Ecco come potrebbe essere la nuova GAMeC di Bergamo

L’idea era già nell’aria da diversi anni. Nel 2017, infatti, il magazine «NiiProgetti» aveva anticipato qualcosa tra i progetti del gruppo C+S Architects. Così come risale al 2017 l’annuncio dell’investimento che UBI Banca avrebbe conferito a sostegno dell’iniziativa. Ora però è ufficiale: la GAMeC di Bergamo (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea) avrà una nuova, migliore e più ampia sede. 

Il progetto di trasformazione dell’attuale Palazzetto dello Sport concretizza l’ambizione di fare della GAMeC un punto di riferimento di rilievo internazionale per l’arte moderna e contemporanea, dotandola di una sede funzionale tanto alle grandi esposizioni quanto a laboratori, convegni e attività didattiche. Il progetto […] si iscrive nella più estesa qualificazione di un intero quadrante della città.

Un progetto artistico e urbanistico tanto atteso

Queste le parole del sindaco Giorgio Gori a commento dell’ufficializzazione del progetto di quella che sarà la nuova GAMeC. Questa, come si legge, si inserisce in realtà all’interno di un’iniziativa, prima di tutto urbanistica, di riqualificazione e ristrutturazione dell’area urbana. Il coinvolgimento si estende anche al Parco Suardi e alla zona dell’ex Caserma di Montelungo (già da diversi anni in fase di lavorazione per la nuova sede dell’Università). 

Ma più in generale il progetto rientra all’interno di una più ampia e ambiziosa politica di rigenerazione e ammodernamento urbani che – oltre alla già citata caserma – ha già visto la ristrutturazione dello stadio calcistico. Vedrà inoltre la realizzazione di un intero quartiere – Chorus life – destinato al nuovo palazzetto dello sport, il cui completamento è previsto per la fine del 2022. 

Un polo d’arte contemporanea nel centro città: i 30 anni di GAMeC

Ma conosciamo meglio la storia di GAMeC. Istituita nel 1991 all’interno del complesso di edifici che costeggiano Via San Tomaso, di fronte alla piazzetta della storica Accademia Carrara, nell’arco dei suoi trent’anni di vita la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ha rivoluzionato la città. Da un lato ha aumentato considerevolmente la quantità e la qualità della sua collezione, che attualmente consta di circa 3000 opere. Tra queste tele di Kandinskij, Balla, De Chirico, Morandi, tutte dalla Raccolta Spajani, così come opere di Burri e Fautrier e altri maestri del secondo dopoguerra, dalla Raccolta Manzù e Stucchi.

Dall’altro lato si è anche ritagliata nel panorama museale italiano ed europeo una voce in capitolo non indifferente. Sue infatti le iniziative, i progetti laboratoriali e soprattutto le mostre di attrattiva internazionale e di grande successo.  Grazie allo straordinario lavoro dei curatori ha quindi intercettato sensibilmente le nuove ricerche artistiche del contemporaneo.

Dalla mostra Balck Hole: arte e matericità tra Informe e Invisibile (ottobre 2018-gennaio 2019)

Da Black Hole a Regina Cassolo Bianchi

Non l’ultima, ma sicuramente tra le più memorabili e di maggior successo, l’esposizione Black Hole: Arte e matericità tra Informe e Invisibile, allestita tra il 2018 e il 2019 (ottobre-gennaio). Questa è impostata all’insegna del dialogo tra arte figurativa e scienza, con il coinvolgimento di opere del calibro di artisti come Fontana, Dubuffet, Burri e riproduzioni di installazioni di grandi artisti della contemporaneità, tra i quali il “black holedi Anish Kapoor. 

L’ultima, proprio in questi mesi – e che resterà aperta, Covid permettendo, fino al prossimo agosto – è invece l’esposizione monografica Regina. Della scultura. Si tratta della prima retrospettiva in Italia dedicata alla scultrice italiana Regina Cassolo Bianchi (in arte Regina, 1894-1974), attiva tra la prima e la seconda metà del secolo scorso. 

Concept rendering del prospetto nord (ingresso). Credits Progetto architettonico e coordinamento generale: C+S Architects

Tempistiche e progettualità

Esattamente trent’anni dopo la sua inaugurazione, quando ancora l’istituzione appariva più una scommessa che una certezza, ecco che la GAMeC trova il suo meritato rinnovamento: una nuova sede. Più ampia, luminosa, capiente e adatta propriamente a una galleria d’arte moderna e contemporanea che si rispetti. Lo scorso 13 maggio infatti è stato presentato in comune il progetto che vedrà sorgere la nuova sede della GAMeC, ricavata dall’attuale, inusato e decadente, palazzetto dello Sport, noto come “PalaNorda. Questo si colloca nella zona di Piazzale Tiraboschi – tra via Pitentino e via C. Battisti – e un tempo era destinato prevalentemente ad ospitare le partite di volley femminile. Ora, però, verrà completamente ristrutturato, pur conservandone la pianta ellittica, in attesa che il nuovo impianto sportivo venga realizzato nell’avveniristico quartiere di Chorus Life.

Credits: Progetto architettonico e coordinamento generale: C+S Architects

A quel punto, una volta terminato il quartiere e trasferito il nuovo centro sportivo, potranno iniziare i lavori sul vecchio palazzetto di piazzale Tiraboschi per la realizzazione della nuova GAMeC. L’inizio del cantiere è attualmente previsto per la primavera 2023 e il completamento entro il 2025, con un costo complessivo di 10 milioni di euro netti. Di questi, 6 milioni costituiti da finanziamenti provenienti da Fondazione UBI Banca Popolare, già “promessi” dal 2017 e confermati dal Comune di Bergamo. Il bando pubblico per l’affidamento della direzione e realizzazione definitiva del progetto terminerà comunque entro la metà del prossimo giugno, ma già è possibile prendere visione di alcuni concept progettuali del Progetto Preliminare a cura dello studio C+S Architects. 

Come sarà la nuova GAMeC all’esterno?

Il progetto preliminare, che verosimilmente verrà confermato dopo la chiusura del bando, non prevede alcun tipo di demolizione significativa. Piuttosto comporta – come si vede molto bene dalle previsioni sulle fasi costruttive – un’intera ristrutturazione del complesso dell’attuale palazzetto e dell’area antistante (parcheggio e piazzale). Tutto in linea con una politica di riqualificazione edile e urbana, anziché di demolizione. 

Concept rendering della possibile terrazza panoramica. Credits: Progetto architettonico e coordinamento generale: C+S Architects

Una riqualificazione che, tuttavia, porterà ad una sostanziale trasformazione dell’intero assetto dell’area e dell’aspetto della struttura. Mantenuto l’assetto a pianta ellittica, verranno invece eliminate le scalinate esterne, ininfluenti dal punto di vista strutturale, operando azioni di aggiunta e modifica dei volumi del complesso, degli spazi esterni e ovviamente dell’organizzazione interna.  Stando poi alle restituzioni del progetto preliminare – e sempre che questo venga confermato dopo la chiusura del bando – l’attuale avancorpo verrà adibito a ingresso della struttura. In questo modo si manterrà dunque l’entrata sul versante nord e si affaccerà su una nuova, riqualificata e verdeggiante piazzetta, preceduta a sua volta dalla zona del parcheggio.

Concept rendering della futura hall. Credits Progetto architettonico e coordinamento generale: C+S Architects

…e all’interno?

Entrando da questo ingresso, il visitatore si troverà all’interno di un ambiente estremamente moderno nell’aspetto e nell’organizzazione dello spazio. Per i residenti, che già conoscono l’attuale spazio del palazzetto, sarà sorprendente valutare l’avveniristica novità dell’edificio. Dalla triste decadenza in cui attualmente versa, ritroverà nuova vita all’insegna di un’estetica adatta alla sua funzione di galleria d’arte moderna e contemporanea. La struttura nel complesso si svilupperà su tre piani, compreso il pianoterra e senza contare il piano interrato, con l’inedita aggiunta di un terzo livello terrazzato. Oltre completare il percorso espositivo ed essere dotato di un’aerea di ristoro, quest’ultimo permetterà ai visitatori di godere di una vista panoramica dei dintorni e del profilo di città alta. 

Concept rendering della futura hall. Credits Progetto architettonico e coordinamento generale: C+S Architects

All’interno del vano ellittico poi – ed è questa la novità progettuale – la zona rettangolare che attualmente ospita il campo da gioco verrà riempita con un corpo cubico. La sua funzione sarà quella di ospitare le nuove sale espositive, sviluppandosi dal primo al secondo piano e terminando infine al livello della terrazza superiore. Al piano terra, invece, si troveranno locali destinati a bookshop, adibiti a zona commerciale (con foyer, area ristoro ecc.) e zone destinate ad installazioni permanenti e/o esposizione di opere di grandi dimensioni. 

Insomma, stando alle previsioni del progetto preliminare, lo spazio espositivo di GAMeC potrebbe compiere un salto di qualità notevole nella nuova sede. Aumenterà non solo la capienza della struttura e dunque anche la possibilità di ampliare le sale d’esposizione, ma anche la stessa visibilità della zona, ponendosi come uno dei poli di aggregazione e attrattiva principali della maglia urbana. 


CREDITS

Immagine 1

Foto scattata dall’autore

Copertina e immagini rendering. Credits: Progetto architettonico e coordinamento generale: C+S Architects, Carlo Cappai, Maria Alessandra Segantini con Alice Cecchini, Alessandra Lione, Roman Joliy, Treviso | Londra

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