Béatrice Coron: storie tagliate dalla carta

Béatrice Coron è una taglierina, proprio perché ritaglia storie dalla carta. Il suo procedimento è molto semplice: prende un pezzo di carta, visualizza la sua storia, qualche volta ne fa uno schizzo, qualche volta no. E dato che l’immagine è già nella carta, deve solo rimuovere quello che non fa parte della storia.

Dopo tanti lavori: l’artista

Béatrice non è nata con una lama in mano. Da adolescente abbozzava, disegnava, e voleva essere un’artista. Ma era anche una ribelle. Decise infatti di lasciare tutto e passare per una carrellata di strani lavori. Tra questi, ha accudito le pecore, ha fatto la camionista, l’operaia in fabbrica, la donna delle pulizie.

Si è avvicinata così ai 40 anni, e ha deciso che era arrivato il momento di diventare un’artista.  Ha scelto di ritagliare la carta per i suoi diversi vantaggi. La carta è economica, è leggera, e la si può usare in molti modi diversi.

La sua ispirazione è molto eclettica. È influenzata da tutto quello che legge, tutto quello che vede. Ha creato delle storie umoristiche, come Il battito dei morti. Altre invece sono più storiche, come ad esempio  La Città Caramella. È la storia amara dello zucchero. Va dalla tratta degli schiavi all’eccesso di consumo di zucchero, con alcuni momenti dolci nel mezzo.

Inferni e Paradisi

Tra le sue opere più importanti si ricorda Inferni e Paradisi. Si tratta di due pannelli di 4 metri di altezza,  installati nel museo su due piani, ma in realtà è un’immagine continua. L’ha intitolata così perché sono gli inferni e i paradisi quotidiani. Non ci sono confini tra l’uno e l’altro. Qualcuno è nato all’Inferno, e contro ogni previsione, ha raggiunto il Paradiso. Altri hanno fatto il percorso inverso. Ecco il confine.

Laboratori infernali sfruttano il lavoro minorile, mentre altra gente presta le sue ali in paradiso. E poi ci sono tutte queste storie individuali, dove talvolta addirittura la stessa azione, ha come risultato di portarvi in Inferno o in Paradiso. Nel complesso l’opera riguarda il libero arbitrio e il determinismo.

I semi del futuro si piantano oggi

Un altro lavoro molto interessante riposa nella parte sud di Chicago in una stazione della metropolitana. Si intitola I semi del futuro si piantano oggi. È una storia di trasformazione e di connessioni. Funziona come uno schermo per proteggere i binari e i pendolari, per non avere oggetti che cadono tra le rotaie.

Così l’artista dà nuova vita agli oggetti dimenticati. Ed essere in grado di trasformare le recinzioni e le inferriate in fiori è fantastico. Béatrice sta così lavorando da tre anni con uno sviluppatore del sud del Bronx, per portare l’arte nella vita degli edifici popolari e delle abitazioni accessibili. Ogni edificio ha la propria personalità. Qualche volta è un’eredità del vicinato, come a Morrisania, sulla storia del jazz. Per altri progetti, come a Parigi, richiama il nome della strada. Come nel caso di Rue des Prairies – Via delle Praterie. Quindi l’artista ha riportato il coniglio e la libellula sulla strada.

In giro per la città

Nel 2009, le è stato chiesto di ideare un poster da posizionare nei vagoni della metropolitana di New York per un anno. Quello a cui si rivolgeva era dunque un pubblico inconsapevole, e Béatrice voleva dare loro una via d’uscita. Ha quindi creato In giro per la città. Si tratta di carta ritagliata, a cui in seguito ha aggiunto i colori al computer. Si può chiamare quindi tecno-artigianato.

Béatrice Coron: la racconta-storie

Il risultato però sono sempre delle storie. Per le storie ci sono molte possibilità perché hanno molti scenari. Béatrice non conosce le storie che racconta. Prende le immagini dalla nostra immaginazione globale, dai cliché, da quello che stiamo pensando, dalla storia.

E siamo tutti narratori, perché tutti abbiamo una storia da raccontare. Ma ancor più importante è che tutti devono creare una narrazione per dare un senso al mondo. E in tutti questi universi è come se l’immaginazione fosse il mezzo di trasporto. Ma la destinazione sono le nostre menti e il modo in cui riconnetterci con ciò che è essenziale e con la magia. Ecco cosa significa ritagliare la carta.


FONTI:

ted.com

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