Il redattore consiglia: 6 film e serie tv per ricordare (o, meglio, dimenticare) la presidenza Trump

Nuovo anno, nuovo inizio…o, almeno, si spera. Il 2020 è stato un anno decisamente imprevedibile e ci siamo ritrovati in un mondo completamente estraniato da ciò che ritenevamo “normale” o prevedibile. Con la speranza che il 2021 possa distinguersi presentandoci scenari migliori, la redazione di Spettacolo ha deciso di spremersi le meningi per regalarvi un’accurata selezione di film e serie tv da non dimenticare. Nasce così la rubrica “il redattore consiglia”, un appuntamento mensile dedicato a ciò che più ci ha rapito il cuore, a eventi e festività da non trascurare, a personaggi e icone da non dimenticare.

Con gennaio avremmo potuto parlare della Shoah, del Blue Monday, del freddo, della neve, dell’inverno, del buio, dell’oscurità, della tristezza…ma non ci sembrava il momento storico adatto. Abbiamo pensato a un argomento importante che suscitasse curiosità e, allo stesso tempo, facesse riflettere; un tema divertente, ma con una nota di serietà. Abbiamo deciso di deliziare le vostre serate sul divano con film e serie tv che potessero ricordarvi i quattro anni di presidenza Trump. Che vi ispirino forte delusione o grande entusiasmo, speriamo di allietare i vostri momenti di noia e di farvi riflettere sul periodo appena concluso.

Death to 2020 – Consiglio di Beatrice

Non c’è modo migliore di finire l’anno (o iniziarne uno nuovo) facendosi una grande risata. E Netflix non sbaglia neanche questa volta. Un finto documentario che non si pone alcun freno nel descrivere l’orribile anno appena concluso. Dal movimento Black Lives Matter alla diffusione del Covid-19, dal “divorzio” del principe Harry all’incendio in Australia non trascurando ovviamente la presidenza Trump. Nei panni di fantomatici esperti e testimoni comuni, gli attori ci regalano un momento di ilarità, ma accompagnato da un pensiero importante: il protagonista della pandemia registrata nel 2020 era davvero il Covid-19? Oppure sono l’ignoranza, il silenzio e l’odio i veri distruttori?
Dai creatori di Black Mirror nasce uno sfogo e una liberazione di quanto accaduto, un’occasione per ripercorrere un anno sfortunato con la speranza di viverne uno migliore.

La madre buena – Consiglio di Alessia

L’imbarazzo della scelta non è solo tra film e serie tv: Donald Trump ha condizionato fortemente il mondo della politica internazionale, tanto che alla storia della sua presidenza sono stati dedicati anche diversi cortometraggi. Personalmente, ve ne consiglio uno: mette al centro la questione del Messico e le dichiarazioni del presidente americano in merito. Il titolo è La madre buena, premiato a livello internazionale. Vengono illustrati i pensieri della popolazione messicana nei confronti di Trump in un’efficace metafora, riportata in poche ma evocative scene. Uscito nel 2016, si inserisce perfettamente nel contesto politico di quell’anno, in cui Trump raccontava, senza farsi troppi problemi, dei suoi progetti futuri sul famoso muro che divide Messico e Stati Uniti. Dura pochi minuti, ma rende bene l’idea: oltre agli eventi sconvolgenti dell’ultimo anno, è necessario ricordare che la presidenza Trump è stata anche questo.

Dead Man Walking – consiglio di Dario

Ha chiuso gli occhi a 52 anni, nell’Indiana. L’iniezione letale l’ha trasformata nell’ennesima triste pagina di inciviltà: nel ventunesimo secolo uno Stato può ancora uccidere un cittadino, assumere lo statuto di criminale, esercitare il diritto di vita e di morte sui suoi stessi figli. La morte di Lisa Montgomery giunge al termine di una presidenza che sembra non volersi accontentare dell’odio e dell’insicurezza diffusasi ormai come un cancro in molte aree del Paese. Una morte che è ulteriore passo indietro nella storia dell’umanità; una morte come tante. Come quella che Tim Robbins ha raccontato nel suo celebre film del 1995 Dead Man Walking. Una pellicola profonda, attenta, dai confini sfumati. Una pellicola ancora fin troppo attuale e tragicamente realistica. Il film si presenta a tratti crudele, ma capace di mettere alla prova lo spettatore e guidarlo in una importante riflessione su una tematica troppo spesso banalizzata. Sulla scena una coppia di autori da favola, perfettamente bilanciata fra l’instancabile dolcezza di Susan Sarandon e la falsa indifferenza di uno Sean Penn in stato di grazia. L’amore e l’odio in primo piano, sullo sfondo un sistema che preferisce chiudere gli occhi e mascherare la sua foga omicida nel formalismo delle sue istituzioni.

The Good Fight – Consiglio di Giorgia

Nel 2016 l’elezione di Trump scombinò i progetti degli sceneggiatori più fantasiosi. I coniugi King furono tra i pochi a riordinare le idee con arguzia, benché all’inizio avessero scritto lo spin-off di The Good Wife dando per scontata la vittoria di Hillary Clinton. Partendo dal giuramento, la serie è diventata una cronaca lucida e brillante degli ultimi quattro anni. In altrettante stagioni racchiude tutto: gli scandali, i troll russi, i patti di riservatezza, la rabbia sociale, spesso spiegati con eloquenti corti animati (uno è stato pure censurato). Ma soprattutto, nello sguardo battagliero dell’avvocata ultraliberale Diane Lockhart (Christine Baranski), c’è una rappresentazione precisa dei dubbi su quanto antidemocratici possano diventare i mezzi dei democratici per detronizzare un presidente, seppur pericoloso. Adesso che tutto è finito (forse) qualcuno si è chiesto come la serie cambierà. In ogni caso, resta una delle poche cose per cui ringraziare Trump.

Fahrenheit 11/9 – Consiglio di Francesco

Come c***o è stato possibile?

Chiunque con un po’ di razionalità si sarà posto questa domanda il 9 novembre 2016, quando i telegiornali di tutto il mondo annunciavano che Donald John Trump era appena stato eletto come quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America. Se cercavate delle risposte ecco giungere in vostro soccorso Michael Moore. Il regista di Flint, premiato più volte per le sue doti registiche, è un pilastro del docu-film politico americano e con Fahrenheit 11/9 non tradisce le aspettative. Moore ci porta dietro le quinte dei primi anni della presidenza Trump, dipingendo un ritratto orrorifico della politica a stelle e strisce che non risparmia nessuno ed illumina il marciume che avvelena la democrazia meno democratica al mondo. Dalle primarie truccate dal partito Democratico all’acqua contaminata di Flint, dal falso ideale di integrazione di Barack Obama alle stragi nelle scuole compiute da adolescenti armati. Ecco sotto i vostri occhi il vero “sogno” americano. Fahrenheit 11/9 è un documentario sul punto di non ritorno che abbiamo nostro malgrado raggiunto e al quale speriamo di sopravvivere.

 

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