Snowden, il film, ovvero il sesto potere

Il grande fratello, l’occhio che ci spia e da cui non ci si può nascondere. E’ il sesto potere. Sono le telecamere che sorvegliano le grandi città, e anche le piccole, se si pensa e quelle installate da privati, come banche ed esercizi commerciali. Sono i controlli passaporti, i bodyscanner e i rilevatori biometrici degli aeroporti – quelli che oggi sembrano i luoghi più sicuri del pianeta. Ma c’è anche una sorveglianza più sottile, collegata a banali acquisti di routine fatti con carte di credito, oppure all’accesso online e all’uso dei social media. Ogni giorno Google traccia le nostre ricerche e le trasforma in strategie di marketing personalizzate.

E’ una sorveglianza che dilaga, anche in aspetti della vita quotidiana, che prima nemmeno sfiorava. E’ stato Gilles Deleuze (filosofo francese) ad introdurre la nozione di “società del controllo”, in cui la sorveglianza non cresce come un albero -rigidamente , in senso verticale, come Panopticon o panottico (carcere ideale progettato nel 1791 dal filosofo e giurista Jeremy Bentham)- ma stricia come un’erba infestante. Il mondo di oggi è post-panottico, la sicurezza è orientata al futuro , come chiaramente colto nel film Minority Report.

Insomma, per intenderci, il film del 2002 diretto da Steven Spielberg, narra come nel 2054 la città di Washington abbia cancellato gli omicidi da ormai 6 anni, grazie a un sistema chiamato Precrimine. Basandosi sulle premonizioni di tre individui dotati di poteri extrasensoriali di precognizione amplificati, detti Precog, la polizia riesce a impedire gli omicidi prima che essi avvengano e ad arrestare i potenziali “colpevoli”. Non è il crimine ad essere punito, bensì l’intenzione di compierlo.

Philip K. Dick, l’autore dell’omonimo racconto fantascientifico da cui è tratta la pellicola, ha ambientato questo mondo nel 2054 , tra 38 anni, eppure il tipo di sorveglianza di cui parla è già qui. E’ una sicurezza che opera tenendo traccia di tutto ciò che si muove: prodotti, informazioni, capitali, esseri umani. Opera ad una distanza spaziale e temporale, va oltre gli Stati-nazione, viaggia anch’essa in un regno globalizzato. A questo si aggiunge anche la distanza crescente tra politica e potere. La prima non sembra essere in grado di lavorare su scala planetaria, rimane locale, la seconda, invece, esiste nello spazio globale e quindi anche extraterritoriale. Senza il controllo politico, il potere è fonte di paure ed incertezze, di fronte a cui la politica appare irrilevante, anche rispetto ai problemi e alle paure di tante persone.

Pensiamo al potere di sorveglianza esercitato dai dipartimenti governativi, agenzie di polizia e aziende private. E’ aumentato esponenzialmente dopo l’attentato del 2001 alle Torri Gemelle, alimentato dalla paura delle persone e dalla loro sfiducia nella politica. Un processo che da quel momento continua ad espandersi e che ha portato alla nascita di WikiLeaks e alle divulgazioni sulla sorveglianza di massa del 2013.

Quest’ultima fa riferimento ad una serie di inchieste giornalistiche pubblicate dal mese di giugno del 2013 e volte a rivelare dettagli sulle operazioni di sorveglianza e compromissione di massa, messe in atto dall’Agenzia per la Sicurezza Nazionale statunitense (NSA) in complicità con servizi di intelligence di altri paesi, sia nei confronti di cittadini e istituzioni statunitensi che stranieri.

Tali inchieste sono iniziate alla fine del 2012, quando Edward Snowden ha iniziato a mettere a disposizione di alcuni giornalisti numerosi documenti top secret collezionati durante la sua attività per l’NSA. I primi documenti riservati sono stati pubblicati il 6 giugno 2013 dai quotidiani The Washington Post e The Guardian, attirando una notevole attenzione da parte del pubblico e del resto dei media.

Oggi, la storia di Edward Snowden arriva sugli schermi con un nuovo film, diretto dal tre volte premio Oscar, Oliver Stone. Il film, intitolato Snowden, è nelle sale italiane a partire dal 24 novembre, con protagonista Joseph Gordon-Levitt nei panni di Edward Snowden. Dall’entrata nella CIA alla divulgazione del 2013, Stone racconta il personaggio di Snowden, basandosi su due libri The Snowden Files di Luke Harding e Time of the Octopus di Anatoly Kucherena. Sarà considerato eroe o un criminale?

Fonti: Sesto potere di Zygmunt Bauman e David Lyon
Photo Credits: Open Road Films

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