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Sindacati: la sfida all’economia digitale e alla Gig economy

Il mondo, con lo sviluppo digitale, ha subito un grande cambiamento. Un cambiamento continuo non solo economico, ma anche sociale. Di conseguenza gli effetti si ripercuotono anche sul mondo del lavoro.

Se pensiamo alle notevoli trasformazioni introdotte dalla nuova era digitale e alla nascita di industrie hi-tech degli ultimi anni, il ruolo dei sindacati a tutela dei nuovi lavoratori deve cambiare.

L’economia digitale e la Gig economy hanno introdotto cambiamenti tali che le strategie di tutela dei lavoratori devono necessariamente rispondere a nuove sfide.

La start-up tedesca N-26 ha accolto negativamente la richiesta dei suoi dipendenti di avere una rappresentanza sindacale. Secondo l’azienda tedesca, che vuole costruire la prima banca al mondo completamente digitale, questo andrebbe contro tutti i valori aziendali. La rappresentanza sindacale infatti sarebbe antiquata e introdurrebbe delle forme gerarchiche antiquate che rallenterebbero il lavoro.

La mobilitazione dei lavoratori

È utile anche notare come i lavoratori delle industrie tecnologiche siano altamente specializzati e qualificati; tanto che l’introduzione e la contrattazione collettiva sulle condizioni di lavoro o sui salari non sono stati presi in considerazione dai lavoratori stessi.

Tuttavia nell’ultimo periodo le cose sono gradualmente cambiate.

Un chiaro esempio sono i lavoratori dell’industria dei videogiochi; a livello mondiale l’industria ha un valore che si aggira sui 175 miliardi. Negli ultimi anni, le lamentele dei lavoratori in questo settore sono aumentate esponenzialmente.

Eclatante è l’esempio dei lavoratori dell’azienda Blizzard Entertaiment, una divisone di Activision Blizzard, che hanno condiviso in maniera anonima un foglio di calcolo in modo da mettere in luce le evidenti disparità salariali dovute ai compensi dei dirigenti.

In California è stato fondato Game Workers Unite, un movimento nato dai lavoratori, che ha l’ambizione di riunire sviluppatori e designer di videogames in tutto il globo per lottare per condizioni lavorative migliori.

La nuova organizzazione non sprona i lavoratori a scendere in piazza a protestare e manifestare; questa li spinge a partecipare a mobilitazioni sui social networks oltre che a veri e propri scioperi organizzati nelle aziende in USA ed Europa. Sempre nel panorama USA, nella Silicon Valley, conosciuta in tutto il pianeta per l’alta presenza di aziende high-tech, è nata Tech Workers Coalition, diffusa anche in Europa che ambisce a creare un sindacato per lavoratori del mondo tecnologico.

La organizing on-demand

La mobilitazione dei lavoratori avviene seguendo una forma innovativa, la organizing on-demand.

I sindacati digitali non fanno tessere, non perdono tempo nell’inevitabile burocrazia. La mobilitazione avviene attraverso l’uso di piattaforme web e tramite l’utilizzo di app.  Il modello è così flessibile e adattabile in ogni paese del mondo dove sono presenti lavoratori del mondo tecnologico.

I sindacati digitali e la Gig economy

Il nuovo metodo e la nuova tipologia di sindacato e mobilitazione non sono rivolti solamente ai lavoratori delle aziende tecnologiche.

Il modello si estende infatti ai lavoratori della Gig economy. Questa indica una serie di mestieri che le persone svolgono quasi come un secondo lavoro. Molte volte la loro attività risponde solamente a un algoritmo. Questi lavoratori non sono assunti dalle aziende che li gestiscono ma vengono inquadrati solo come collaboratori autonomi con bassissime possibilità di incidere sulle proprie condizioni lavorative.

Inquadrare questi lavoratori nei sindacati tradizionali risulta davvero difficile. Da questo punto di vista è evidente come le forme alternative di sindacati digitali funzionino meglio. I lavoratori che si sono uniti in piattaforme come, per esempio, Coworker sono stati in grado di ottenere i primi successi. La mobilitazione ha per esempio portato alla creazione di un sistema che assicura le mance agli autisti di Uber.

La mobilitazione in Europa

Da notare come tutte queste piattaforme che hanno visto la nascita negli USA ormai risultino anche essere diffuse sul panorama Europeo. Nel Regno Unito è stata creata la piattaforma Organise. Questa come tutte le piattaforme web mette in contatto lavoratori dello stesso settore per organizzare mobilitazioni per i propri diritti.

Se pensiamo a lavori come i riders diventa infatti difficile che questi si riescano a ritrovare e riunire fisicamente in un determinato posto per discutere di tutte le problematiche lavorative. Una piattaforma web ha quindi proprio questo scopo. La piattaforma inglese inoltre è completamente gratuita.

In Germania è stata fondata la Youtubers Union, una piattaforma che, come suggerisce il nome, ha l’obiettivo di riconoscere i diritti di chi produce video su Youtube. La piattaforma Youtubers Union sta inoltre collaborando con IG Metall, il sindacato tradizionale dei metalmeccanici tedeschi. I primi si sono mossi sui canali digitali mentre i secondi attraverso i canali tradizionali.

L’obiettivo è riconoscere che i videomakers siano riconosciuti come lavoratori autonomi.

Un caso particolare invece avviene in Danimarca. Qui il sindacato tradizionale Hk ha creato l’Hk Lab un laboratorio in cui il sindacato tradizionale tenta di adattarsi ai cambiamenti che l’economia digitale ha introdotto nel mondo del lavoro e nel tessuto sociale. Il laboratorio ha sviluppato un consulente virtuale a sostegno dei lavoratori danesi che vogliono mettersi in proprio e si sta sperimentando uno strumento online per la giustizia salariale.

E la mobilitazione in Italia?

Se pensiamo al tessuto economico del nostro Paese, il mondo dell’economia digitale risulta essere indietro rispetto ad altri Paesi europei. Tuttavia il contesto potrebbe mutare velocemente dato che il piano Next generation EU punta molto sulla digitalizzazione dell’economia.

Sulla spinta della Tech Workers Coalition in Italia è stato fondato il Sindacato Networkers, con il medesimo obiettivo di lottare per una migliore condizione lavorativa dei dipendenti delle aziende IT. A questo scopo è stata lanciata un’inchiesta proprio su questi temi.

Alle nuove condizioni lavorative precarie e di sfruttamento dei nuovi settori le persone hanno risposto in maniera innovativa usando proprio quelli strumenti tecnologici dell’era digitale.

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