Lutto nel mondo del fumetto: muore Albert Uderzo

Nel mezzo della pandemia di Covid-19 ci lascia un grande fumettista: Albert Uderzo, deceduto a novantadue anni per una crisi cardiaca martedì 24 marzo 2020. L’artista era uno dei due padri del famosissimo personaggio di Asterix, che ha reso lui e il suo co-autore, René Goscinny, noti a livello globale. Le avventure del piccolo gallico dall’elmetto alato, affiancato dal grasso e forte amico Obelix, sono infatti tra i fumetti più venduti di sempre, tradotti in oltre cento lingue.

Alberto Aleandro Uderzo: questo il suo nome completo, che ne tradisce le origini italiane. I genitori, lui liutaio vicentino e lei originaria di La Spezia, emigrarono in Francia per trovare migliori condizioni di lavoro. Qui nacque e crebbe il piccolo Alberto, imparando a disegnare autonomamente e sostenuto dal fratello maggiore, il quale lo incoraggiò a candidarsi, a soli tredici anni, come disegnatore tuttofare presso la casa editrice Société parisienne d’editions. Uderzo venne assunto e la sua capacità di disegnare qualunque cosa, dalle vignette fumettistiche a quelle di attualità, stupiva tutti, soprattutto se si considera che egli fu quasi completamente autodidatta.

Era quello che si suole definire un talento naturale. Lavorò per diversi editori (per un periodo anche nel cinema d’animazione) e a ventiquattro anni pubblicò il suo primo fumetto. La svolta nella sua carriera avvenne negli anni Cinquanta, quando iniziò a collaborare con l’agenzia World Press, diretta dal’’amico Georges Troisfontaines. Qui conobbe alcuni dei collaboratori più importanti della sua vita: René Goscinny e Jean-Michel Charlier. I tre furono tra i fondatori, nel 1959, della rivista <<Pilote>>. Già dal primo numero esordirono con alcuni racconti destinati a diventare pietre miliari del fumetto francese. Tra questi, appunto, Asterix.

Le storie di Asterix recuperano un’epoca della Francia molto lontana nel tempo: sono ambientate grossomodo nel 50 a.C., al tempo dei Galli e dei Romani. Nel fumetto, le due popolazioni non fanno che litigare, perché i Romani (e in particolare Giulio Cesare) vogliono estendere il loro dominio sulla Gallia, ma i suoi abitanti sanno bene come difendersi, facendo uso di una pozione magica che dà una forza sovraumana a chiunque la beva. Poco importa, dunque, la coerenza storica: le battaglie non sono altro che azzuffate ricche di PUM, SBAM e TUM, con quale scambio di battute sagaci tra i personaggi.

A scrivere le sceneggiature delle avventure di Asterix e Obelix era infatti René Goscinny, al quale interessava più far ridere il lettore che dare alle proprie storie una profonda uniformità. Per questo gli elementi venivano resi funzionali alle esigenze della trama, anche se talvolta con qualche discordanza rispetto agli atteggiamenti degli stessi personaggi in qualche storia precedente. Ad esempio, in Asterix in America, il personaggio di Ordinalfabetix dichiara in una vignetta di vendere solo pesce di alta qualità proveniente da Lutezia, eppure poche pagine prima pescava tranquillamente nel mare di fronte al loro villaggio.

Le imprecisioni storiche e quelle interne alla trama non hanno però minimamente scalfito il successo di Asterix. L’abilità di Goscinny stava nel proporre battute argute, giochi di parole e comportamenti ilari, seppur anacronistici, da parte dei personaggi: si pensi ai luoghi comuni propri delle popolazioni odierne, attribuiti però a quelle dell’antichità, che creano un effetto parodico molto gradito dai lettori. Tale capacità era affiancata dalla versatilità della matita di Uderzo, in grado di passare da un’immagine dinamica di combattimento a una rappresentazione paesaggistica o realistica con notevole bravura.

I loro talenti uniti generarono un fumetto popolarissimo, in cui il registro dinamico e umoristico erano perfettamente bilanciati e trasmettevano un ritmo parodico e incalzante. Il successo, in Francia e nel mondo, era enorme. Addirittura, nel 1965, ad Asterix venne dedicato il primo satellite spaziale francese messo in orbita! Purtroppo, tutto ciò portò gli autori a essere frequentemente invisi dai colleghi: in particolare, venivano accusati di snobismo per la loro tendenza a non concedere dei firmacopie. La ragione della scelta, secondo Goscinny e Uderzo, era dovuta all’impossibilità di accontentare tutti i lettori. Sta di fatto che non corse mai buon sangue tra i padri di Asterix e i loro colleghi francesi, tacciati di invidia dallo stesso Uderzo.

Nel 1977, però, Goscinny morì a soli cinquantun anni, a Parigi. Se ne andava così il più grande collaboratore, oltre che amico, di Uderzo: oltre ad Asterix, i due avevano infatti lavorato insieme anche per le storie dell’indiano Oumpah-Pah (1951). Dopo un periodo di il lutto, il collega si trovò di fronte a una difficile scelta: portare avanti Asterix oppure no? E se sì, chi avrebbe scritto la sceneggiatura? Decise infine di continuare a pubblicare le avventure dei Galli, occupandosi egli stesso della scrittura dei testi, oltre che dell’editoria, fondando le Éditions Albert-René. Secondo alcuni critici, le storie di Uderzo hanno registrato un leggero calo in fatto di qualità.

Ciononostante, il successo non sembrava fermarsi, tanto che nel 1989 fu creato un parco divertimenti a tema, Parc Asterix, situato nella cittadina di Plailly, nel nord della Francia. Vennero realizzati diversi lungometraggi animati (alcuni già negli anni Sessanta) e, a partire dagli anni 2000, i primi live action con protagonisti Asterix e Obelix. Nel 2007, Uderzo e Anne Goscinny, figlia del collega, cedettero il marchio a Hachette (noto gruppo editoriale francese), per poter gestire più adeguatamente tutti i diritti di Asterix, mantenendone però il controllo editoriale. In tal modo, Uderzo poté omologare la grafica delle copertine del fumetto, ingrandendo tra l’altro i nomi dei suoi autori.

È certo infatti che il fumettista fosse ben consapevole delle sue doti, e apprezzasse il riconoscimento del proprio talento da parte del pubblico, soprattutto dopo tanti anni passati quasi nell’anonimato. Nel 2011 decise dunque di regalare alla Bibliothèque Nationale de France le tavole originali di tre avventure di Asterix, delle quali era sempre stato gelosissimo. Vignette di straordinario rilievo, donate soprattutto perché il valore delle sue opere fosse riconosciuto in tutti i suoi aspetti: ne seguì infatti una mostra tutta dedicata al mondo gallico di Uderzo e Goscinny.

Lo stesso anno, il fumettista andò in pensione, ma così non fecero i suoi personaggi. Vennero infatti nominati i successori di Uderzo, destinati a portare avanti la serie di Asterix e Obelix: lo sceneggiatore Jean-Yves Ferri e il disegnatore Didier Conrad. Costoro hanno debuttato con il volume Asterix e i Pitti nel 2013, sotto la supervisione di Uderzo. Nel 2019, inoltre, sono stati festeggiati i sessant’anni di Asterix: per il suo compleanno, il governo francese gli ha dedicato una moneta commemorativa da due euro.

Oggi, il mondo del fumetto piange dunque un vero e proprio genio. Ad omaggiarlo si aggiungono le parole del presidente francese Macron: “La morte di Albert Uderzo rende Asterix e Obelix orfani del loro creatore, e la Francia orfana di una delle menti più creative di questo secolo”. Non possiamo che essere d’accordo.

 

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