Lavoratori dello spettacolo, chi crea il nostro intrattenimento?

A poco più di un anno dallo scoppio dell’emergenza sanitaria in Italia, la categoria dei lavoratori dello spettacolo ha voluto più volte far sentire la propria voce. L’obiettivo è denunciare la situazione di crisi in cui molti addetti ai lavori sono caduti in seguito alla chiusura di cinema e teatri. Ad oggi, non c’è ancora una data precisa e sicura per la riapertura e la ripartenza degli spettacoli dal vivo. Tutto ciò condanna molti a una situazione di incertezza economica e lavorativa. Nonostante le numerose iniziative e manifestazioni, a volte sembra ancora essere poco chiaro chi siano questi lavoratori dello spettacolo. 

Fare un elenco completo di chi lavora dietro a un qualsiasi evento live o a un set cinematografico è pressoché impossibile, ma possiamo comunque provare a evidenziare quali siano i ruoli principali nel mondo dello spettacolo, nascosti agli occhi del pubblico. Quello che non vediamo è in realtà l’impalcatura fondamentale per la buona riuscita di un qualsiasi spettacolo. Suono, immagine, scena, organizzazione sono solo alcuni degli elementi che sorreggono il lavoro di attori e registi e che danno vita a ciò che poi vediamo su uno schermo al cinema o sul palco di un teatro. 

In ombra

Riportare l’attenzione su una categoria costantemente in ombra è fondamentale per comprendere quanto la situazione del settore dell’intrattenimento sia grave in Italia, in particolare in seguito alla pandemia. Cercare di fare luce su chi siano le persone nascoste dietro a tutte le produzioni cinematografiche, teatrali e televisive è importante, è un primo passo verso la consapevolezza. I lavoratori dello spettacolo sono una delle categorie ad aver sofferto maggiormente in questo anno e hanno avuto poche occasioni per rivedere la luce in fondo al tunnel e sperare di poter tornare a fare il proprio lavoro.

In ginocchio

Anche attori, registi e artisti hanno compreso la gravità della situazione e hanno messo a disposizione più volte il proprio volto e la propria voce per denunciare questa situazione. Lavorando fianco a fianco con i lavoratori dello spettacolo quotidianamente, essi si sono resi testimoni della gravità della situazione e hanno chiesto maggiori garanzie e sostegni finanziari alle istituzioni. Oggi, il mondo dello spettacolo è ancora in ginocchio. Se altre categorie stanno riuscendo lentamente a risalire la china, esso è ancora quasi del tutto fermo, fatta eccezione per poche occasioni. 

La denuncia del mondo dell’intrattenimento (cinematografico, televisivo o teatrale che sia) è chiara. Questa volta i protagonisti non sono attori o registi, ma occorre concentrare la nostra attenzione su chi, solitamente, rimane dietro alle macchine da presa. 

Cosa c’è dietro?

Oltre a registi, direttori, produttori e tutti coloro che si occupano dell’organizzazione e della progettazione di un film, di un evento televisivo o di uno spettacolo dal vivo, ci sono i realizzatori materiali di quelle che sono le idee del nucleo creativo. Fotografia, macchinisti, elettricisti, fonici, scenografi, costumisti e truccatori sono solo alcuni dei settori indispensabili per la realizzazione di idee cinematografiche, televisive o teatrali. Essi danno concretezza ai progetti astratti del settore creativo di un qualsiasi spettacolo.

La fotografia

Trattando di fotografia all’interno di un set cinematografico si fa spesso riferimento al direttore della fotografia, una delle figure principali presenti sul set dopo il regista. Il suo compito principale è essere responsabile dell’immagine resa all’interno di uno spettacolo, combinando la luce naturale e le fonti di luce artificiale per rendere al massimo l’ambientazione di una determinata scena, in linea con ciò che sarà poi tutto il racconto.

Ovviamente, per fare ciò, il direttore della fotografia è responsabile dell’organizzazione e dello studio delle varie scene. Dietro di lui vi è però un intero apparato di tecnici, elettricisti, operatori, macchinisti che seguono le sue istruzioni per realizzare il suo progetto. Essi si occupano della sistemazione e della regolazione di tutti gli strumenti indispensabili per la resa dell’immagine finale davanti alla macchina da presa, utilizzando varie tecnologie e soluzioni specifiche.

Grazie alle innovazioni degli ultimi tempi, essi riescono a realizzare migliaia di effetti diversi, per far arrivare allo spettatore esattamente il risultato desiderato. Il direttore della fotografia rappresenta soltanto la punta dell’iceberg di un sistema che coinvolge moltissimi operatori. Si potrebbe pensare che questa squadra di lavoratori sia presente soltanto sui set cinematografici. In realtà, essi sono una risorsa fondamentale in qualsiasi tipo di spettacolo, per la televisione e per moltissimi eventi dal vivo.

Il suono

Subito dopo l’immagine, in un qualsiasi spettacolo che si rispetti viene il suono. Con la stessa precisione con cui si lavora all’immagine ci si concentra sulla registrazione dei suoni, delle voci dei personaggi e della loro regolazione per dare un risultato omogeneo al lavoro finale. Fonici, microfonisti, ma anche tecnici e operatori del suono sono le figure principali che si occupano della resa del suono in un qualsiasi evento dal vivo o scena registrata. Nel caso si parli di set cinematografici, uno dei ruoli principali è quello del fonico a presa diretta, che si occupa di registrare direttamente i dialoghi e i suoni dell’ambiente in una determinata scena. In questo caso, molto importante è anche il lavoro fatto in post-produzione. Il montaggio sonoro e la regolazione dei suoni sono tutte fasi fondamentali per la buona riuscita di un qualsiasi lavoro cinematografico.

Se si tratta di eventi televisivi o spettacoli dal vivo, i tecnici del suono costituiscono una vera e propria squadra di lavoro. Attraverso gli strumenti a disposizione, essi devono essere in grado di rendere al pubblico un risultato ottimale. La cura del suono deve essere estremamente metodica e precisa, per non creare discrepanze con ciò che lo spettatore vede davanti a sé. 

L’ambiente

Quando si parla di ambiente e scene in un qualsiasi spettacolo o set cinematografico, la prima figura a cui si fa riferimento è lo scenografo. Anche qui, come per gli altri settori fondamentali per la costruzione del prodotto finale, egli non lavora singolarmente, ma è assistito da una squadra di professionisti nel settore. Sempre sotto la guida generale del regista, egli studia gli spazi e l’ambientazione per rendere le scene quanto più vicine possibili all’idea iniziale del progetto.

Ad accompagnare la figura del scenografo, ci sono quindi vari altri lavoratori dello spettacolo. Arredatori, attrezzisti e scenotecnici dispongono i vari elementi della scena e procurano gli oggetti più idonei alla scena, assieme a una squadra di lavoratori che intervengono materialmente per la costruzione e la realizzazione di determinate ambientazioni. Anche per il settore scenografia, il discorso è simile agli altri settori. A seconda che sia un set cinematografico, un evento televisivo o uno spettacolo teatrale, le competenze richieste possono essere diverse, ma in ogni caso sono indispensabili per la realizzazione di una scena in linea con la tipologia di spettacolo e la storia raccontata. 

I personaggi

I personaggi sulla scena non sono semplicemente gli attori, anche qui vale lo stesso principio degli altri settori. L’interprete è soltanto il risultato finale del lavoro di un’altra branca fondamentale del dietro le quinte dell’intrattenimento. Il reparto costumi, trucco e acconciature costituisce un supporto fondamentale al talento e all’interpretazione degli attori. Essi riescono a dare vita ai propri personaggi anche grazie all’attento studio di costumisti e truccatori di scena.

A seconda della trama e dell’ambientazione, scegliere gli abiti per un interprete è fondamentale per la resa della scena. Il costumista ha il compito di studiare il personaggio per coglierne le caratteristiche principali e riuscire a scegliere il vestiario più adatto per rendere al meglio la sua interpretazione. Per questo, spesso i costumisti sono assistiti dai sarti, che realizzano materialmente gli abiti di scena. 

Spesso però, non bastano i vestiti sulla scena. Per questo, su un qualsiasi set cinematografico o dietro le quinte di un teatro, è sempre presente una squadra di truccatori e parrucchieri che curano il volto dei personaggi. In particolar modo per il mondo del cinema, recentemente esso è diventato un settore sempre più importante. Il trucco a volte richiede ore di tempo per rendere un personaggio in maniera fedele e risaltare tutte le sue caratteristiche fisiche e caratteriali

Impalcatura

Queste sono soltanto alcune delle categorie principali dei lavoratori dello spettacolo, ma non rappresentano che una parte di una qualsiasi troupe costituita per la realizzazione di uno spettacolo. Ad essi si uniscono una serie di operatori, assistenti, responsabili, che svolgono mansioni minori. Sono in ugual modo indispensabili per tenere in funzione la grande macchina del mondo dello spettacolo. Essa è un sistema organico, un’impalcatura su cui poggia ciò che lo spettatore vede davanti ai suoi occhi ogni volta che si reca al cinema, a teatro o a un qualsiasi evento dal vivo.

L’emergenza sanitaria ha bloccato per mesi questo settore, che già da anni soffriva di altri problematiche. La scarsa salvaguardia delle condizioni lavorative e dei diritti dei lavoratori è un esempio. Per questo, molti volti noti hanno dimostrato la propria solidarietà ai lavoratori dello spettacolo. Hanno cercato di mettere in luce coloro che, per scelta del loro lavoro, sono sempre rimasti in ombra, in silenzio e dietro le quinte. 

Iniziative e testimonianze

A questo proposito sono state diverse le iniziative che hanno avuto luogo da quando la pandemia ha colpito l’Italia. In molte manifestazioni non sono mancati i momenti per denunciare la situazione del mondo dello spettacolo, che vive ancora in una situazione di profonda crisi. Nel corso dell’anno, le iniziative più importanti hanno coinvolto moltissimi artisti provenienti dal cinema, dalla televisione, dal teatro e dalla musica. Si sono uniti per alzare un’unica voce a nome di coloro che chiedono soltanto di poter tornare a fare il proprio lavoro in sicurezza

Dagli appelli dei singoli artisti a iniziative e manifestazioni corali, l’obiettivo è quello di mettere in primo piano un problema ignorato per troppo tempo. Tra i tanti progetti messi in cantiere per poter aiutare i lavoratori dello spettacolo c’è Scena Unita, idea nata dalla cooperazione di molti artisti e volti noti. Lo scopo è fornire un aiuto concreto alle tante categorie di lavoratori impegnate nel settore dell’intrattenimento e dello spettacolo, affinché si possa riaprire e ripartire al più presto.

Colmare il silenzio e il vuoto di cinema e teatri sembra una missione ormai pressoché impossibile, perché tanto è il lavoro da fare. C’è chi però continua a contestare l’importanza e l’urgenza di rimettere in moto questo settore, poiché la situazione in Italia appare ancora molto grave. Per questo, non sono mancate le polemiche anche attorno a uno degli eventi dello spettacolo italiano più attesi, il Festival di Sanremo.

La voce degli artisti

Al di là del gusto personale, un evento come il Festival di Sanremo coinvolge ogni anno moltissimi lavoratori dello spettacolo. Tecnici e responsabili dei vari settori coordinano il loro lavoro per portare in televisione un evento che ogni anno fa la storia della musica italiana. L’importanza del ruolo dei lavoratori dello spettacolo è stata ribadita più volte anche nel corso del Festival. Molti dei concorrenti in gara hanno portato sul palco la spilla simbolo di una delle più recenti campagne per i diritti del mondo dello spettacolo, “I diritti sono uno spettacolo, non mettiamoli in pausa”. Inoltre, alcuni cantanti si sono espressi a loro modo sia nei loro brani che nella serata dedicata alle cover:

«Riapriamo gli stadi ma non teatri né live

Magari faccio due palleggi, mai dire mai».

Willie Peyote – Mai dire mai (La locura).

«Alcatraz, Milano, aperto nel 1987 e chiuso nel febbraio 2020. Non sappiamo quando riaprirà».

«Cinema Iris, Messina. Non sappiamo quando riaprirà».

«Il cinema Mandrioli, in provincia di Bologna, continua a proiettare film durante il lockdown, a porte chiuse. Perché non manchino nella città le voci dei personaggi».

Lo Stato Sociale con Francesco Pannofino ed Emanuela Fanelli durante la cover di Non è per sempre (Afterhours).

Per concludere, il Festival ha dedicato il discorso dell’attrice Matilde Gioli e della cantante Alessandra Amoroso alla situazione ancora gravissima di quanti lavorano nel mondo dello spettacolo.

Soluzioni?

Dunque, il mondo dello spettacolo sembra aver adottato più strumenti e soluzioni possibili per far sentire il grido di disperazione di migliaia di lavoratori che contribuiscono a costruire il nostro intrattenimento. Conoscere i ruoli di coloro che ogni giorno partecipano alla creazione dell’arte e della cultura per il pubblico può essere un primo passo per prendere consapevolezza di quante persone lavorino dietro le quinte. Riuscire ad apprezzare maggiormente l’importanza del loro ruolo è fondamentale, sperando di poter tornare al cinema e a teatro il prima possibile.

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