DRACULA: tra verità e fantasia

Chi è Dracula?” – diffido alquanto che qualcheduno non sappia rispondere a questo semplice interrogativo. Dal 26 maggio 1897 – anno della pubblicazione dell’opera di Bram Stoker – il personaggio di Dracula è stato introdotto nell’immaginario collettivo.

L’intreccio è noto. Il libro è strutturato in una raccolta di lettere redatte da alcuni protagonisti del racconto. A causa di un edificio acquistato dal Conte Dracula, Jonathan Harker viene inviato in Transilvania al fine di curare i dettagli del contratto. Precedentemente l’incontro, il giovane Harker viene assiduamente invitato dalla popolazione a allontanarsi dal Conte per le molteplici superstizioni che circondano la sua misteriosa figura.

Quando la scena si sposta in Inghilterra, i personaggi si diramano e la situazione si complica a sua volta. Il segreto del Signor Dracula si racchiude in un’unica parola: vampiro. Gli inconsueti avvenimenti – inusuali segni sul collo, bruschi decessi e sparizioni – portano il suddetto segreto alla luce. L’improvviso avvento dell’illustre professore Abraham Van Helsing e le relative deduzioni portano catastrofi e sventure al soggiorno di Dracula a Londra.

In seguito a peripezie, il 6 novembre 1890 Dracula viene definitivamente annientato e la vita degli impavidi protagonisti che hanno animato la vicenda procede felicemente senza sosta.

Da dove ha origine la figura di Dracula?

Durante l’Ottocento, il fenomeno del vampirismo e la leggenda di terrificanti creature bramose di sangue era già largamente diffusa. Iniziarono a circolare trattati relativi all’argomento e orribili narrazioni, pertanto l’opera di Stoker fu l’apogeo di una serie di racconti basati sulla sopracitata problematica.

Esistono varie correnti che trattano l’origine di Dracula. Alcuni ritengono che Stoker avesse tratto ispirazione per il personaggio di Dracula dal principe di Valacchia, Vlad III Tepes. Secondogenito di Vlad II e della principessa di Moldavia Cneajina, Vlad III nacque nel 1431. Nel 1444 Vlad III e il fratello Radu III furono inviati presso Murad II, sultano ottomano, per essere educati all’arte della guerra. Successivamente alla prigionia e a un esilio, Vlad riconquistò il trono, governando fino al 1476. I suoi rapporti poco diplomatici con i Sassoni e con il re di Ungheria lo indussero ripetutamente alla prigionia e infine a una morte colma di interrogativi e di mistero. La fama sanguinaria del principe fu testimoniata dal soprannome datogli immediatamente dopo la morte, “Tepes” letteralmente “Impalatore”. Lo strumento di tortura prediletto da Vlad III fu appunto l’impalamento – appreso dai turchi – mediante il quale la morte poteva sopraggiungere dopo svariate ore. Il sadismo dell’uomo lo portò a banchettare ripetutamente tra i corpi moribondi delle vittime.

Il simbolo dell’investitura di cui il principe Vlad II era rivestito, l’Ordine del Dragone, divenne l’effigie dell’intera famiglia. Vlad III venne rinominato “Draculea”, figlio del Dragone. Il vocabolo risulta emblematico: “drac” difatti può denotare anche il demonio, pertanto può essere tradotto come “figlio del demonio”.

Ulteriori credenze ritengono che la leggenda trovi la sua origine in una donna vissuta nella seconda metà del XVI secolo, la contessa Elisabeth Bàthory. Ossessionata dall’idea di invecchiare, la giovane donna era solita coprire il suo corpo con il sangue di giovani vergini per ottenere la pelle levigata. La dissennatezza della contessa la spinse a dissetarsi con il sangue delle vittime per rallentare l’invecchiamento, diventando così un vero vampiro.

È possibile che Bram Stoker nella creazione del famigerato conte Dracula abbia rilevato nozioni da ambedue i filoni. Una cosa è certa: Dracula vivrà per sempre. Tra le pagine ingiallite e polverulente di un libro all’interno di un’immensa libreria o mediante una pellicola cinematografica, lui vivrà.

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