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I Grammy e i suoi grandi dimenticati: Album of The Year

Dopo aver discusso sulla categoria Record of The Year qui, la redazione di musica de «Lo Sbuffo» non poteva che continuare con un’altra delle categorie più ambite ai Grammy: l’album dell’anno. Anche stavolta, i redattori hanno fatto le loro proposte, escluse dalle seguenti candidature:

Chilombo – Jhené Aiko
Black Pumas (Deluxe Edition), Black Pumas
Everyday Life, Coldplay
Djesse Vol. 3, Jacob Collier
Women in Music Pt. III, Haim
Future Nostalgia, Dua Lipa
Hollywood’s Bleeding, Post Malone
Folklore, Taylor Swift

Dimitra Gurduiala, Caposezione

how i’m feeling now – Charli XCX

A quanto pare, l’Academy proprio non gradisce l’evoluzione artistica – specie se di Charli XCX. Basti vedere come le sue ultime (nonché uniche) candidature per il premio siano nate per Fancy, brano pop nato nel 2015 in collaborazione con Iggy Azalea. Nulla da togliere al pezzo, assolutamente: ma perché premiare solo questo, se nel frattempo Charli è letteralmente diventata la regina dell’elettropop? Lo avevamo già visto con l’album Charli (2019), ma how i’m feeling now è stata la svolta definitiva: uno degli album più iconici dell’anno, che si sarebbe meritato almeno di trovarsi accanto a KiCk i (della diva experimental Arca) nella categoria Best Dance/Electronic Album

Pare invece che i Grammy di how i’m feeling now non ne abbiano proprio voluto sentir parlare, altrimenti avrebbero riconosciuto che fare un album di questo calibro in quarantena, senza grandi studi o particolari budget. A Charli è stata data totale libertà nel creare questo pezzo, unica regola: crearlo in un limite di sei settimane. Che all’Academy non piaccia la libera espressione della propria creatività? Vista la strana assenza di quest’album tra i candidati, possiamo quasi sicuramente dire che è così.

Giulia Ascione, Redattrice

Fine Line – Harry Styles

Avremmo potuto soprassedere sull’esclusione di Watermelon Sugar tra le nomination del Record Of The Year, ma la mancata candidatura di Fine Line come Miglior Album dell’Anno è inspiegabile. Il secondo progetto da solista di Harry Styles ha ricevuto plausi dalla critica e non solo, classificandosi anche come il quarto album più ascoltato del 2020 su Spotify. Fine Line mescola generi e influenze. Troviamo dal rock al pop, persino un pizzico di gospel, le atmosfere anni Settanta, delle ballad e dei brani decisamente più movimentati.

Golden rappresenta un concentrato di gioia, Adore You svela un amore che va anche oltre esso stesso, Falling è l’emblema dello struggimento dopo una relazione, mentre Treat People With Kindness sembra un manifesto pacifista di un’epoca passata, con un’esplosione di cori e colori musicali. Fine Line, canzone che dà il titolo al disco e ne chiude la tracklist, è la perla nascosta. È un album senza veli e senza remore, in cui Styles mostra la sua vera identità musicale scuotendosi di dosso tutti i fardelli che lo vogliono ancora reduce di una boy band – da lui mai rinnegata, tra l’altro. Si è dovuto accontentare della nomination come Best Pop Vocal Album. “Meglio di niente”, diranno alcuni. “Non basta”, diciamo noi.

Stefania Berra, Redattrice

Manic – Halsey

Un’altra grande assente tra questi candidati ai Grammy è stata sicuramente Halsey, all’anagrafe Ashley Nicolette Frangipane. La cantautrice americana, nonostante figuri come la quinta artista più ascoltata su Spotify, non ha ricevuto nemmeno una nomination. Manic, però, il suo terzo album, ha il privilegio di essere un vero e proprio trampolino di lancio per la popstar; si tratta infatti di un lavoro più intimo e personale rispetto a quanto fatto nei dischi precedenti. È un mix vincente di stili e l’impressione che possa diventare la colonna sonora della nostra vita.

Non è un caso che l’album si apra con Ashley, canzone introspettiva e profonda dove la cantante mette nero su bianco le fragilità e le ambizioni di una ventiseienne; You Should Be Sad è il racconto perfetto della fine di una relazione, I hate everybody si rivela essere letteralmente un grido di rabbia ed esplosione. Devo essere sincera, i featuring proposti sono interessanti ma non essenziali, un po’ accessori direi; sarebbe bastata la sua interpretazione per delineare al meglio un disco che vuole essere, per Halsey, una rinascita interiore e il motivo per lasciarsi alle spalle un passato ingombrante e sregolato. 

Andrea Ciattone, Redattore

Legends Never Die – Juice WRLD

Tra le esclusioni eccellenti di quest’anno non può non essere menzionato Legends Never Die, il primo album postumo di Juice WRLD, uscito il 10 luglio 2020 e contenente 21 tracce. Tra queste vi sono hit quali Come&Go, in collaborazione con il producer Marshmello e Smile, dove figura un altro dei grandi esclusi dai Grammy: The Weeknd. La prima opera pubblicata dopo la prematura morta del rapper americano ha ricevuto consensi da parte di tutta la critica e sta bruciando record su record, debuttando al primo posto sulla Billboard 200. Dopo aver raggiunto le cinquecentomila unità vendute nella prima settimana e ben due miliardi di streams, il rapper si è decisamente affermato come l’artista più ascoltato sulla piattaforma musicale Spotify durante il mese di Ottobre (a distanza di tre mesi dall’uscita). Legends Never Die risulta così l’album postumo con il debutto migliore di sempre, assieme a quelli di altre due leggende del rap quali Tupac e Notorious B.I.G.

Francesco Pozzi, Redattore

My Turn – Lil Baby

Impossibile non menzionare uno dei veri top player dell’anno che sta per volgere al termine. Lil Baby, con l’album My Turn pubblicato a febbraio, oltre ad aver dominato le classifiche annuali e qualsiasi playlist hip hop sulla piattaforma Spotify, è stato uno degli artisti che più di tutti ha fatto parlare la propria musica. Le venti tracce che compongono il lavoro sono un concentrato di flow melodici, testi e attitudine che hanno confermato la validità artistica del rapper originario di Atlanta. Basti pensare a Emotionally Scarred, hit per eccellenza di un album che resterà nel tempo. Sono diversi gli aspetti sorprendenti riguardo all’esclusione di My Turn. In termini numerici, dodici brani dell’album sono entrati nella Billboard Hot 100 Chart, mentre il progetto ha debuttato al primo posto nella US Billboard 200, a riprova dell’immensa popolarità acquisita da Lil Baby, vera e propria star della trap internazionale. Nondimeno, l’assoluta qualità dell’album è confermata dai featuring presenti all’interno dello stesso: Gunna, 42 Dugg, Future, Lil Uzi Vert, Lil Wayne, Moneybagg Yo, Young Thug, e Rylo Rodriguez. Il Gotha della Trap statunitense, eppure, non è stato comunque preso in considerazione dai Grammy.

Veronica Piri, Redattrice

YHLQMDLG – Bad Bunny

A essere assente dalle candidature per quest categoria è inoltre l’album YHLQMDLG, acronimo di Yo hago lo que me da la gana (“io faccio quello che mi pare”), il secondo album in studio da solista del rapper portoricano Bad Bunny, pubblicato il 29 febbraio 2020. È al primo posto degli album di quest’anno più ascoltati su Spotify. Nonostante il periodo, i suoi venti brani riescono a entrare in classifica e far trionfare il reggaeton, dimostrando ancora una volta di saper portare a casa un buon pezzo di genere, grazie al suo innato istinto per la melodia. Bad Bunny, classe ’94, è principalmente un artista di latin trap. In questi anni si è distinto come uno degli artisti più influenti, facendo esplodere la musica latina in tutto il mondo e conquistando le classifiche, espandendosi al punto da diventare fenomeno anche negli Stati Uniti e portando la musica latino-americana davvero ovunque. È un artista che sta dalla parte di chi decide chi e cosa essere. Lo ha dimostrato al Jimmy Fallon Show, esibendosi con il brano Ignorantes, in gonna nera per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’uccisione della transgender Alexa Negrón Luciano, uccisa a Portorico. 

 

Al prossimo appuntamento, con la terza delle categorie più importanti della cerimonia dei Grammy: la canzone dell’anno.

 

 

FONTI

Academy

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