Commedia all’italiana: comicità e storie di casa nostra

Ripensando a ciò che il cinema italiano è divenuto in questi ultimi anni a livello nazionale e all’estero, non si può certo fare a meno di fare riferimento a quelli che sono stati gli anni d’oro del cinema di casa nostra. Per tutto il corso del ventesimo secolo, l’Italia ha regalato al mondo alcuni dei più grandi maestri del cinema e sfornato capolavori che ancora oggi vengono ricordati e rivisti con ammirazione dalla maggior parte del pubblico.

In particolare, ciò che meglio incarna ancora oggi il modo italiano di fare cinema è la commedia, che ha dato vita a quella che a posteriori viene chiamata oggi “commedia all’italiana”: seppur di stampo recente, la sua nascita ed evoluzione ha rimodellato l’essenza della nostra cultura, del nostro stile di vita, in particolar modo dal punto di vista internazionale. I più grandi successi nati dal suo periodo più fiorente hanno avuto e continuano ad esercitare una forte influenza anche su tutte le produzioni di oggi, soprattutto nel modo di fare comicità e commedia.

Quando e dove

Dopo circa un decennio speso a riprendersi dalle conseguenze del secondo conflitto mondiale, per il panorama del cinema italiano arriva il tempo di imboccare una nuova strada: la “commedia all’italiana” nasce intorno agli anni Cinquanta del secolo scorso, riallacciandosi a un modo di fare cinema tipicamente neorealista, che aveva influenzato in quegli stessi anni il mondo dell’arte a tutto tondo. L’espressione “commedia all’italiana”, con cui oggi si indica una buona fetta del cinema italiano di successo del passato, viene coniata soltanto al tramonto di quest’epoca, circa vent’anni dopo.

In particolare, essa deriva da un riferimento a una delle prime pellicole appartenenti al genere, Divorzio all’italiana, nata dalla regia di Pietro Germi. Il luogo d’eccellenza per la nascita di molti dei film catalogati come “commedia all’italiana” è Roma, capitale italiana e sede di Cinecittà, città d’origine di molti degli attori e dei registi di quegli anni, il cui successo fu spesso determinato da pellicole di questo genere.

Temi e caratteristiche

La “commedia all’italiana” vede la luce in un’epoca particolare non solo per la cinematografia italiana, ma anche per tutta la società: i tratti comici che fin da subito definiscono il genere sono spesso associati alla satira, strumento d’eccellenza per portare sul grande schermo i tratti caratteristici dell’italianità del tempo, dipingendo un ritratto fedele dei cambiamenti sociali e storici del nostro Paese e definendone le tipicità, a volte anche esasperando alcune delle sue particolarità. 

Lo scopo principale è innanzitutto quello di far ridere, sfruttando un tipo di comicità spesso basato su stereotipi e modelli prefissati, inserendo sempre, in maniera più o meno esplicita, un elemento tragico a legare alla realtà le vicende dei protagonisti. I temi trattati fin dalle prime pellicole vogliono essere infatti rappresentazioni di un’Italia in continuo mutamento a causa degli eventi economici e sociali che stavano rivoluzionando e rimodellando il Paese.

Fedeltà sul grande schermo

Le storie presentate sul grande schermo si basano spesso su quell’atmosfera di nuovo benessere generato dalle nuove condizioni della società: in particolare, i protagonisti sono in grado di offrire una fedele ricostruzione delle tipicità del matrimonio, della famiglia e del rapporto tra marito e moglie. Un altro tema spesso ritrovato nelle pellicole dell’epoca è il tema del potere, delle gerarchie, il tutto condito da un sapiente e studiato uso della satira, che non manca mai di fare riferimento agli argomenti più scomodi dell’epoca. 

L’atteggiamento tipico dell’italiano medio, il suo essere tremendamente furbo per raggiungere i propri scopi, il dare interpretazioni a proprio piacimento di norme e regole sono tutti tratti presi direttamente dalla realtà dell’epoca e messi sul grande schermo senza troppi complimenti: a rendere tutto più piacevole c’è l’elemento della leggerezza, della comicità, utilizzato anche e soprattutto per mascherare eventi che altrimenti potrebbero contenere una buona dose di dramma.

Le colonne portanti

Il genere della “commedia all’italiana” ha consacrato quelli che ancora oggi sono considerati i più grandi volti del genere cinematografico italiano, che hanno saputo regalare al mondo alcune delle pellicole italiane più celebri: tra i registi che hanno dato il via al genere è doveroso ricordare Pietro Germi, Mario Monicelli, Vittorio De Sica, Ettore Scola, Luigi Zampa, Dino Risi. Tanti sarebbero i nomi da menzionare, ma essi in particolar modo incarnano e riassumono l’essenza della “commedia all’italiana” attraverso le loro opere, i cui titoli rappresentano ormai le colonne portanti della storia del cinema italiano.

Ma oltre ai titoli, i veri rappresentanti di questo particolare momento di attività cinematografica sono stati gli interpreti, protagonisti diretti sul grande schermo: Totò, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Sofia Loren, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli e molti altri, che hanno prestato il loro volto per dare vita a personaggi iconici e indimenticabili e che possono essere ritrovati ciclicamente in molte pellicole appartenenti allo stesso genere.

I soliti ignoti, La grande guerra, Il vedovo, Tutti a casa: questi sono i titoli di alcuni dei film prodotti a cavallo tra anni Cinquanta e Sessanta e che vedono gli stessi attori nei panni di personaggi sempre diversi, ma le cui caratteristiche in qualche modo trovano dei lati in comune, seguendo il filone e le tematiche del genere a cui appartengono. 

Il tramonto di un’epoca

Verso la metà degli anni Settanta ha inizio lentamente il declino di un’epoca di grandi successi per il cinema italiano: a causa della scomparsa della maggior parte dei suoi protagonisti e dei volti simbolo di questo periodo, le pellicole appartenenti al genere della “commedia all’italiana” iniziano a essere sempre meno: in particolar modo, il cinema italiano è protagonista di alcuni cambiamenti importanti nel suo stile.

I registi iniziano a spostare la loro attenzione verso altri aspetti, abbandonando progressivamente il lato comico, per analizzare alcune tematiche dando un sapore più tragico e serio alle storie narrate. Dunque, dopo un successo che si era irrobustito in pochi anni, rapidamente cala il buio: nel giro di un breve periodo, la commedia all’italiana diventa una rappresentazione di un’epoca passata, a causa dell’insorgere di nuovi temi sociali e di un contesto economico ancora una volta rinnovato.

E poi?

Il periodo della “commedia all’italiana” sembrava definitivamente concluso, il cinema italiano parte alla ricerca di nuovi stimoli: l’incredibile successo delle pellicole degli anni precedenti influenzano però inesorabilmente anche gli anni a venire, in un periodo in cui, anche se non esplicitamente, le caratteristiche di questo genere dominante rimangono a fare da sottofondo. 

Iniziano ad apparire sul grande schermo molti attori le cui prime esperienze erano maturate nel mondo del cabaret e che avevano di fatto consacrato la loro vita alla comicità: tra tutti, non si può non menzionare Paolo Villaggio, che dopo alcune esperienze positive, diede vita e volto al personaggio di Fantozzi: il Mr Bean italiano per eccellenza, un misto di tratti tipici dell’Italia dell’epoca e di una buona dose di comicità, un incontro vincente che spesso andava a toccare anche picchi “tragici” nel corso dei diversi film incentrati su questo personaggio. 

Un altro attore e interprete, simbolo della comicità italiana degli stessi anni è Renato Pozzetto, nel corso della sua carriera declina la comicità in molti modi, finendo anch’egli protagonista di svariati film dello stesso genere e rimanendo così tra i volti maggiormente noti anche nelle epoche successive. 

Nuove generazioni

Gli anni Ottanta e Novanta in Italia riescono infatti a regalare ancora diverse soddisfazioni all’interno della comicità italiana: questo periodo infatti determina un vero e proprio cambio generazionale, che porta il mondo del cinema ad aprirsi a nuovi sviluppi. Intervengono sulla scena altri grandi nomi di comici italiani, che ben presto diventano a loro volta modelli iconici, anche se più recenti sul piano temporale.

In particolar modo, iniziano ad acquisire sempre più consensi da parte del pubblico attori come Carlo Verdone, Massimo Troisi, Roberto Benigni, che muovono i primi passi delle loro carriere proprio in questi anni: in questo stesso periodo essi regalano al pubblico pellicole di grande successo, che ancora oggi rappresentano esempi fedeli della comicità italiana. Bianco, rosso e Verdone, Non ci resta che piangere, Johnny Stecchino sono solo alcuni tra i film che, pur essendo cronologicamente esclusi dal genere della “commedia all’italiana”, ne riprendono in parte alcuni tratti, tracciando un percorso uniforme per narrare lo sviluppo e la storia del cinema italiano. 

Il nuovo millennio

Come già anticipato, il periodo della “commedia all’italiana” è rimasto ben definito negli anni, complice anche l’intervento di molte opinioni favorevoli a considerare quest’epoca come definitivamente tramontata e ormai lontana dai diversi generi prodotti annualmente in Italia. Il panorama della commedia made in Italy non ha mai smesso però di mettere in cantiere nuove opere, che anche a distanza di pochi anni, sono state in grado di diventare lavori iconici.

Registi e produttori hanno promosso e in alcuni casi esportato all’estero un modo di fare commedia certamente rinnovato e apparentemente distaccato, ma che porta ancora con sé i segreti delle commedie nate ormai più di cinquant’anni fa. Inoltre, è anche vero che il nuovo millennio ha portato con sé nuovi attori e talenti che, anche se con mezzi e stili diversi, hanno saputo in qualche modo rendere giustizia al patrimonio cinematografico italiano.

Successi recenti

Gettando uno sguardo indietro, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila, sul grande schermo hanno dominato i lavori del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo: nonostante siano passati circa vent’anni dai loro più grandi successi come Tre uomini e una gamba o Chiedimi se sono felice, per tutti fanno ormai parte della cultura cinematografica (e nel loro caso anche teatrale) italiana.

Se si presta attenzione al periodo più recente, pensando al modo di fare commedia e fare comicità all’italiana, non si può fare a meno di citare Checco Zalone (nome d’arte di Luca Medici): in uno dei suoi ultimi successi, Quo Vado del 2016, le vicende vissute dal suo personaggio richiamano in chiave moderna quelli che erano i temi del modo di fare tipicamente italiano già delineati nelle numerose “commedie all’italiana”. In qualche modo ritornano ciclicamente: alcuni dei riferimenti nella trama del film sono abbastanza espliciti e rappresentano anche un modo originale per rendere omaggio ai grandi interpreti del passato, mantenendo sempre alto il livello di risate e divertimento.

Il ritratto della nazione

I tempi cambiano, ma l’arte resta: negli anni, il fare commedia in Italia ha preso varie strade, trattando a volte anche temi sociali e malinconici tipici della nostra società contemporanea, ma la comicità non è mai sparita del tutto. Grazie a questi lavori, la tradizione del saper far ridere è rimasta viva e intatta, anche attraverso numerosi mutamenti e trasformazioni.

Dunque, il cinema italiano sa bene cosa sia la comicità e gli innumerevoli modi per poter sfruttare questa capacità, che spesso appare più semplice di quanto in realtà non sia. Riuscire a rendere bene il ritratto di una nazione mantenendo la leggerezza non è un compito facile ed è proprio per questo che la bravura e il talento degli attori protagonisti rimangono ancora oggi una profonda ricchezza da ricordare e celebrare. 

Vicini alla realtà

I film che sono stati ricordati non descrivono soltanto l’abilità degli attori italiani e la loro capacità di attrarre e mantenere l’interesse del pubblico, ma rappresentano in modo indiretto una testimonianza della società: le pellicola della “commedia all’italiana” raccontano dei rapidi sviluppi della nostra nazione e, attraverso i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni, rappresentano uno strumento valido per cogliere i punti salienti della nostra realtà più recente, anche attraverso la finzione del grande schermo. 

L’Italia in questo ricopre un ruolo d’eccellenza: le storie narrate al cinema, vissute da personaggi fittizi e di fantasia, altro non sono che la trasposizione delle vicende di molte persone comuni e questo era un elemento fortemente a favore di registi e produttori cinematografici: ridere dei personaggi sullo schermo era un po’ come ridere di se stessi, chiunque fra gli spettatori potrebbe essere benissimo uno dei personaggi. Questa vicinanza alla realtà, trasportata e a volte esasperata sul lato comico, è stata la componente vincente dei tanti successi del cinema di casa nostra del passato e del presente.


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