Milano in mostra: l’arte da non perdere quest’estate

Dopo il faticoso e tormentato inverno e un’uggiosa primavera che sembrava non voler fiorire, l’inizio dell’estate ormai prossima sta portando con sé anche la ripresa delle attività in tutta Italia. Con queste lo sblocco di settori, come il turismo e la cultura, che sono stati tra i più martoriati durante i mesi scorsi. E già da diverse settimane ormai anche i musei e le pinacoteche hanno riaperto al pubblico, rendendo nuovamente accessibili le loro sale espositive e le relative mostre in programma. C’è dunque da aspettarsi un’estate ricca di eventi culturali, che vedrà un rilancio del compartimento museale in tutta Italia. 

E Milano? 

Relativamente al contesto milanese, molteplici ed eterogenee sono le mostre in corso e in programma per questa estate organizzate dalle principali istituzioni museali del capoluogo lombardo. Spiccano il Museo del Novecento, il Palazzo Reale, il Mudec e il Castello Sforzesco. 

La programmazione è sfaccettata, basti pensare alla mostra Robot: the human project allestita presso il Mudec e incentrata sul tema dell’artificialità meccanica nella storia dell’umanità, dalla téchne greca all’attuale intelligenza artificiale. Affiorano poi esposizioni dedicate interamente ai volti femminili della storia dell’arte, moderna e contemporanea, con cui Palazzo Reale ha arricchito le sue sale espositive. Può essere forse utile allora fare una breve rassegna, necessariamente sintetica, delle più interessanti mostre in corso e in programma in simboliche istituzioni museali milanesi. 

Fede Galizia, Giuditta con testa di Oloferne, 1596 ca, Olio su tela

Palazzo Reale omaggia le donne dell’arte e della fotografia con tre mostre

Si prolungheranno fino a estate inoltrata le tre esposizioni che Palazzo Reale ha dedicato ai volti femminili della storia dell’arte e della fotografia occidentale. Sono parte del progetto I talenti delle donne, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano. Si parte da una mostra già in corso ed estesa fino al 25 luglio 2021: Le signore dell’arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600, dedicata ai lavori di trentaquattro pittrici femminili vissute e operanti in Europa tra i secoli XVI e XVII.

La mostra, curata da Anna Maria Bava, Gioia Mori e Alain Tapié, prevede un percorso espositivo che, in 130 opere, attraversa la produzione di pittrici storiche. Tra queste l’immancabile e iconica Artemisia Gentileschi e la cremonese Lavinia Fontana, sensibile interprete del manierismo lombardo. Ma anche Elisabetta Siriani, Ginevra Cantofoli, Fede Galizia (con la celebre Giuditta e Oloferne) e molte altre artiste che si fecero interpreti di quella temperie culturale e artistica che caratterizzò il passaggio dal tardo manierismo al primo barocco. 

Natalia Goncharova, Danza, 1910

Le donne dell’avanguardia Russa

Sempre a Palazzo Reale, a cura di Evgenia Petrova e Joseph Kiblitsky e visitabile fino al 12 settembre 2021 c’è la mostra Divine e avanguardie. Le donne nell’arte russa. Un’esposizione da un lato dedicata al tema dei soggetti femminili rappresentati dai grandi maestri dell’arte russa tra il secondo ‘800 e il primo ‘900. Dall’altro alle pittrici russe vissute nei primi trent’anni del ‘900. E il progetto consta di 90 opere – molte delle quali per la prima volta esposte in Italia – divise essenzialmente nelle due parti tematiche sopracitate.

La prima indaga quindi il ruolo che il soggetto femminile ha rivestito nei lavori dei pittori russi come Il’ja Repin, Boris Kustodiev, e il primo ‘900 del grande Kazimir Malevich, ma anche di Aleksandr Dejneka o Kuzma Petrov-Vodkin. La seconda omaggia invece le opere rivoluzionarie di artiste femminili, che hanno saputo interpretare le nuove direttrici artistiche dell’avanguardia russa. Si ricorda ad esempio Natalia Goncharova, Ljubov Popova, Aleksandra Ekste, oppure figure di spicco del realismo socialista russo, come la scultrice Vera Mukhina. 

Gandhi fotografato da Margaret Bourke-White nel 1946

Margaret Bourke-White: Prima. Donna

La terza esposizione, Prima. Donna, visitabile fino al 21 agosto 2021, costituisce invece un percorso monografico incentrato sulla fotografa Margaret Bourke-White. Lei è la protagonista del foto-giornalismo del secondo ‘900 e ha immortalato, attraverso i suoi scatti, gli eventi e i volti più significativi che hanno segnato la geopolitica del secolo scorso. Tra questi, reportage fotografici della seconda guerra mondiale, ritratti di figure simboliche come Gandhi o Stalin, fino ad arrivare ai reportage di denuncia contro l’apartheid sudafricana e le contraddizioni razziali statunitensi. 

Il Palazzo Reale di Milano, quindi, riparte in grande stile, con una panoramica di mostre a sfondo femminile visitabili dal martedì alla domenica dalle h10:00 alle h19:30, salvo giovedì 3 giugno dalle h10:00 alle h19:30.  Maggiori informazioni sono riportate sul sito ufficiale di Palazzo Reale.

Mudec: uno sguardo alla cultura Inca

Si arricchisce poi il palinsesto del MUDEC (Museo delle Culture) con una serie di ricche esposizioni in corso e in dirittura d’apertura.  Tra le mostre all’attivo, c’è tempo ancora fino al 20 Giugno per visitare QHAPAQ ÑAN. La grande strada Inca, curata da Carolina Orsini, e dedicata ai suggestivi e interessanti prodotti della cultura inca. Questi sono già parte della collezione permanente, ma si sono estesi con le recenti scoperte effettuate nel Nord dell’Argentina dall’equipe di studiosi e archeologici del museo stesso. Anche in questo caso la mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle h10:00 alle h19:30. 

Le mani di un burattinaio messicano, scattata da Tina Modotti nel 1923

Il Messico negli scatti di Tina Modotti

Rimanendo sempre nel continente americano, ma dal lato dell’America centrale, riscopriamo una grande artista. Già dallo scorso primo maggio e fino al 7 settembre di quest’anno è possibile visitare eccezionalmente al MUDEC la mostra Tina Modotti. Donne, Messico e libertà, dedicata a Tina Modotti. Si tratta di una delle più importanti fotografe italiane della prima metà del ‘900, i cui lavori, risalenti agli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, costituiscono tutt’oggi un vanto delle collezioni dei principali musei al mondo.

Tina Modotti ritratta in uno scatto di Edward Weston, 1921

Già emblema dell’emancipazione femminile in un periodo storico come quello del primo ‘900, Tina Modotti rifiutò chi gli disse “sei bella, ti conviene diventare attrice” emigrando in Messico. Il Paese che la elevò a icona e lì divenne grande amica di Frida Kahlo. Proprio in Messico la fotografa realizzò i suoi maggiori lavori, esprimendo la sua poetica in scatti suggestivi e ricchi della vitalità del popolo messicano. 

A chi le attribuì la definizione di “artista”, rispose:

Ogni volta che si usano le parole “arte” o “artista” in relazione ai miei lavori fotografici, avverto una sensazione sgradevole dovuta senza dubbio al cattivo impiego che si fa di tali termini. Mi considero una fotografa, e niente altro.

Gli orari di visita per l’esposizione monografica su Tina Modotti sono i seguenti:

Lunedì 14.30 – 19.30. Martedì – Mercoledì – Venerdì – Domenica 10.00 – 19.30. Giovedì e Sabato: 10.00 – 22.30

Robot. The human project

Fino al primo agosto è invece possibile visitare l’esposizione Robot. The human project, che indaga, in una prospettiva storica, scientifica e soprattutto antropologica, gli esiti della robotica e i suoi sviluppi nel corso della storia dell’uomo. Si parte quindi dai primi congegni meccanici costruiti nell’antichità greca, veri e propri capolavori della tecnica e prodromi della robotica e dell’automazione. Fino ad arrivare agli esiti attuali, con la bio-robotica, i sistemi di intelligenza artificiale, oppure la robotica applicata alle neuroscienze. Sempre fissa al MUDEC, anche per questa mostra gli orari di visita sono gli stessi riportati per Tina Modotti. 

Le mostre in corso presso Castello sforzesco e il Museo Civico Archeologico di Milano 

Particolarmente degno di nota è poi il programma delle mostre allestite presso Castello Sforzesco. 

Fino al 30 giugno 2021, dal martedì alla domenica nell’orario 10:00 – 17:30, è ancora possibile visitare l’esposizione Giuseppe Bossi e Raffaello al Castello Sforzesco. Questa è stata inaugurata lo scorso anno in occasione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio ed è incentrata sui lavori provenienti dalla collezione di Giuseppe Bossi (1777-1815), pittore ed erudito che ricoprì l’incarico di segretario dell’Accademia di Brera tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800. Non solo, ma rivestì un ruolo determinante nella diffusione dei gusti artistici del neoclassicismo lombardo. 

Negli stessi orari è possibile anche visitare la mostra Sotto il cielo di Nut. Egitto divino, riallestita dallo scorso 7 maggio presso il Museo Civico Archeologico di Milano. L’esposizione, che era stata temporaneamente chiusa durante i mesi scorsi, offre un percorso espositivo alla scoperta della religione e della ritualità dell’antico egizio, mediante la serie di manufatti provenienti dalla collezione egizia milanese del Museo Civico Archeologico. 

Museo del Louvre e Castello Sforzesco indagano il Rinascimento italiano

E c’è già tanta attesa, invece, per la mostra Il corpo e l’anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento, dedicata alla scultura italiana rinascimentale. Questa verrà esplorata attraverso più di cento capolavori scultorei di maestri come Donatello, Andrea del Verrocchio, Tullio Lombardo, Andrea Pollaiolo, fino ad arrivare a quello che Giorgio Vasari vide come il punto di arrivo dell’arte italiana: Michelangelo.

L’esposizione sarà fruibile nelle sale di Castello Sforzesco a partire dal 21 luglio fino al 24 ottobre 2021 ed è stata curata in collaborazione con il Museo del Louvre che, attualmente e fino al 21 giugno, ospita l’analoga mostra presso le sue sale.

Le mostre in corso e in programma al Museo del Novecento 

Gettando uno sguardo sul Museo del ‘900 invece, è ancora possibile fino al 27 giugno fruire della mostra monografica dedicata a Carla Accardi, la grande pittrice italiana scomparsa nel 2014. Oggi è simbolicamente nota per essere stata la “prima astrattista donna italiana conosciuta a livello internazionale”.

Carla Accardi, Arciere su bianco, 1965, Museo del Novecento (Milano)

Sempre rimanendo nel contesto storico-culturale del secondo ‘900, è possibile visitare fino al 22 agosto anche la mostra Franco Guerzoni. L’immagine sottratta, dedicata all’artista modenese che, nel corso della sua carriera, ha indagato artisticamente gli aspetti di quella che si potrebbe definire una “archeologia della materia”. I suoi lavori materici si traducono infatti in composizioni pittoriche che simulano sulla tela superfici di pareti scrostate, intonacate, stratificate…

La retrospettiva su Mario Sironi

Ma tra le esposizioni più attese per questa estate presso il Museo del ‘900 troviamo quella dedicata ad un pittore “di casa”, tanto per il museo quanto per la città stessa di Milano: Mario Sironi. Sardo d’origine e di temperamento, milanese d’adozione e di spirito, il pittore è stato sicuramente una delle personalità artistiche più significative e controverse del periodo a cavallo delle due guerre. Le sue prime esperienze furono divisioniste e futuriste, per poi passare a spazi metafisici di Carlo Carrà e Giorgio De Chirico con la fase del “Rappel a l’ordre” degli anni ’20.

Seguono i controversi rapporti con il fascismo, la scampata fucilazione di fine regime (salvato in extremis da Gianni Rodari, suo amico ed estimatore), le crisi depressive, fino al suicido della figlia diciottenne. Ebbene sì, Sironi è stato uno dei più sensibili interpreti pittorici di quei decenni turbolenti. Il pittore ha saputo conciliare, nei suoi esiti più felici, la sorda monumentalità dell’antico – di cui rimase fulminato durante i soggiorni romani -, applicandola però alla raffigurazione di scenari urbani e industriali della Milano futurista.

Mario Sironi, Periferia con camion, 1920, Mart (Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto – TN)

La grande retrospettiva sul pittore è organizzata dal Museo del ’900 in occasione dei 50 anni dalla sua prima esposizione milanese, risalente agli anni Settanta, e sarà visibile dal 23 luglio di quest’anno. Le mostre in corso presso il Museo del Novecento sono fruibili agli orari ordinari previsti per l’esposizione permanente: dal martedì alla domenica, h10:00 – h19:30. 

Insomma, si preannuncia un’estate ricca di esposizioni, con tematiche che spaziano dalla scienza all’archeologia e soprattutto rendono le donne inedite protagoniste.


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