Moda per l’arte o arte per moda?

La relazione tra moda e arte è, senza dubbio, più di un semplice rapporto: si tratta di uno scambio continuo, biunivoco, di un fluire ininterrotto. Nei secoli scorsi è stata più la moda ad attingere al patrimonio artistico come ispirazione o punto di partenza per le sue creazioni; tuttavia negli ultimi 50 anni i contributi del mondo della moda verso quello dell’arte si sono fatti consistenti: diversi grandi marchi hanno investito in opere di restauro di monumenti antichi nonché di promozione di artisti emergenti.

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Il 22 settembre, in occasione della riapertura al pubblico della scalinata di Trinità dei Monti a Piazza di Spagna, si è svolto a Roma un vero e proprio spettacolo della compagnia di danza teatrale Kataklò e il concerto dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, accompagnato da luci e fuchi d’artificio. Il restauro, durato circa 6 mesi, è stato finanziato da Bulgari, che vi ha investito circa un milione e mezzo di euro. La maison romana ha affermato di voler ridare splendore a quel luogo simbolo, che ha per il marchio un’importanza speciale, così vicino allo storico negozio di Via Condotti. Legame privilegiato come quello che ha con la città di Roma, dove si è svolta la mostra “SerpentiForm”, raccolta di oggetti, fotografie, opere d’arte e ovviamente gioielli raffiguranti il rettile che ha reso famoso Bulgari.

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Impossibile, trattando di case di moda della capitale, non fare una menzione d’onore a Fendi: fondato a Roma da Edoardo Fendi nel 1925, ha da circa un anno preso possesso del Palazzo della Civiltà Romana all’Eur (“Colosseo Quadrato”, per i romani), facendone il suo quartier generale e allestendovi mostre che intrecciano la storia del brand con quella della capitale. Dopo 72 anni di abbandono il gruppo LVMH, di cui fa parte Fendi, ha affittato il complesso nel 2001, e dopo averlo reso adatto per gli uffici vi si è stabilito nell’ottobre 2015. Il marchio ha inoltre finanziato totalmente il restauro di Fontana di Trevi, il quale è durato più di 17 mesi ed è stato concluso nel novembre 2015. Proprio lì si è svolta nel giugno 2015 la magnifica sfilata organizzata in occasione dei 90 anni dalla fondazione della casa di moda: una favola raccontata da modelle in abiti romantici che sfilavano su una passerella di plexiglass trasparente a filo d’acqua, come le ninfe scolpite in quel marmo finalmente tornato splendente.

Sempre quest’estate si è conclusa la prima fase del restauro dell’Anfiteatro Flavio, sponsorizzata da Tod’s. Il brand ha investito ben 25 milioni in quest’opera, durata 3 anni e mezzo e che ha riportato il monumento simbolo di Roma allo splendore che merita. In occasione della riaperture del Colosseo al pubblico sono stati organizzati spettacoli di luci e colori da agosto ad ottobre, che verranno probabilmente resi permanenti.

Allo stesso modo l’imprenditore Renzo Rosso, proprietario del gruppo che comprende Diesel, ha donato 5 milioni di euro per il restauro del ponte di Rialto a Venezia.

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Un altro aspetto di questo rapporto così complesso è quello delle istituzioni culturali a sostegno dell’arte. Tra quelle italiane è degna di nota la Fondazione Prada, fondata vent’anni fa con lo scopo di valorizzare l’arte contemporanea e la cultura. Nel 2011 e nel 2015 ha inaugurato due nuove sedi espositive permanenti rispettivamente a Venezia e a Milano, quest’ultima progettata dallo studio OMA, guidato dall’archistar Rem Koolhaas. Le due sedi hanno ospitato mostre, progetti, rassegne, conferenze che spaziano dall’arte contemporanea al cinema, dalla danza all’architettura.

Si potrebbe dire che si è dato inizio ad una vera e propria gara tra i marchi italiani a chi restaura, valorizza, investe nell’arte. Una moda (- passatemi il gioco di parole) a tutti gli effetti. Ma all’interno di questa relazione così duratura è arrivato forse il momento di “restituire” all’arte tutto ciò che sarti, fotografi, stilisti hanno preso in prestito da quel mondo: promuovere, esaltare opere d’arte ed artisti è anche un modo per farsi un’ottima pubblicità. Sperando che non sia esclusivamente questo il fine ultimo di tutta questa generosità, godiamo di questi monumenti restaurati, di questi musei innovativi, e, perché no, anche di quelli vecchi e dimenticati.

 

 

Fonti:

http://www.fendi.com/it/fendi-life/90-years.html

http://www.tods.com/it_it/colosseo/

https://www.lvmh.com/

 

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