“L’ultimo Paradiso”: una storia di amore e ribellione

Uscito pochi mesi fa sulla piattaforma Netflix, L’ultimo Paradiso è uno dei primi film di questo 2021 che, prodotto e cosceneggiato da Riccardo Scamarcio, in collaborazione con il regista Rocco Riacciardulli, ha fatto molto parlare di sé.

Alla trama piuttosto semplice fa da sfondo un paesaggio rusticano, in una Puglia attaccata al lavoro della terra, alle tradizioni e soprattutto sottomessa alle condizioni di mezzadria da parte di cumpà Schettino.

Trama

Puglia, anni Cinquanta: Ciccio Paradiso (interpretato da Riccardo Scamarcio) è un contadino fascinoso che “zappa la terra” e che vive assieme alla moglie, ai genitori e al figlio al quale è molto attaccato. La sua condizione famigliare tradizionale lo opprime, e spesso si rifugia tra le braccia della figlia maggiore di cumpà Schettino: Bianca, una ragazza giovane e bella con la quale ha una relazione intensa e passionale conosciuta da tutto il paese. Con Bianca vorrebbe scappare e sradicarsi dal mondo in cui sono cresciuti, per andare via come il fratello Antonio, divenuto un importante uomo d’affari dopo essersi stanziato nel nord Italia.

Ciccio è però un ribelle, un quarantenne che non vuole più abbassarsi alle cattiverie di cumpà Schettino, al quale un giorno sottrae la partita di olio annuale che compra ogni anno a basso costo per rivenderla al doppio agli “stranieri”. Da questo momento, tra i mormorii e i pettegolezzi degli abitanti del paese, Schettino si sente minacciato da Paradiso sia a livello economico (ha paura che il comportamento di Ciccio possa replicarsi da parte di altri contadini e che così non ci sia più un guadagno) sia a livello famigliare (sa che la figlia ormai è considerata una disonorata e una poco di buono). Per questo, dà appuntamento a Ciccio Paradiso per ucciderlo.

Il colpo di scena

La scena è tragica: Ciccio, ingannato, viene ucciso a colpi di pala da cumpà Schettino che gli taglia il sesso e lo fa arrivare in paese a cavallo del suo mulo. La vergogna è enorme per tutta la famiglia Paradiso agli occhi dei paesani, che ovviamente sono sia rammaricati dell’accaduto sia consapevoli del motivo. Anche il padre di Ciccio non fa nulla per vendicarsi e non reagisce, come se accettasse in maniera passiva quanto accaduto al figlio e ad altri in passato.

A sconvolgere la trama è l’arrivo di Antonio Paradiso, fratello di Ciccio, l’ultimo Paradiso, emigrato al Nord molto tempo prima. Antonio si vendica presto dell’omicidio del fratello uccidendo Schettino e suo figlio, fratello di Bianca. I corpi saranno ritrovati da Bianca e la sorella il giorno seguente, quando però l’ultimo Paradiso è già tornato a Trieste.

Il finale

Ancora più sconvolgente è il finale simbolico ed enigmatico allo stesso tempo. Proprio la fine del film infatti, sembra essere probabilmente un sogno di Bianca che, dalla morte di Ciccio, sogna tutti i loro momenti insieme.

La scena si sposta al centro del paese, dove Bianca rincorre Antonio, che assomiglia a Ciccio: indossa il vestito color sabbia ma non ha i baffi né i capelli impomatati, ha la stessa aria del fratello defunto e le chiede di sposarlo subito. La ragazza, invece, ha un abito rosso, lo stesso che aveva immaginato per le nozze, e viene avvolta da una pioggia di petali bianchi. Anche se la scena sembra un sogno, il personaggio è palesemente Antonio; l’ultimo Paradiso che vuole sposare Bianca anche per dare un senso alla morte di suo fratello.

Un italiano sorprendente

L’ultimo Paradiso è un film realista e fiabesco allo stesso tempo. La fotografia è sorprendente: calda, con tratti color pastello che fanno spronfondare lo spettatore in quel clima meridionale di fine anni Cinquanta. Ogni sequenza in maniera poetica riesce a trascinare emotivamente dentro la trama, ed è accompagnata da lunghi silenzi spezzati da una musica malinconica. È un film che scorre in modo lento, ma di una lentezza che mai annoia e, anzi, coinvolge mente e cuore dello spettatore.

Chi è Ciccio Paradiso?

Colpisce la carismatica figura di Ciccio Paradiso, uno sciupafemmine apprezzato da tutti i compaesani anche per il suo fare ribelle. Proprio la contestazione politica di Ciccio fa passare in secondo piano il suo peccato di adulterio in una società profondamente maschilista come quella del meridione negli anni Cinquanta. Il suo volere sessuale è accettato perché si consuma nell’atmosfera della notte, lontano dagli occhi indiscreti. È però anche un personaggio profondamente malinconico, umore ben evidenziato dalle frequenti inquadrature sul suo volto. Ribelle è anche Bianca, una giovane che si differenzia dal resto delle altre giovinette del paese per il suo fare intraprendente: vuole partire con Ciccio e sogna  luoghi lontani ascoltando canzoni francesi.

Il regista fa risorgere, dalle ceneri di Ciccio, il fratello gemello Antonio, che prenderà effettivamente il posto del gemello morto. Antonio così decide di tornare e di continuare il sogno e le ambizioni di Ciccio.

Il film è tratto da una storia vera tramandata dalla mamma del regista. Ricciardulli cerca di raccontarne visivamente la storia, con tutti i suoi punti nebulosi, propri di un racconto lontano nel tempo ma allo stesso tempo attualissimo.


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caro lettore, per noi de Lo Sbuffo l'educazione ad un uso consapevole del web è fondamentale. Se puoi, ti chiediamo di dedicare due minuti del tuo tempo alla lettura di questo articolo di Accademia Civica Digitale.

Con la cultura per un web migliore!

Grazie,
Lo Sbuffo