“Tropa de Elite”: il B.O.P.E. e il narcotraffico in Brasile

“La gente si ostina a non capire che questa è una guerra” – Capt. Nascimento

Uscito nel 2007 e diretto da Josè Padilha, “Tropa de Elite” è un film brasiliano incentrato sul B.O.P.E. (Batalhão de Operações Policiais Especiais), il corpo di polizia speciale brasiliano incaricato di ripulire le favelas dai banditi. La storia è ambientata a Rio de Janerio nel 1997 pochi mesi prima della visita di Giovanni Paolo II, ed è raccontata dal Capitano Roberto Nascimento (Wagner Moura), all’epoca comandante del reggimento di Rio. A differenza della polizia convenzionale, corrotta e inefficiente, il B.O.P.E. opera da subito come un esercito indipendente, aprendosi la strada nelle favelas a suon di cadaveri, tra narcotrafficanti e poliziotti collusi.

La collaborazione forzata tra narcos e polizia è nata quando alle forze dell’ordine divenne chiaro di non poter sconfiggere i banditi, dando così inizio ad una sorta di tregua (pagata) tra le due fazioni. Il B.O.P.E. è oltre la tregua, e uccide criminali e poliziotti corrotti indistintamente.
In particolare, la trama narra di due poliziotti di strada, Neto e Matias (quest’ultimo studioso di legge), che si ritrovano loro malgrado coinvolti nel giro di corruzione che investe le forze dell’ordine. La loro onestà li mette in cattiva luce con il resto della caserma e per questo motivo vengono allontanati dalle operazioni, venendo assegnati rispettivamente in un ufficio e in officina.
Durante il loro servizio, sbattono costantemente la testa contro quello che Nascimento definisce “il Sistema”: la polizia che riceve mazzette.

Dopo una violenta sparatoria avvenuta in una favela, in cui vengono salvati dal B.O.P.E., i due decidono di entrare nell’unità speciale per abbandonare l’ormai corrotto corpo di polizia. Nascimento vede questa come l’occasione per trovare un proprio successore e terminare  i suoi giorni con la famiglia e il figlio appena nato.
L’addestramento dei “Caveiras” (o Teschi) è tra i più duri al mondo: i candidati sono costantemente sottoposti ad umiliazioni e violenze, tanto che dei cento candidati, in genere solo tre arrivano alla fine.

Il corso è diviso in due fasi: la prima consiste nel sottoporre le reclute a situazioni psicofisiche tremende, tra cui pestaggi con mazze da baseball, mangiare cibo buttato nella polvere e lunghissime marce notturne. Chi supera questa sezione, accede all’addestramento tattico: strategia di movimento, mappatura delle favelas, freddezza.
L’ultima prova, forse la più dura, consiste nel mandare i pochi rimasti a farsi le ossa sul campo, in una vera favela controllata dai narcotrafficanti. Come Nascimento diceva, “il B.O.P.E. entra nelle favelas per uccidere, non per morire”.

A corso completo, sia Matias che Neto ricevono ottime valutazioni e diventano caposquadra durante le operazioni speciali, sebbene Neto mostri un’indole più violenta e meno cauta. Tuttavia, fare parte del B.O.P.E. significa anche rinunciare alla propria vita precedente. Alcuni compagni di università di Matias erano tossicodipendenti e di conseguenza facevano affari diretti e indiretti con gli spacciatori, mettendo il ragazzo in una posizione pericolosa. Prevedibilmente, i narcos li identificano come amici del poliziotto, rapendo e uccidendo alcuni di loro in modo brutale.
In questa guerra interna, rimane ucciso anche Neto, recatosi in borghese in una favela per regalare un paio di occhiali ad un ragazzino miope.
Uccidere un membro del B.O.P.E. è una condanna a morte per i criminali: il reparto di Matias fa quindi irruzione in territorio nemico durante l'”Operazione Giovanni Paolo II”, falciando ogni bandito sulla sua strada e giustiziando il capobanda con un colpo di fucile a pompa in piena faccia.
Matias, da aspirante avvocato, era quindi diventato il degno successore del suo capitano, Nascimento: carismatico, spietato, letale.

“Tropa de Elite” è un film di denuncia come ce ne sono pochi altri al mondo. La critica più forte è diretta a spacciatori e consumatori abituali di droga, ritenuti i veri colpevoli del giro di corruzione che ha investito il Brasile dagli anni Settanta ad oggi. Il B.O.P.E. è sostanzialmente la scure della Giustizia che viene lanciata contro i criminali. Non a caso, il loro simbolo è un teschio trafitto da un coltello, accompagnato da due pistole. Il film potrebbe essere benissimo la controparte brasiliana del film italiano A.C.A.B., di cui vi abbiamo parlato in questo articolo.
“Tropa de Elite” ha avuto anche un sequel, uscito nel 2010, che tuttavia non ha avuto lo stesso successo del fratello maggiore.

Ad oggi, la corruzione brasiliana non accenna a diminuire, tanto che il B.O.P.E. effettua operazioni quasi ogni giorno, uccidendo dozzine di banditi, centinaia ogni anno.


FONTI

Wikipedia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caro lettore, per noi de Lo Sbuffo l'educazione ad un uso consapevole del web è fondamentale. Se puoi, ti chiediamo di dedicare due minuti del tuo tempo alla lettura di questo articolo di Accademia Civica Digitale.

Con la cultura per un web migliore!

Grazie,
Lo Sbuffo