Chesil Beach

“Chesil Beach – Il segreto di una notte”, la prima notte

Chesil Beach, siamo negli anni Sessanta in Gran Bretagna. Gli anni in cui tradizione e modernità si scontrano, mai una nuova generazione di ragazzi si è sentita così lontana dalla precedente. E mai due giovani sposini si sono sentiti così lontani tra di loro. FlorenceEdward si trovano nell’hotel con vista Chesil Beach, è la loro luna di miele per celebrare la prima notte da sposi.

Florence (interpretata da Saoirse Ronan) proviene da una famiglia borghese, cresciuta dietro i libri e a suon di musica classica, proprio come il suo spirito. Edward (interpretato da Billy Howle), invece, proviene da una famiglia benestante, ha un animo ingenuo e buono, e si lascia contaminare da quel bisogno di cambiare che hanno i giovani. Lei è musica classica, lui è blues e rock’n’roll. È questa è solo una delle tante differenze che, anziché allontanarli, non fa che unirli, completarli (forse). Siamo negli anni Sessanta ma in tema di sessualità i due ragazzi sono completamente inesperti. Due giovani sposi, entrambi vergini, che passano la prima cena nel totale imbarazzo, preparati in teoria, e non in pratica, da quello che secondo la società dovrà accadere quella notte. Zip che si incastrano, scarpe difficili da togliere e il letto che scricchiola.

Dominic Cooke segue le linee guida dettate dall’omonimo romanzo di Ian McEwan, è impossibile non sentire quanto i due sono imbarazzati e irrequieti, mentre la narrazione viaggia tra il passato e il presente, dietro numerosi flashback. Tra il quartetto di archi, di cui fa parte Florence, alle prese con Mozart, e le botte di Edward fuori dai locali, attimi in cui i due si raccontano e raccontano il loro primo incontro e non solo. Finalmente la cena finisce, è il momento. Marito e moglie, sul letto, stanno per fare l’amore. Ma ecco il segreto di una notte: la prima notte è così disastrosa da segnare la fine del matrimonio.

Florence è così bloccata, prova disgusto verso quello che stanno per fare, non è semplicemente inibizione o vergogna, la sua è una totale repulsione nei confronti del rapporto sessuale. Eppure, ciò che conta tra loro è l’amore che li lega, è disposta a tutto pur di sapere che lui continuerà ad amarla nonostante tutto. Proprio per questo propone a Edward un matrimonio di facciata, lei sopporterà ogni futuro tradimento del marito purché lui continui ad amare solo ed esclusivamente lei.

Le occorreva soltanto essere certa che lui l’amasse, sentirsi rassicurare sul fatto che non esisteva nessuna fretta, avendo un’intera vita davanti. Amore e pazienza (…) li avrebbero di certo aiutati a superare ogni cosa. (dal libro)

Cosa si è disposti a fare, per amore? È questa, la domanda che, dopotutto, bisogna farsi. Edward è disposto a osservare le regole sociali e il lavoro offerto dal padre di lei, tuttavia Florence, d’altro canto, sente che facendo l’amore con lui non sarebbe più se stessa. Tutta colpa dei tabù degli anni Sessanta o è asessualità?

L’inesperienza e l’incomprensione costruiscono un muro tra i due, non si sono mai sentiti così lontani e non riescono a superare questo loro primo litigio in un matrimonio un po’ troppo affrettato. Edward è sconvolto, non riesce ad accettare quel fallimento. Chi ne uscirà distrutto sarà proprio lui che vivrà nel rimorso di ciò che poteva essere e non è stato. Umiliato e arrabbiato, sente che tutti i suoi sogni sono infranti e nulla ha più senso. Un matrimonio di sei ore.

Chesil Beach è un film che si rifà totalmente al libro, sfruttando la potenza cinematografica delle inquadrature sulla spiaggia. Un ossimoro se si pensa al fatto che la spiaggia è da sempre il richiamo della libertà, mentre nei personaggi non fa che mettere in evidenza la prigione sociale in cui sono rinchiusi. Una recitazione magistrale, guidata da due attori giovanissimi nei panni di due personaggi complicati, intrappolati dietro gesti impacciati e infiniti silenzi. Catturati dalla cinepresa nella loro estrema lentezza.

Un film consigliato a chi si sente un po’ vintage dentro, per capire che, tutto sommato, il Terzo Millennio non è così male. Ma soprattutto, consigliato a chi per amore è disposto a tutto o a niente perché…

Ecco come il corso di tutta una vita può dipendere… dal non fare qualcosa.

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