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Videogames e moda: un binomio di successo

Il mondo dei videogames ha assorbito anche la moda, che ne risulta sempre più coinvolta. Ve la immaginate una sfilata ambientata in un contesto virtuale? Ebbene, questo è proprio quello che sta accadendo. Un caso simbolico è Animal Crossing. Il gioco, rilasciato da Nintendo, consiste in una realtà paradisiaca dove gli individui vivono su un’isola deserta, attorniati da animali antropomorfi. Ognuno può divertirsi costruendo case, palazzi e negozi, svolgere attività di giardinaggio e progettazioni di interni o, ancora, darsi allo shopping virtuale con soldi irreali.  Su questo argomento, un articolo del «The New York Times» afferma:

Fatevi da parte Armani, Dior, Versace. La moda in tempi di lockdown è un affare da Able Sisters (negozio di Animal Crossing)

La pandemia da Covid-19 ha avuto dei risvolti significativi: tutti siamo stati obbligati a chiuderci all’interno di quattro mura asfissianti per la salvaguardia della nostra salute; allo stesso tempo, per un lungo periodo non abbiamo avuto la possibilità di sfoggiare i nostri migliori outfit. Quale miglior alternativa se non vestire gli avatar? I consumatori sono rimasti entusiasti di questo nuovo connubio che nel tempo si è andato a creare.

https://www.instagram.com/p/CGoUT99MkTH/

La moda e i videogames, in apparenza, sembrano due binari paralleli destinati a non incontrarsi lungo la loro strada. Quest’idea non è del tutto esatta: ciò è dimostrato dalla volontà di molti brand di cimentarsi in questa nuova dimensione. A tal riguardo, per un approfondimento, è utile fare alcuni esempi di marchi che hanno intrapreso questo percorso, definibile “futuristico”.

Valentino e Animal Crossing

In questo progetto avanguardistico ovviamente non poteva mancare Valentino, un simbolo della moda italiana. In riferimento a ciò, ricordiamo il suo contributo attraverso le seguenti parole:

Oggi non è più il tempo propizio per creare abiti d’Alta Moda. Ci sono molti talenti, ma la situazione mondiale è criticata e non ci sono più le cifre necessarie a creare quelle collezioni.

La maison aveva già capito che l’intero mondo della moda stava prendendo una direzione diversa. In realtà, gli stessi giocatori hanno manifestato il desiderio di vedere i marchi immergersi in questa nuova avventura all’insegna del virtuale. Valentino ha colto l’occasione senza battere ciglio e ha affidato l’arduo compito a Kara Chung, fotografa e artista visiva, la quale ha creato l’account Instagram relativo al gioco. I protagonisti dell’evento non sono stati simpatici animaletti vestiti con una tuta e/o una t-shirt, ma si è assistito alla simulazione di una sfilata vera e propria. La collezione ha presentato 20 outfit digitali che ricalcano i look della collezione SS20 e PreFall 20/21. I più appassionati possono sbizzarrirsi e creare a proprio piacimento le combinazioni, utilizzando le camicie realizzate da Pierpaolo Piccioli, in collaborazione con Roger Dean; oppure, indossare abiti da sera fluorescenti, così da non passare inosservati.

https://www.instagram.com/p/CKo-ZPMJmSg/

Moschino e The Sims 4

Come Valentino, anche Moschino si è cimentato in quest’avventura tutta virtuale. In particolare, ricordiamo i suoi look nel gioco The Sims 4: co-lab senza precedenti. Il direttore creativo del marchio, Jeremy Scott, ha creato delle capsule collection digitali; successivamente, lo stesso designer ha offerto il proprio contributo nella realizzazione di una piccola espansione del videogioco, in cui è possibile vestire i protagonisti con quella capsule e con altre collezioni di Moschino. In questo contesto troviamo giacche bomber di marca, abiti, t-shirt e costumi da bagno con stampa Sims.

Il brand va oltre e trasforma il virtuale in reale in una collezione chiamata Moschino x The Sims, che comprende alcune meravigliose felpe e magliette, un abito in lycra (con l’immancabile stampa della cintura Moschino) e leggings che somigliano a jeans del gioco: le texture sono tutte pixellate con colori brillanti.

https://www.instagram.com/p/B03UmIxiR-9/

Gucci e Wildlife

Animal crossing e The Sims non sono stati gli unici videogames a varcare la soglia del mondo del fashion. I riflettori del successo hanno recentemente scommesso su Tennis Clash, il videogames di Wildlife dedicato al mondo dello sport e delle racchette, scaricabile da Google Play e App Store. A scatenare il successo e la curiosità degli acquirenti non è stato tanto il torneo, quanto la possibilità di parteciparvi indossando abiti all’ultima moda e griffati. Gucci ha realizzato per i protagonisti virtuali, Diana e Johan, un guardaroba personalizzato che include quattro look, comprendenti scarpe, calze, copricapi e nientemeno che le racchette firmate. Anche qui il virtuale è stato connesso in maniera simbiotica al reale: con un semplice click l’utente viene subito indirizzato alla pagina della collezione Gucci in cui può fruire degli abiti che più gli aggradano. In fin dei conti, Alessandro Michele non ci ha mai deluso!

Uniqlo e Pokémon

Chi appartiene alla Generazione Z, ma non solo, avrà impressi nella memoria i pomeriggi passati dinanzi alla televisione all’insegna delle imperdibili puntate di Pokémon. Ve lo sareste mai immaginati che proprio questo cartone, pilastro di moltissime infanzie, sarebbe diventato in seguito un videogames? Dunque, anche le catene low cost tentano quest’imperdibile esperienza. È il caso di Uniqlo: il gigante giapponese ha iniziato la sua collaborazione con Pokémon Go, il videogioco creato da Nintendo. Qui i look degli avatar son distinti da due magliette singolari: una con un Ditto (Pokémon) e l’altra Eevee (Pokémon con abilità speciali). Tutto è fruibile online!

https://www.instagram.com/p/B-wa-K4KJDy/

Balenciaga

Secondo il direttore creativo Demna Gvsalia, le sfilate sono molto importanti  per conferire consistenza alla sua visione rigida, severa, moderna, d’impatto e tendenzialmente apocalittica. Queste caratteristiche sono parte della sua creatività e frutto del suo impegno. Probabilmente, queste peculiarità sono uno dei motivi per cui il designer, in seguito alla pandemia, ha rifiutato l’idea delle sfilate dal vivo, pensando ai videogames come una valida alternativa: Balenciaga lancia, così, il primo videogioco di moda. Gli eventi e i personaggi sono ambientati nel 2030; si indossano abiti della collezione del prossimo autunno.

Afertword-The Age of Tomorrow: così si chiama il videogioco firmato Balenciaga che ha debuttato nel dicembre 2020. Questo mastodontico lavoro ha destato l’interesse di molti curiosi, desiderosi di nuovi stimoli in un periodo storico che purtroppo non ha avuto altro da offrire. Molto cambia da una dimensione all’altra, il reale si fonde con il virtuale e il trasporto emotivo si fa meno coinciso, arrivando quasi ad annullarsi: Gvsalia ne è pienamente consapevole e sceglie l’unico luogo di intrattenimento sfruttabile. Il pubblico ha molto apprezzato questa iniziativa; non a caso, il tempo di attesa è stato di un’ora e mezza dopo la quale, finalmente, si è potuto iniziare a scegliere e abbigliare il proprio avatar in abiti Balenciaga. L’ambiente è tetro e cupo, in una metropoli virtuale intrisa di rave party, autobus, persone e ambienti di ogni genere. In totale si contano 50 look, uomo/donna, appartenenti a epoche diverse: divise della NASA, jeans strappati, abiti con i fiori, t-shirt vecchie per conferire l’idea di vissuto, e stivali che sembrano provenire dal Seicento.

Qual è l’obiettivo del connubio tra moda e videogames?

Emanuela Prandelli (prof.ssa presso il dipartimento di management & technology, Università Bocconi) ne parla in un’intervista con «D. Repubblica»:

La chiave per le maison è avvicinare i loro clienti di domani parlando il loro linguaggio: è il brand del lusso che si trova a dover imparare i vocaboli più adatti per comunicare con quel target, entrando nel mondo che per quella fascia di popolazione rappresenta la realtà più rilevante, quella digitale. Semplificando è il nuovo modo di costruire brand awareness: prima c’era la pubblicità, tradizionale, poi si sono aggiunti influencer, oggi anche il gaming, almeno per quella fascia di popolazione.



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