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Contro il pregiudizio: la trap e i riferimenti ad arte, musica, cinema e politica

Da sempre, la storia della musica ha visto la nascita di nuovi generi che il pubblico ha etichettato come moda passeggera. Oppure come l’ennesimo prodotto scadente, lo specchio di una contemporaneità malata e priva dei valori “tradizionali”. Le fatidiche parole “la musica non è più come una volta” risuonano nelle menti di generazioni diverse tra loro, accomunate dal rifiuto condiviso della novità, percepita come qualcosa di negativo. La musica trap sta vivendo questo esatto processo di demonizzazione, che già tante altre tendenze musicali avevano vissuto in precedenza.

Musica pericolosa

Basti pensare alla musica metal o a quella punk rock, entrambe caratterizzate da temi e da testi violenti, scandalosi e da un approccio ribelle rispetto alla musica più tradizionale. Per questa ragione, si può pensare a un parallelismo con l’ultima evoluzione della musica hip hop.

Già dai suoi inizi, rappresenta un filone dissidente rispetto ai canoni della musica ascoltata e apprezzata dal grande pubblico. La trap, che prende il proprio nome dalle trap houses di Atlanta – ossia, sobborghi abbandonati legati all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti – inizia a spopolare come sottogenere della musica rap all’inizio degli anni 2000. Viene subito additata come veicolo di messaggi pericolosi collegati alla vita criminale nei quartieri malfamati vissuta dagli autori delle canzoni.

Con un ascolto più attento e meno superficiale risulta però chiara la volontà, da parte di coloro che si cimentano nel genere, di veicolare non messaggi di incitazione alla vita violenta o all’uso di stupefacenti ma, al contrario, legati alla speranza di uscire da situazioni di vita difficile e costantemente messa alla prova, così come alla rassegnazione nei confronti di società e istituzioni che, anziché aiutare coloro che vivono in contesti così complessi, tendono a ignorare determinate tematiche, senza offrire aiuti o possibilità concrete per uscirne. I cantanti trap sono lo specchio di una generazione di giovani e di giovanissimi e rappresentano uno spaccato del contesto culturale e antropologico venutosi a formare negli ultimi decenni, tra globalizzazione, marketing, esaltazione del lusso e isolamento sociale.

“Sdraiato a terra come i Doors”

Non sarebbe però corretto ridurre il genere a colonna sonora di uno scenario apocalittico, in cui gli artisti trap cantano solo di soldi e di mera autocelebrazione. Nei testi dei rapper, infatti, vi è anche un’interessante mescolanza di linguaggi, di temi di cultura alta e bassa, pop, riferimenti all’arte contemporanea, al mondo della moda e del cinema.

Uno degli esempi più eclatanti è certamente Achille Lauro, pioniere del genere, che oggi si dedica a sonorità diverse, perlopiù legate al mondo del rock e della musica leggera. Ricordiamo innanzitutto la sua controversa Rolls Royce, brano aspramente criticato a Sanremo 2019 ma diventato poi una hit. L’artista romano canta di arte, moda, ribellione, macchine di lusso, cantanti e icone pop.

Sdraiato a terra come i Doors
Vestito bene, Michael Kors
Perdo la testa come Kevin
A ventisette come Amy
Rolls Royce.

Da questo breve estratto si evince una tendenza al citazionismo, che prende spunto da vari ambiti della cultura dell’ultimo secolo. Il tutto cantato su una produzione spettacolare dell’amico storico e socio Boss Doms che, insieme a Lauro, compone un duo rivoluzionario all’interno dell’intero panorama musicale italiano.

“Come Kurt Cobain, fumo Marlboro Red”

Parlando invece di trap nuda e cruda, è impossibile non citare il rapper più chiacchierato degli ultimi anni, l’ormai noto al grande pubblico Sfera Ebbasta. All’anagrafe Gionata Boschetti, il rapper di Cinisello ha rivoluzionato la scena rap italiana, portando una sonorità ispirata a quelle della trap americana, ma completamente rimodellata insieme ad un altro cardine della trap italiana, il produttore Charlie Charles.

Nei suoi testi non mancano riferimenti a temi come lo spaccio, la vita di strada o il quartiere in cui ha vissuto. In essi è però possibile rintracciare riferimenti a brand, grandi della musica e cultura popolare, mentre altre tracce sono diventate simboli della voglia di rivalsa della generazione odierna. Leggenda parla delle difficoltà attraversate da chi vive in provincia, in Più forte di come è riuscito a realizzarsi partendo dal non avere niente.

“E a chi chiede come andrà, rispondo: saremo ricchi”

In Ricchi per sempre, ancora, cita il padre scomparso e parla di come questa perdita abbia influenzato la sua vita adolescenziale, oltre ad affermare di essere partito con in tasca le mani “fredde, qualche sogno infranto e le sigarette”.

Quando non avevo oro e non avevo scarpe
Solo un microfono acceso con sotto una base
Ora splendo, Charlie splende, è una benedizione
E a chi chiede come andrà, rispondo: saremo ricchi.

Dice quindi tra le righe che un futuro migliore è possibile, anche se si parte da una situazione disagiata. Un altro esempio del buono rintracciabile nel genere è rappresentato da Ghali, star italo-tunisina che nei suoi brani parla anche di razzismo, integrazione, politica e di un’Italia migliore e inclusiva.

Con gli artisti e gli spezzoni dei loro pezzi passati in rassegna, non si vuole fare un’apologia melliflua del genere trap. Piuttosto, si vuole sottolineare come questo genere musicale stia producendo una nuova cultura contemporanea, musicale e politica. La commistione tra trap, rap old school e altri stili, inoltre, potrà portare il pubblico alla scoperta di nuove sonorità mai sentite in precedenza.

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