Così la street art festeggia l’8 marzo in Francia e Italia

Parigi, Francia, street art. Nella notte tra il 7 e l’8 marzo, circa 1400 strade della capitale francese sono state ribattezzate con nomi di donne dal collettivo femminista Nous tous, già co-organizzatore in Francia della marcia del 24 novembre contro il sessismo e le violenze sessuali.

Le targhe alternative della street art

Secondo il collettivo, infatti, solo il 2% delle strade francesi porta il nome di una donna. L’idea è stata quella di spargere per la città, accanto alle targhe già esistenti, targhe alternative tutte al femminile. Moltissimi i personaggi famosi. Da Rosa Parks, nota attivista statunitense e figura simbolo del movimento per i diritti civili degli anni Cinquanta del Novecento, passando per la fisica austriaca Lisa Meitner, per la politologa, filosofa e storica tedesca Hannah Arendt, fino ad arrivare a Malala Yousafzai, attivista pakistana per i diritti civili e il diritto all’istruzione, la più giovane vincitrice del premio Nobel per la pace. Ma non tutti i nomi sulle targhe sono immediatamente riconoscibili. Ne sono infatti apparsi anche moltissimi anonimi, di donne vittime di violenze e femminicidi.

Una targa a Parigi
In Italia

La street art si è fatta sentire anche in Italia. Per le vie di Firenze sono apparsi otto murales raffiguranti celebri donne vestite con l’inconfondibile “S” di Superman. Sono le Superdonne: Sophia Loren, Frida Kahlo, Rita Levi Montalcini, Nefertiti, la principessa Leila, la Madonna, Margherita Hack e Uma Thurman nel film Kill Bill di Tarantino. Otto donne molto diverse tra loro, ma collegate per coraggio, audacia e forza d’animo. Il tutto firmato #LeDiesis: l’artista – o collettivo di artisti -, rimasto nell’anonimato, ha affermato:

 La scelta del nome Le# o LeDiesis, che usa l’hashtag, gioca sia sul linguaggio social sia su quello musicale. Inoltre, già nel pronunciare Lediesis (ladies) è chiaro che si vuole rendere omaggio a delle grandi signore, ma anche a tutte le sisters, le sorelle.

Non ha importanza se sono un uomo, una donna, un collettivo. Quel che conta è condividere con il mondo, soprattutto attraverso la leggerezza, l’idea che i superpoteri sono dentro ognuno di noi. È l’opera che deve parlare, non l’autore. O no?

La scelta non è stata semplice, ci sono moltissime icone che rappresentano la forza, la sensibilità e l’intelligenza femminile. Nel centro storico di Firenze ci sono otto opere originali che rispecchiano una parte delle mille sfaccettature di ogni donna: dal coraggio della principessa Leila alla forza d’animo della Madonna, dalla sensualità della Loren alla bellezza ieratica di Nefertiti.

La principessa Leila

 

Sophia Loren

 

Nefertiti


CREDITS

Copertina

1 Immagine di Sonia Grispo

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3 Immagine della redattrice

4 Immagine della redattrice

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