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Il cibo come fonte di ispirazione: tra un boccone e un outfit

L’arte culinaria da una parte, il vasto mondo dell’abbigliamento e della sartoria dall’altra: il cibo e la moda sono sempre stati due elementi complementari. Dal pittore Salvador Dalì alla casa di moda Dolce & Gabbana, moltissimi artisti, illustratori e stilisti si sono ispirati al cibo per creare vere e proprie opere d’arte. Se immaginiamo il  rapporto con grassi e carboidrati, la moda dovrebbe essere l’ultimo dei nostri pensieri; invece nell’ultimo secolo due punti di vista così diversi sono riusciti a trovare un equilibrio, supportandosi a vicenda per collaborare nella realizzazione di abiti assolutamente controcorrente. Col tempo l’arte della mise en place, ovvero la sistemazione accurata del cibo in grado di soddisfare prima il piacere estetico piuttosto che l’appetito, ha interessato sempre di più il campo della moda, continuamente alla ricerca del sentimento del bello.

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Da Josephine Baker a Elsa Schiaparelli

Nei primi anni Venti fece molto scalpore la scelta della ballerina afroamericana Josephine Baker di danzare con indosso un casco di banane, riconosciuto come simbolo fallico ed erotico per eccellenza; ecco come un frutto per la prima volta venne visto non più nell’ottica del compito nutrizionale dell’alimento, bensì nell’ottica estetica e celebrativa del corpo e della bellezza della donna. Nel 1937 il poliedrico pittore spagnolo Salvador Dalì e la stilista Elsa Schiaparelli realizzarono un abito-opera d’arte nel vero senso della parola, che venne successivamente acquistato da Wallis Simpson; su un tessuto leggero come il tulle di seta, Dalì disegnò un’aragosta posta in obliquo sulla gonna candida e la stilista creò una fascia posta in vita dello stesso colore del crostaceo. Nel 1953, dopo un periodo buio per la moda (e non solo) a causa della guerra, la maison Givenchy realizzò un abito con stampe pop di limoni finendo sulla copertina di Elle France; cibo e moda erano ormai ritornati il duo che aveva fatto scalpore vent’anni prima.

Con l’avvento della generazione Pin-Up ecco che la ciliegia, gustoso frutto estivo, diventa il simbolo dello status quo di tutte quelle ragazze definite, appunto, come Pin-Up. Due anni dopo André Perugia creò una calzatura a forma di pesce; è proprio a questo stilista che si ispirerà la casa di moda Alexander McQueen per le sue Armadillo. Il cibo dilagò sempre di più negli anfratti della moda, ma non solo, anche dell’arte: Andy Warhol infatti nel 1966 ideò il souper dress, una linea di abiti a trapezio completamente ricoperti con stampe di scatole di zuppa; anche questa idea sarà di spunto per una maison futura, ovvero Dolce & Gabbana per la collezione Primavera/Estate 2017 a tema cucina italiana (nella quale i temi/alimenti principali saranno pizza, pasta e pesce). Anche il campo dell’illustrazione è stato contagiato dall’amore per il cibo; Gretchen Roehrs, fashion designer e direttrice creativa di San Francisco, è stata una delle prime illustratrici ad accostare cibo e moda tramite il suo profilo Instagram. La Roehrs infatti pubblica quotidianamente foto di suoi disegni che raffigurano delle modelle tratteggiate da linee sottili molto stilizzate che indossano verdura, frutta e altri alimenti come veri e propri vestiti.

“Ci sono enormi paralleli tra cibo e moda. Entrambi soddisfano il senso visivo, ma è altrettanto importante che abbiano una texture piacevole.”

Gretchen Roehrs

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Allo stesso modo lavora anche l’illustratore italiano Mattia Caracciolo, il quale oltre all’illustrazione utilizza anche la tecnica del collage, accostando design e cibo; le sue opere sono visibili, come quelle della Roehrs, sul suo profilo Instagram, in cui definisce le proprie opere come “food collage”. Caracciolo inoltre ha dato vita ad un progetto di otto settimane, culminato nell’evento finale tenutosi a Bologna, completamente incentrato sul rapporto tra cibo e moda; proponendo otto menù diversi con otto colori diversi legati ai piatti presenti nei vari menù, l’artista ha cercato di rendere più chiaro al pubblico il modo in cui cibo e moda sono legati tra loro attraverso un equilibrio estetico, cromatico e strutturale.

Ci sarebbero molti altri esempi di accostamenti fra abbigliamento e alimentari, come gli abiti di Moschino ispirati allo street food, la creazione del sito Taste of Runway di Anna Marconi e così via. Ciò che è fondamentale studiare con attenzione però è il connubio fra due mondi che per anni sono stati in conflitto (a causa soprattutto degli stereotipi che interessavano in particolare il campo della moda) e che nell’ultimo secolo non solo entrati sono in contatto, ma si sono legati profondamente.


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