Luminarie 2020: oggi più che mai un messaggio di speranza

Mancano ormai una manciata di giorni a Natale. Da sempre, la sua prerogativa ufficiale sono le luci che, durante le festività, si tinteggiano di ogni colore: bianco, blu, rosso, giallo e verde, solo per citarne alcuni. Le nostre case, e soprattutto i viali delle città, si vestono a festa e si preparano ad accogliere per qualche settimana coloratissime luminarie. Di tutti i tipi, di tutte le dimensioni. In alcune località, come il Salento ad esempio, si tratta di una vera e propria tradizione locale. Questa zona della Puglia è infatti nota per le grandiose installazioni, luminose e non, che durante tutto l’anno incorniciano feste patronali ed eventi religiosi. È nel periodo natalizio, però, che si arriva alla massima espressione artistica.

Luminarie salentine
L’origine delle luminarie e la loro evoluzione contemporanea

Spesso ci capita di rimanere abbagliati dalla loro magnificenza. Ma qual è la loro origine? La nascita delle luminarie risalirebbe al periodo del Barocco, stile artistico dominante nel XVII secolo. In quegli anni, infatti, la stravaganza diveniva caratteristica assoluta. Tanto è vero che spesso è stata riconosciuta come l’arte della Controriforma, cioè dei cambiamenti che la Chiesa Cattolica ha predisposto a partire dal XVI secolo.

Che si tratti delle popolari stelle gialle oppure di grandi quadrifogli portafortuna, l’importante è che si facciano notare, possibilmente da tutti. Più grandi e sorprendenti sono e più rispondono alle prerogative di magnificenza richieste dal Mezzogiorno d’Italia, patria delle luminarie per eccellenza. Accanto alle classiche luminarie, quindi, ve ne sono alcune più ricercate. Così, diverse città italiane hanno deciso di decorare le proprie vie con frasi di celebri artisti e cantanti.

L’esempio più lampante è quello di Bologna, dove in via d’Azeglio sono state installate luminarie citanti i versi di Futura di Lucio Dalla, brano risalente al lontano 1980. Le frasi della canzone accompagnano i passanti per tutta la via, facendoli intonare il brano a loro piacimento. Ma la stessa città ha voluto omaggiare anche il direttore d’orchestra Ezio Bosso, scomparso prematuramente lo scorso 15 maggio. Una sola frase, decorosamente ricostruita tramite luminarie, racchiude la stima nei confronti di questo personaggio. Una frase da lui stesso affermata:

La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare.

E così, alzando gli occhi al cielo, nel mentre di una banale – e repentina – passeggiata possiamo sperare di sorridere, sorprendendoci per le cose più semplici. Per questo, Ivano Ruscelli, presidente della Fondazione Rusconi, ce ne parla così.

Abbiamo deciso di celebrare la figura del maestro Ezio Bosso e l’importanza della sua eredità e dei profondi valori che ci ha lasciato. Vogliamo quindi ricordarlo con una frase che ripeteva spesso. […]. In un’epoca caratterizzata dal frastuono e dalla chiusura delle proprie ragioni, ci è parso un atteggiamento di cui si avverte ogni particolare necessità.

Un messaggio di speranza

Questi rimandi suonano, nel vero senso della parola, come pensieri di speranza. E in questo Natale così insolito, la musica è una delle poche cose in grado di farci staccare la spina per qualche istante. Così la nostra rassegna continua per le vie del centro della capitale. Roma, infatti, per questo Natale ha deciso di omaggiare grandi personalità artistiche, che nella Città Eterna hanno percorso i loro passi più importanti: Federico Fellini, Ennio Morricone, Lando Fiorini, Alberto Sordi, Antonello Venditti e infine Gigi Proietti.

luminarie
Luminarie a Roma

In particolare quest’ultimo, scomparso poco più di un mese fa, viene omaggiato con la celebre frase: A coso, Roma è sintesi de tutto.” Un’iconica espressione, ancora una volta, realizzata con luci, cavi elettrici e nient’altro. In questo modo, delle semplici luminarie colorate si fanno portavoce di un messaggio che oggi più che mai vuol farsi sentire. Urlando a squarciagola, anche se solo metaforicamente, che ne usciremo, possibilmente più forti e consapevoli di prima.


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