai documenti e dai reperti trovati a Castelseprio, ma soprattutto da ritrovamenti archeologi che riguardano tutta la Lombardia, in cui è stata rinvenuta una grande quantità di necropoli, segno dell’esistenza di numerosi insediamenti abitativi.

Nel 1278 Castelseprio è stata assediata dai Visconti e il castrum è stato raso al suolo: molti edifici sono andati persi e nessuno vi ha mai più abitato, tanto che l’attuale comune è stato ricostruito in un’altra area. Ma ciò ha permesso la conservazione del parco archeologico che comprende la chiesa di San Paolo, il complesso di San Giovanni e la chiesa di Santa Maria Foris Portas a Castelseprio, il bastione difensivo di Torba nel territorio del comune di Gornate Olona, la grande necropoli aristocratica di Arsago Seprio e il monastero benedettino femminile di Santa Maria Assunta a Cairate, fondato, secondo la leggenda, nel 737 dalla nobile badessa Manigunda.

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Andata a Betlemme, Mestro di Castelseprio, Chiesa di Santa Maria Foris Portas, IX secolo circa – da https://commons.wikimedia.org

Il complesso di San Giovanni è il cuore del castrum, formato da elementi di diversa datazione, dal IV al VI secolo: la basilica di San Giovanni Evangelista, il battistero di San Giovanni Battista, la torre e la cisterna col pozzo, fondamentale per l’approvvigionamento idrico del borgo. Anche la chiesa di San Paolo fa parte del complesso ma è più tarda, mentre l’antiquarium, il conventino francescano che ora conserva tutti i reperti ritrovati a partire dagli anni ’60, risale al XIII secolo. Il vero gioiello di Castelseprio, però, è la chiesa di Santa Maria Foris Portas, scoperta nel 1944 dallo storico Giampiero Bognetti. Qui è presente uno dei cicli di affreschi più importanti di tutto l’alto medioevo, risalente al IX secolo e commissionato da un importante personaggio del luogo, Giovanni conte del Seprio, che voleva una cappella per sé e per la propria famiglia. Gli storici dell’arte hanno provato a stabilire non tanto una paternità degli affreschi ma almeno lo stile dell’artista: si tratta di un pittore orientale, che arriva in Lombardia probabilmente durante il periodo iconoclasta di Costantinopoli e che appartiene alla rinascenza macedone, corrente artistica che tra IX e XI secolo recupera l’arte classica. Le didascalie attorno ai dipinti sono in greco e sono presenti molti episodi e particolari tratti dai vangeli apocrifi. Tutti gli affreschi hanno una regia unica, senza soluzione di continuità, e alcuni elementi richiamano direttamente i caratteri della pittura bizantina.

È un patrimonio importante quello di Castelseprio, come afferma il sindaco Monica Baruzzo: “da quando mi sono insediata ho sempre pensato che questo borgo dev’essere tutelato”. Qui è nascosto ancora molto e ci sarebbe tanto da scoprire, come sostengono gli archeologi e come dimostrano alcuni recenti scavi, avviati in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. “È uno scrigno pieno di tesori, – continua Baruzzo – conserva la nostra storia e la nostra identità: è un posto magico”.

Fonti:

http://www.longobardinitalia.it/

http://www.castelseprio.net/

Intervento “Alla scoperta di Castelseprio: storia, arte e misteri del castrum e delle sue chiese” a cura della Dott.ssa Elena Percivaldi, con la partecipazione del sindaco del comune di Casteseprio Monica Baruzzo, presso Festival Interceltico BustoFolk in data 17 settembre 2016

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