I Ministri e il loro ritorno in grande stile

La rock band milanese formata da Federico Dragogna, Davide Autelitano e Michele Esposito, torna in scena più agguerrita che mai con un nuovo EP contenente quattro brani: Cronaca Nera e Musica Leggera. L’ultimo lavoro dei Ministri risale al 2018 e oggi, a distanza di tre anni, confermano ancora una volta la loro sete di musica.

Qualche accenno

Si conoscono tra i banchi di scuola e nel 2003 decidono di formare il gruppo insieme a un amico tastierista che poco tempo dopo lascerà la band; i tre continuano da soli il loro percorso musicale che li porterà a cavalcare i palchi di tutta Italia, a pubblicare nel 2006 il loro primo lavoro discografico I soldi sono finiti e, nel 2008, a incidere La piazza EP. Quattro brani di pura adrenalina che mantengono inalterato il ritmo pungente e irriverente del loro essere.

Tempi Bui esce nel 2009 e nello stesso anno aprono il concerto dei Coldplay a Udine dopo aver girato tutta la penisola in tour. Poi, ancora 2010, 2013, 2015 e 2018 vedono alla luce nuovi progetti musicali. L’ultimo arrivato è uscito il 14 maggio scorso, anticipato dal singolo uscito ad aprile Peggio di Niente per la Woodworm/Universal.

Il disco

Artisti rinomati e apprezzati in territorio italiano e non, si sono esibiti con molti artisti di fama mondiale, collaborando con altrettanti producer e registi famosi. Numeri importanti anche quelli relativi ai concerti e alle visualizzazioni su Spotify. Ma il ritorno dei Ministri segna l’inizio di un nuovo capitolo e l’avventurarsi in nuove consapevolezze e maturità.

Il nostro cammino è stato segnato da una lunga serie di incontri con professionisti incredibili, persone innamorate del loro lavoro e della vita, guidate dalla passione e dalle loro visioni. In questo periodo buio abbiamo avuto la fortuna di incontrarne di nuove, una delle quali è certamente Nick Cerioni – che crea bellezza e libertà come fossero la stessa cosa. E forse, a penarci bene, lo sono.

La copertina del disco è un omaggio alle collane Einaudi di Bruno Munari (ricordo dell’infanzia) e i quattro brani sono: Peggio di Niente, Bagnini, Inferno e la title-track Cronaca Nera e Musica Leggera. Già dalle prime sonorità, veniamo catapultati in un mondo dove regna il rock più assoluto, quello che solo una band di lunga data come i Ministri può fare. Come se ci fosse un piede puntato sull’acceleratore e i tre ci comunicano tutta la loro voglia di tornare sul palco.

Gli stessi Ministri hanno affermato:

È una sorta di nuova genesi, c’è un po’ quella rabbia primordiale degli esordi ma narriamo la verità che ci circonda. Ci hanno consigliato di fare qualcosa di più “tenue” musicalmente parlando. Noi, giustamente, invece abbiamo fatto delle canzoni che potrebbero spingere la gente a “tirarsi le sedie addosso” durante un nostro live.

Le canzoni

Se in Bagnini viene affrontato il tema della verità e della falsità, come specchio della società contemporanea dove i media sono l’esempio eclatante di un’informazione spesso distorta, in Inferno si parla di come l’ultimo anno e mezzo abbia modificato le nostre prospettive e di come la pandemia abbia stravolto il nostro quotidiano. Rabbia mista a necessità di agire, pessimismo e grinta, hanno creato una sinergia efficace di ritmi, dinamiche e sounds.

E ancora la carica esplosiva di Peggio di Niente che riporta in scena l’attitudine un po’ punk della band, forse rimasta in sordina a causa della quarantena. E infine il pezzo titolo dell’EP, con il quale il gruppo di raccomanda tutta una serie di cose da non fare “non far le foto solo ai tramonti”; ci ricordano la presenza del giudizio esterno e delle aspirazioni spesso calpestate.

Insomma, un mix vincente di brani più “calmi” e pezzi dove la forza struggente e travolgente dei Ministri si fa evidente; un lavoro che segna un nuovo inizio che ha tutta l’aria di delinearsi come un successo dal punto di vista commerciale. L’urgenza di raccontare confusione, crisi delle verità e del sapere in un momento altrettanto urgente e viene fatto attraverso uno “schiaffo” emotivo significativo, dove il messaggio veicolato è inserito all’interno di una musica precisa, puntuale, irriverente, quasi anticonformista.

Possiamo con certezza affermare che l’obiettivo post-covid di tutti è quello di andare a vederli dal vivo. Se le premesse sono queste, non rimarrete sicuramente delusi.


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