“Demon Slayer” fenomeno passeggero o miglior anime dell’ultimo decennio?

Il 2020 è stato senza ombra di dubbio l’anno del dominio assoluto di Demon Slayer (Kimetsu no yaiba) nel panorama dei manga e degli anime giapponesi. Ma quali sono le ragioni di questo clamoroso successo? L’opera ideata da Koyoharu Gotoge è davvero così bella da spiccare tra la marea di serie prodotte nella terra del sol levante o siamo di fronte ad una meteora che si disintegrerà presto?
Cerchiamo di analizzare nel dettaglio i motivi di questa incredibile ascesa ai vertici delle classifiche e dell’impatto avuto sul pubblico nipponico e internazionale.

A caccia di demoni per ritrovare l’umanità

Partiamo dalla storia. Demon Slayer è un manga shonen dalla trama molto semplice e lineare.  Le vicende si svolgono nel periodo Taisho del Giappone. Tanjiro Kamado è un ragazzo di buon cuore, orfano di padre, che vive sulle montagne con la propria numerosa famiglia e vende carbone nei villaggi vicini per sostentarla. Un giorno, attardatosi in uno di questi villaggi, non rientra a casa prima del buio e vi fa ritorno solo il mattino seguente. Ciò che troverà sarà una scena agghiacciante. Sua madre e i suoi fratelli giacciono morti in un lago di sangue. Solo la sorella più piccola, Nezuko, sembra essere ancora in vita. Eppure quest’ultima non è più una bambina come le altre. La piccola Nezuko è diventata un demone, desideroso di carne umana. Ma un barlume di ciò che era prima sopravvive ancora dentro di lei.

Da qui la storia di Tanjiro prende una piega classica del suo genere. Il ragazzo salva la sorella da un cacciatore di demoni e promette di trovare una cura per farla tornare umana. Si arruolerà così nel corpo degli Ammazza Demoni, prendendo parte a una guerra tra uomini armati di katana e figli della notte immortali e dotati di superpoteri. L’obiettivo primario è trovare il demone originario, Muzan Kibutsuji, ottenere risposte riguardo quella notte di terrore da cui tutto è iniziato e porre fine a questa maledizione che da secoli affligge il genere umano. Naturalmente il rapporto con la sorella non sarà visto di buon occhio all’interno della squadra anti-demoni ma, anche grazie all’aiuto dei suoi compagni Inosuke e Zenitsu, Tanjiro riuscirà a far cambiare opinione a chi mal giudica la povera Nezuko.

L’estasi visiva

La serie animata di Demon Slayer è stata definita la più bella del decennio 2010/2020. Un’esagerazione? Se dovessimo analizzare solo la profondità della narrazione forse dovremmo dire di sì. Ma come ben sappiamo non è solo la storia a rendere bello un anime. Gran parte del successo di un’opera di questo genere è dovuta alla caratterizzazione dei personaggi, all’aspetto visivo e alla qualità del lavoro dello studio di animazione. Beh, in questo caso c’è ben poco da dire. I ragazzi di Ufotable, lo studio giapponese che ha animato la serie di Demon Slayer, hanno fatto un lavoro superbo. Hanno saputo sgrezzare il disegno non perfetto del manga di Koyoharu Gotoge e arricchirlo di dettagli pregevoli e coinvolgenti. Gli scontri con le katane sono una gioia per gli occhi, con animazioni che richiamano lo stile delle stampe Ukiyo-e, come ad esempio la celebre La grande onda di Kanagawa di Hokusai.

Vendite e record frantumati

I dati di vendita del manga sono da capogiro. Nella classifica dei tankobon più venduti del 2020, le prime ventidue posizioni sono occupate tutte dai volumi di Demon Slayer. Solo nel primo semestre del 2020 l’opera ha venduto 45.297.633 copie, dieci volte il numero di numero di copie vendute da un mostro sacro come One Piece, che si attesta al secondo posto con “solo” 4.885.538 copie. Potete immaginare che i dati dell’anime non siano da meno. La serie è stata portata in Italia dalla piattaforma VVVVID, in simulcast sottotitolata e successivamente è stata doppiata ed è entrata nel catalogo di Amazon Prime Video.

Tuttavia, se ancora non foste convinti della portata clamorosa del fenomeno Demon Slayer, vale la pena fare un accenno al film uscito nelle sale giapponesi il 16 ottobre 2020. Questo lungometraggio dal titolo Kimetsu no Yaiba Movie: Mugen Ressha-hen (in italiano Demon Slayer il film: Saga del Treno dell’Infinito) è un seguito diretto della serie e porta sul grande schermo l’arco narrativo immediatamente successivo al finale della prima stagione. Le qualità dell’opera sono le stesse della versione seriale e confermano l’ottimo lavoro intrapreso da Ufotable. Gli incassi sono assurdi. Fino ai primi giorni di gennaio 2020 Demon Slayer il film ha incassato 257 milioni di euro, superando La città incantata di Hayao Miyazaki  e divenendo il film più visto di sempre in Giappone.

Un fenomeno generazionale

Andando oltre l’aspetto di alto impatto dovuto ai numeri e ai record frantumati da Demon Slayer, ci si chiede se quest’opera possa essere definita come una serie capace di influenzare la propria generazione.

Dal punto di vista artistico, il lavoro dello studio Ufotable ha sicuramente alzato l’asticella delle aspettative del pubblico a livello visivo, con animazioni eccelse e scontri perfettamente coreografati. Eppure, per quanto la storia non appaia così spiccatamente originale, è proprio quest’ultima ad aver catalizzato l’attenzione degli spettatori di tutto il mondo.

Secondo la ricercatrice all’Università Daito Bunka di Tokyo, Yuka Ijima, Demon Slayer è riuscito a coinvolgere emotivamente persone dalle età e dai gusti più disparati proprio per la varietà delle proprie forme mediali. La serie animata presenta scene molto forti, in cui la componente del sangue non viene lasciata all’immaginazione, rendendo il tutto più adatto a un pubblico maturo. Il manga appare, invece, più edulcorato e adatto ai ragazzi di tutte le età.

Inoltre, la stessa studiosa evidenzia come la “malattia” dei demoni e la lotta per trovare la cura possano aver fatto scattare un processo di immedesimazione nel grande pubblico per via della pandemia mondiale di Covid-19. A tutti questi elementi va poi aggiunta la caratterizzazione sopra le righe di personaggi come Inosuke, l’irruente spadaccino dalla testa di cinghiale ormai icona della serie, e l’animo da bravo ragazzo del protagonista. Tanjiro Kamado è diventato ben presto un idolo per i bambini giapponesi. Basti pensare al sondaggio condotto dalla compagnia Benesse tra 7661 bambini frequentanti la scuola elementare Shinkenzemi Elementary School. Alla domanda “qual è la persona che ammirate di più?” la risposta più comune è stata: Tanjiro Kamado. Il protagonista di Demon Slayer supera persino la mamma in questa particolare e sicuramente curiosa classifica.

Una possibile sorpresa

In conclusione, il consiglio non può che essere quello di dare un’occhiata alla serie di Demon Slayer. L’opera di Koyoharu Gotoge è ormai incontenibile e si impone con personalità in campo internazionale. Non vi aspettate colpi di scena da farvi sobbalzare o intrighi cervellotici da seguire con carta e penna alla mano. Vi ritroverete in un Giappone visivamente tetro, ma a suo modo nostalgico. Lasciatevi trasportare da questa storia semplice e dai suoi curiosi protagonisti. Danzate con Tanjiro tra le onde della sua katana e seguitelo nel suo cammino alla ricerca della vendetta nei confronti del malvagio Muzan e dell’umanità perduta della piccola Nezuko.

Fonti
Gotoge Koyoharu, Demon Slayer (Kimetsu no Yaiba), Shueisha, 15 febbraio 2016
Everyeye.it
DrCommodore.it

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