Arte e prostituzione: XIX secolo a Parigi

Siamo nell’età dell’Impero Napoleonico e Parigi è conosciuta da tutti come la capitale europea della prostituzione. All’epoca i matrimoni erano combinati e molti uomini andavano alla ricerca di una libertà che scavalcasse unioni spesso infelici. Questa libertà veniva trovata in quella Parigi che stava conoscendo l’esodo dalle campagne per cui, in città, giungevano anche molte giovani donne abituate al mondo rurale che si improvvisavano ”mercenarie d’amore”.

Tra le prime opere ritraenti questa nuova realtà si colloca Courbet con ”Le Signorine sulla Riva della Senna’‘ (1856-57). La Senna era un luogo di commercio sessuale e le donne del dipinto non indossano i guanti e il loro sopire fa pensare che il rapporto abbia già avuto luogo. Courbet ancora non presenta le donne come evidenti prostitute, lo lascerà fare a Manet dieci anni dopo con ‘‘Colazione sull’Erba” dove il corpo della donna non è levigato come quello di Tiziano perché si tratta di una donna vera, non idealizzata ma una prostituta. Manet morì paralizzato dalla sifilide, tipica malattia delle prostitute che, se sopravvivevano, ne portavano i segni. Anche il tema della sifilide lo ritroviamo in molti dipinti e ancor di più bozze di artisti.

Di questa borghesia ipocrita attirata dai bordelli ce ne parla il dandy Baudelaire che conosceva bene la sua società proprio perché era il primo a frequentarla, ma l’artista che conobbe meglio il mondo della prostituzione parigina fu Toulouse-Lautrec. L’amico delle donne e delle case chiuse amava l’ambiente e far compagnia alle signore, le rappresenta nella sua arte colorata spingendosi più in là dei contemporanei: rappresenta il rapporto lesbico. Possiamo vedere questo tema, per esempio, nell’opera ”La Visita Medica” e nel famosissimo ”Nel Letto” (1892).

Siamo ora nel 1907 quando Picasso presenta ”Le Donne d’Avignone” le donne camminano lungo le vie di Barcellona: le case chiuse sono state abolite e le prostitute tornano in strada. Tuttavia l’importanza di quest’ opera nel percorso tematico-artistico è che la sorpresa suscitata tra i contemporanei non è per la presenza di ”donne di bassa lega” (come era successo per Manet) ma per le forme, per il disegno artistico di Picasso che va ad inaugurare il cubismo.

La figlia della grande protagonista dell’articolo precedente, Elisabeth Vigée-Le Brun, morì di sifilide. Qui l’articolo 

 

Credits:

fonti: studio da parte dell’autrice

foto: copertina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Un commento su “Arte e prostituzione: XIX secolo a Parigi”