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Live from home: la playlist dei concertoni pazzeschi

Il 2020, come sappiamo, ha avuto dei risvolti drammatici per tutti. La pandemia ci ha colti impreparati e ci ha costretto a ripensare ai nostri ritmi, al nostro stile di vita, alla nostra routine e al significato che per ognuno di noi ha il concetto di libertà. Tutto ha assunto una nuova forma, e la tecnologia è diventata uno strumento imprescindibile per poter continuare a vivere le nostre vite. Arte e cultura hanno provato ad adattarsi a queste novità, sfidando la creatività dei performer. Tuttavia, se è apprezzabile lo sforzo di molti artisti di inventare nuovi modi per intrattenere i fan, nessuna piattaforma digitale potrà mai rendere l’emozione di un concerto live.

Per rivivere la magia di una performance dal vivo abbiamo quindi creato una playlist con alcune delle migliori performance di gruppi rock e artisti leggendari, per i quali probabilmente (come noi, purtroppo) avevate già acquistato un biglietto per le date del 2020. Alcuni dei grandi della nostra playlist, come David Bowie, non avreste potuto sentirli comunque – per ovvi ma spiacevoli motivi. Oggi però possiamo permetterci di volare con la fantasia: in fondo, non possiamo fare altro. Vi garantiamo che con le cuffiette nelle orecchie e gli occhi chiusi, in casa sembrerà quasi di essere sul prato, sotto il palco. Pottete cantare a squarciagola e fare finta di sapere le parole – tanto, come ai concerti, non lo saprà mai nessuno.

Per scaldare l’atmosfera

Per entrare da subito nel mood giusto, quale miglior inizio se non Rebel rebel, dell’immenso e compianto David Bowie? Il brano del Duca Bianco, tratto dall’album del 1974 Diamond dogs, è un vero e proprio inno alla libertà e alla ribellione: Bowie ci sta invitando ad accettare senza riserve ciò che siamo e come vogliamo apparire. Se gli altri non capiscono, peggio per loro.

You like me and I like it all

We love dancing and we look divine

You love bands when they’re playing hard

You want more and you want it fast

They put you down, they say I’m wrong

You tacky thing, you put them on!

Dopo questo inizio travolgente, il live prosegue con alcuni classici che hanno segnato la storia del rock: dai Rolling Stones ai Red Hot Chili Peppers, dai Pearl Jam a Bruce Springsteen, dai Foo Fighters agli U2 passando per gli immancabili Guns n’ Roses, abbiamo voluto inserire nella nostra playlist alcuni tra i giganti del rock degli ultimi anni (e di sempre).

La presenza dei Rolling Stones è tutt’altro che anacronistica: nonostante l’avanzata età, infatti, il gruppo capitanato da Mick Jagger conserva un’energia esplosiva sul palcoscenico, ben superiore a quella di molti performer più giovani. Il brano Start me up, spesso usato dalla band per introdurre i loro concerti, viene registrato per la prima volta nel 1975, contiene lo stupendo riff iniziale di chitarra di Keith Richards, una delle firme della band.

Nostalgia canaglia

Bruce Springsteen è un grande assente dalla scena italiana da qualche anno ormai: si vociferava di un suo tour tra il 2020 e il 2021 che avrebbe dovuto comprendere anche l’Europa, ma il Covid ha definitivamente smentito ogni voce a riguardo. Dancing in the dark è estratta dal celeberrimo album Born in the USA, che contiene alcuni tra i più grandi successi dell’artista.

Al contrario, quella tra gli U2 e l’Italia è una vera e propria storia d’amore: dopo la prima data nel 1985 a Milano la band tornerà infatti molto frequentemente nelle principali città italiane. L’interpretazione di Elevation durante il tour Vertigo del 2011 è memorabile. Tra la band e l’intero stadio di San Siro si crea una sincronia perfetta. Bono sembra aver ipnotizzato il pubblico, che si muove e canta con lui in un vortice crescente di energia. Il frontman, che è solito comunicare con qualche frase in italiano con i presenti, si diverte anche a scherzare rimarcando la traduzione del proprio nome in sexy person e sussurrando battute come “Is it ok to flirt?”.

In alto gli accendini

Per creare un giusto equilibrio nel nostro live non poteva mancare qualche ballad e qualche lento, da cantare agitando nell’aria un accendino e abbracciando il proprio vicino tra la folla (ricordiamoci che stiamo sempre viaggiando con l’immaginazione).

Se avete avuto la fortuna di ascoltare Eddie Vedder dal vivo, sapete che le sue interpretazioni live differiscono davvero poco da quelle registrate in studio. L’atmosfera ai suoi concerti è intima e calda, e la voce profonda del cantante riesce a reggere anche due ore e mezza di fila senza cedere. Il brano Society è tratto dall’album Into the Wild, colonna sonora dell’omonimo film. Nel narrare la storia di un giovane uomo in fuga dalla società per riscoprire nuovi modi autentici di stare al mondo, Vedder racconta il suo senso di spaesamento, di alienazione, giocando con le parole con la maestria di un vero poeta.

Altro grande maestro del linguaggio è l’immenso Elton John, l’ultima volta in Italia nel 2019 con il Farewell Yellow Brick Road Tour. Rocket man, che narra della solitudine di un viaggiatore dello spazio, è uno dei grandi capolavori del cantante e pianista inglese.

È stata enorme la delusione dei fan quando si sono viste annullate le due date italiane di Paul McCartney nel 2020, che aveva annunciato essere le ultime due nel nostro paese. Blackbird è una ballad tratta dal leggendario White Album dei Beatles, che ha segnato una pagina rivoluzionaria per la musica moderna. C’è da sperare che, una volta superata la pandemia, Sir McCartney sia ancora intenzionato a salutare l’Italia con un suo ultimo live.

Un degno finale

Per chiudere il nostro live abbiamo scelto un brano intramontabile, un buon augurio per il futuro. Good riddance, che in italiano è difficilmente traducibile ma potremmo rendere con “felice liberazione” (get rid of in inglese significa infatti liberarsi di qualcosa), è una ballata di buon augurio, seppur malinconica. Si tratta infatti di un invito a lasciarsi accompagnare dal tempo e dalla vita, continuando a percorrere la propria strada senza perdere la memoria di ciò che di bello è scritto nel passato.

Come dicono i Green Day, “we hope you had the time of your lives“.


FONTI

Playlist di Valeria Casolaro

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