La Francia dell’Ingénu di Voltaire

Nonostante la notorietà minore rispetto a Candide, L’Ingénu di Voltaire rappresenta una delle riflessioni più importanti sulla società francese del Settecento. La Francia tratteggiata in questo romanzo filosofico pubblicato nel 1767 è una terra di fanatici che il protagonista, l‘Ingenuo, fa fatica a comprendere.

La storia del giovane urone

L’Ingenuo è un urone, ovvero un indigeno proveniente dal Canada. Egli arriva in una piccola società in Bassa Bretagna attraverso un bastimento di inglesi, i quali lo avevano catturato e gli avevano dato il nome di “Ingenuo” perché era solito essere molto sincero e spontaneo, parlando con tutti senza filtri.

La società che lo accoglie è incuriosita da questo “selvaggio” che viene interrogato su ogni aspetto della sua cultura e delle sue abitudini. Gli pongono domande sulle sue conoscenze in ambito letterario e linguistico, ma anche sulla sua religione. Proprio quest’ultima questione sorprende i francesi cristiani, che non comprendono che l’urone abbia abbracciato “una sua propria religione“.

L’abate Kerkabon scopre che il giovane urone è in realtà un suo nipote e questo porta l’intero paese a voler “civilizzare” il ragazzo per poterlo inserire a pieno nella loro società. In questo percorso di apprendimento e avvicinamento alla fede cristiana, l’Ingenuo dovrà scontrarsi con le imperfezioni, i dogmi, i difetti della Chiesa, che Voltaire critica ironizzando sugli episodi narrati.

L’Ingenuo studierà con impegno la Bibbia, per essere pronto al battesimo per lui preparato, ma lui si aspetta che il battesimo avvenga nel fiume, in cui lui entra nudo, proprio come aveva letto si usasse fare. Gli spiegheranno che non è così, che le pratiche sono leggermente cambiate. Questo è un esempio di come Voltaire descriva nell’Ingenuo una serie di momenti di “incomprensione” che evidenziano la distanza tra il “selvaggio” e la società.

Nonostante ciò, Voltaire non arriva mai alla netta contrapposizione tipica di Rousseau, che vede la natura ricca di caratteristiche positive e la società, al contrario, di negative. Pur riprendendo in parte la tematica del “bon sauvage” e pur inserendo alcune sue tipicità nella figura dell’Ingenuo, questo è lontano dall’essere simbolo di perfezione etico-morale. Anche l’Ingenuo infatti, seppur selvaggio e libero da pregiudizi e intolleranze, deve migliorare.

Nella prima parte del romanzo gli episodi ironici si fondano sull’ingenuità del ragazzo, ma anche sulla critica piuttosto trasparente di Voltaire nei confronti di una società francese che si è allontanata troppo dalle sue fondamenta.

Non prevale nessuna delle due posizioni, ma Voltaire propone un percorso di crescita, soprattutto nel personaggio del protagonista, con l’unione degli aspetti positivi dell’Ingenuo arricchiti da studio e conoscenza. Alla fine del romanzo, che sotto questo punto di vista si avvicina ad un romanzo di formazione, l’indigeno diverrà filosofo. Avrà egli tutte le caratteristiche fondamentali del cosiddetto “nuovo uomo“, il tipo di uomo con una mente “vergine”, come l’Ingenuo, che cresce e matura grazie agli studi, ma rimane privo di ogni tipo di pregiudizio.

Questo strano indigeno, così diverso dagli uomini europei, oltre ad incuriosire, ha molto fascino agli occhi delle donne della società. Mademoiselle di St.-Yves presto se ne innamora e lui stesso prova per lei un forte sentimento. Essendo lei la madrina dell’Ingenuo, però, non potrà sposarlo senza un permesso ufficiale. Mademoiselle di St.-Yves verrà rinchiusa in un convento per essere tenuta lontana dall’urone, mentre egli sconfiggerà gli Inglesi.

Per ottenere la ricompensa meritata con questa vittoria, l’Ingenuo divenuto Ercole intraprenderà quindi un viaggio verso Versailles. Lì, però, a causa di cattiverie e fraintendimenti, verrà imprigionato e dovrà aspettare l’arrivo della sua amata. Mademoiselle di St.-Yves, per liberarlo, sacrificherà, su consiglio di un ecclesiastico, la sua verginità con un uomo potente. Quest’uomo la ricatta, promettendole la libertà del giovane urone in cambio di una notte con lui. Lei cede per amore dell’urone e perché si fida del consiglio dell’ecclesiastico, ma cadrà in un vortice di vergogna e senso di colpa che la rovinerà per sempre.

Senza soffermarci sul finale tragico di questo romanzo, vale la pena sottolineare che anche nell’episodio di ricatto nei confronti della giovane St.-Yves, la critica di Voltaire non si ferma. Gli uomini più potenti ne approfittano per il loro puro piacere e gli uomini che dovrebbero fornire insegnamenti, gli uomini di Chiesa, anch’essi spesso si trovano nel torto.

La critica di Voltaire

Bisogna tenere conto, inoltre, dell’ambientazione storica del romanzo: verso la fine del regno di Luigi XIV, che nel 1685 mise fine alle guerre di religione con l’editto di Fontainebleau, successivamente alla revoca dell’Editto di Nantes, che garantiva libertà di culto.

Voltaire nell’Ingenuo, come nel Trattato sulla tolleranza, sostiene questa libertà di culto, preferendo una società in cui le religione possano coabitare senza litigi né guerre e denunciando il fanatismo religioso tipico della società francese settecentesca.

La critica di Voltaire però non riguarda solo la Chiesa, i suoi aspetti contraddittori e la sua intolleranza che si discosta non poco da ciò che viene profetizzato nelle sacre scritture. Nella seconda parte del romanzo, Voltaire critica infatti anche la burocratizzazione di Parigi e in generale la politica francese che non funziona.

Anche qui, come per la critica anticristiana, Voltaire adotta l’ironia nella narrazione. Ingenuamente, l’urone giunto a Parigi pretende di rivolgersi direttamente al re. Questo chiaramente non è possibile e ogni volta che l’Ingenuo tenta di parlare ad un funzionario, gli viene detto che prima si deve recare da un altro. Seppur ironico, è un episodio che fa molto riflettere sulle eccessive pratiche burocratiche e passaggi da funzionario a funzionario, che prevedeva il sistema francese.

In questo romanzo, che diventa a tratti una pura satira, Voltaire riesce quindi ad esprimere il suo pensiero a 360°: la legge naturale non può essere applicata alla società occidentale, ma anche la legge occidentale sbaglia (in particolare sul discorso dell‘intolleranza religiosa). Inoltre, il “nuovo uomo” incarnato dall’Ingenuo al termine del romanzo è ciò di cui necessita la società in cui vive Voltaire: qualcuno che comprenda l’importanza delle leggi sociali, ma riesca ad essere critico a riguardo.

FONTI

Voltaire, L’Ingénu, Éditions Flammarion, Paris, 2009

CREDITS

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