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I Grammy e i suoi grandi dimenticati: Best Rap Album

Dopo le nostre proposte per la canzone rap dell’anno, non potevamo non citare gli album rap che più avrebbero meritato di vedere il proprio titolo tra le candidature ufficiali dei Grammy – che, come sempre, potete trovare qui sotto! Sarete d’accordo con noi? Scopriamolo insieme.

Black Habits, D Smoke

Alfredo, Freddie Gibbs and the Alchemist

A Written Testimony, Jay Electronica

King’s Disease, Nas

The Allegory, Royce Da 5’9”

Dimitra Gurduiala, Caposezione

Circles – Mac Miller

Sembrava scontata la sua presenza tra le candidature di quest’anno, eppure i Grammy – ancora una volta – sono riusciti a deluderci alla grande. Sappiamo che il suo album postumo, rifinito da Jon Brion, è stato presentato come possibile candidato al miglior album alternative dell’anno; eppure, anche in quel caso l’Academy ha snobbato alla grande la proposta, ignorandola anche per un’eventuale nomination per l’album rap dell’anno.

Circles è un disco pieno di dolore quanto di riflessione, che riesce a raccontare in maniera perfetta ciò che Miller non riusciva a mostrare al mondo: un animo tormentato, straziato, che riusciva a trovare pace solo nella musica; è un album che va oltre il rap come l’abbiamo conosciuto finora, se non anche oltre la vita stessa. In breve, Circles è un testamento spirituale che strappa il cuore e apre la mente, cercando costantemente un rimedio per porre fine ai propri demoni interiori. L’addio più doloroso dell’anno.

Veronica Piri, Redattrice

Shoot for the Stars, Aim for the Moon – Pop Smoke

Sebbene la sua Dior sia stata inserita nelle nomination per Best Rap Performance, Pop Smoke avrebbe decisamente meritato qualche riconoscimento in più. Shoot for the Stars, Aim for the Moon è il suo primo album in studio pubblicato postumo, il 3 luglio 2020 dalla Victor Victor Worldwide e dalla Republic Records. Il disco presenta diciannove tracce con ospiti quali Quavo, Lil Baby, DaBaby, Swae Lee, Future, 50 Cent, Roddy Ricch, Tyga, Karol G e Lil Tjay. Prodotto da 50 Cent, ispirazione di Pop Smoke, l’album è stato in cima a molte classifiche nazionali, tra le quali la Billboard 200, dove il rapper è stato il primo a compiere questa impresa con un album rap postumo.

In occasione di quello che sarebbe stato il suo ventunesimo compleanno, è stata pubblicata l’edizione deluxe dell’album, contenente quindici tracce aggiuntive. In concomitanza con il disco, la sua famiglia ha aperto la Shoot for the Stars Foundation, una fondazione di beneficenza inizialmente organizzata da Smoke prima della sua morte, con lo scopo di aiutare i giovani in difficoltà. Il rapper statunitense è stato ucciso lo scorso 19 febbraio nella sua casa di Los Angeles a colpi di arma da fuoco. Pop non era solo l’astro nascente della scena drill di New York, ma un musicista con un grande potenziale. Dalla fine di maggio scorso, le sue canzoni sono state usate nelle manifestazioni di Black Lives Matter sia per il sound che per la storia dell’artista. 

Giulia Ascione, Redattrice

Music to Be Murdered By – Eminem

Se c’è un artista a cui piace sorprendere, quello è Eminem. Nel gennaio 2020, il rapper di Detroit ha pubblicato senza preavviso il suo undicesimo album in studio, Music to Be Murdered By. Il titolo del disco fa riferimento alla collaborazione del 1958 tra Alfred Hitchcock e il compositore di colonne sonore Jeffrey Alexander. In generale, non mancano per tutte le 20 tracce ammiccamenti al mondo cinematografico, ma i temi centrali del progetto sono altri. Con la sua tipica abilità di scrittura, Eminem ne ha per tutti, come se volesse radunare in un unico album i suoi nemici passati e presenti. Si scaglia contro chi ha criticato il suo disco precedente e non risparmia barre piene di rancore per le sue ex o per membri della sua famiglia che l’hanno ferito in passato.

In tutto ciò, non dimentica di inserire nei suoi testi accenni alla nostra storia moderna, come in Unaccomodating dove allude alla tragedia del 2017 dopo il concerto di Ariana Grande a Manchester. Infine, Music to Be Murdered By presenta anche alcune collaborazioni interessanti, come in Those Kinda Nights con Ed Sheeran o in Godzilla insieme a Juice WRLDPossiamo dire che sono ormai 6 anni che i lavori di Eminem non vengo presi in considerazione dalla giuria dei Grammy. Music to Be Murdered By forse non è il suo album migliore, ma di certo è coerente con la sua carriera, personalità e il suo stile. È peccato non vederlo nominato in nessuna delle categorie rap.

Stefania Berra, Redattrice

The Goat – Polo G

Ventidue anni e una carriera già ben avviata. È il caso di Polo G – pseudonimo di Taurus Tremani Bartlett – rapper statunitense di Chicago che il 15 maggio scorso ha pubblicato il suo secondo album in studio per la Columbia Records The Goat, acronimo di  The greatest of all time. Titolo dunque emblematico che ricorda anche il capricorno, segno zodiacale del cantante e di altre celebrità illustri. La copertina lo ritrae con gli occhiali da sole e le corna, sullo sfondo due immagini di Polo G con il figlioletto di due anni.

Un album quasi autocelebrativo ma che lascia trasparire anche una sottile presa di posizione verso coloro che ostentano comodità a discapito delle proprie debolezze e fragilità. È un lavoro che consacra e contraddistingue ancora una volta il giovane talento rispetto alla grande varietà di artisti del suo stesso settore; disco ben studiato, riflessivo al punto giusto che non tralascia del resto i temi classici della scena trap. Molteplici e rilevanti le collaborazioni tra le quali quelle con  Lil Baby, BJ The Chicago Kid, Juice WRLD. L’uscita del disco è stata anticipata dai singoli Go Stupid e DNDDopo il debutto nel 2019 con Die a Legend, Polo G si riconferma come uno degli artisti emergenti più validi nel panorama musicale moderno. The Goat non avrebbe pertanto meritato un posto come Best Rap Album ai Grammy 2021?

Andrea Ciattone, Redattore

No Pressure – Logic

No Pressure segna la fine (temporanea?) della carriera musicale del rapper Logic, scelta motivata dalla recente nascita del primo figlio per dedicarsi totalmente alla propria famiglia. Il progetto rappresenta la fine di un cerchio, giocando per l’appunto con il titolo del primo album in studio dell’artista del Maryland, Under Pressure, riprendendo a pieno lo stile che lo aveva reso noto al pubblico mainstream e che negli ultimi progetti aveva abbandonato per sonorità più spendibili sul mercato.

Le produzioni contengono una forte componente old school, facendo molto uso di sample e batterie live, in pieno stile College Dropout di Kanye WestLiricamente parlando, l’album si configura come una celebrazione della percorso musicale di Logic ripercorrendo tutte le fasi della sua carriera fino alla decisione del ritiro.

Too many people wanna tell you what you can and cannot

Go to school, get a job, get married and have kids

People gon’ tell you what to do for long as you live

Break the cycle, and shoot for the stars, Moonwalk like Michael.

Anche dal punto di vista commerciale il progetto ha raggiunto ottimi risultati, ottenendo riscontri positivi sia dalla critica che dal pubblico, debuttando in seconda posizione nella Billboard 200 e piazzando tutti i brani nella top 200 statunitense su Spotify.

Francesco Pozzi, Redattore

My Turn – Lil Baby

In un’epoca in cui escono decine di artisti e di album, soprattutto in un panorama come quello dell’hip hop contemporaneo, sono pochi i progetti che riescono a rimanere, oltre che a colpire. Il 2020 ha visto l’uscita del secondo album ufficiale di Lil Baby, rapper statunitense già tra i più chiacchierati della scena. Salito alla ribalta grazie alle collaborazioni con Gunna (almeno a livello internazionale), l’artista di Atlanta ha scalato le classifiche ed è riuscito a creare uno stile unico, grazie al quale oggi è annoverato tra i big della scena americana.

Con My Turn e la successiva deluxe edition, Lil Baby ha alzato l’asticella e dimostrato le sue qualità: flow, liriche, melodie, il bagaglio tecnico e qualitativo del rapper di Atlanta è talmente vasto che le venti tracce dell’album non annoiano l’ascoltatore; piuttosto, lo proiettano all’interno dell’immaginario creato da Lil Baby che, con la sua voce unica e il suo passato turbolento, ha offerto uno dei migliori prodotti degli ultimi anni di dominio della trap e del mumble rap. Le tracce diventano ventisette con la deluxe e, ancora una volta, non allungano il brodo bensì danno ancora più valore al progetto più venduto dell’anno passato. È decisamente arrivato il turno di Lil Baby.

FONTI

Academy

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