READING TIPS – Oliver Sacks, Il fiume della coscienza

Reading Tips è il nuovo format di consigli letterari de Lo Sbuffo. Propone recensioni, stroncature, nuove uscite e autori emergenti.

Oliver Sacks è stato autore di numerosi scritti, tra i quali i famosissimi Risvegli, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Vedere voci e L’isola dei senza colore.

Venuto a mancare nell’agosto del 2015, è stata pubblicata un’opera postuma ad aprile, da Biblioteca Adelphi 682, Il fiume della coscienza, opera a lungo rimasta sulla scrivania di Sacks, di cui l’autore aveva già stabilito i contenuti e di cui aveva incaricato tre collaboratori di curare la pubblicazione.

Oliver Sacks, nato a Londra nel 1933 e trasferitosi poi a New York, è stato professore di Neurologia e Psichiatria presso il Medical Center della Columbia University, poi di Neurologia presso la School of Medicine della New York University, oltre che chimico e scrittore, ruolo che gli è valso numerose critiche da parte dei suoi colleghi medici, i quali giudicavano “troppo letterario” l’apporto medico che compare nelle opere dell’autore londinese. Tutti i suoi libri sono stati best seller.

Oliver Sacks

Il fiume della coscienza è una raccolta di saggi – dieci, per l’esattezza – che, a differenza dei contenuti delle opere precedenti, non trattano della sola neurologia, ma abbinano ad essa tutte quelle discipline che con quest’ultima possono sorprendentemente intersecarsi; così, compaiono capitoli quali Darwin e i fiori, La vita mentale delle piante e dei vermi, VelocitàBotanica, anatomia animale, psicologia, filosofia entrano a far parte di un disegno – quello di Sacks – che vuole illustrare la coscienza umana, pezzo per pezzo.

Oliver Sacks, Il fiume della coscienza

Sembra un testamento questo scritto, che è il culmine e il punto d’arrivo degli studi che Sacks ha compiuto nel corso della sua vita: un ventaglio di discipline, conoscenza diverse, sapientemente e inaspettatamente ravvicinate, che portano il lettore a scoprire ambiti che probabilmente non conosce.
Dialogano nel testo pagine dedicate ad un Freud neurologo e anatomista, al ventiduenne Charles Darwin, allo scrittore Jorge Luis Borges, a cui il titolo si riallaccia, prendendo spunto da una celebre citazione di quest’ultimo, “il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume” (J.L. Borges, Nuova confutazione del tempo, in Altre inquisizioni, Adelphi, Milano, 2000, p. 198).

Tuttavia, il capitolo che, forse, colpisce maggiormente è quello sulla memoria. Sacks scrive:

“riguardando i miei vecchi taccuini, scopro che molti dei pensieri che vi ho appuntato restano dimenticati per anni, per poi riprendere vita ed essere rielaborati come fossero nuovi. Ho il sospetto che tutti incappino in tali dimenticanze, forse comuni soprattutto in chi scrive, dipinge, compone, giacché è probabile che la creatività ne abbia bisogno per riportare alla luce ricordi e idee, e osservarli in contesti e prospettive nuovi”

e ancora

“come essere umani ci tocca una memoria fallibile, fragile e imperfetta – ma dotata anche di grandissima flessibilità e creatività”.

È curioso scoprire segreti della nostra natura con cui si convive quotidianamente, ma che spesso non si conoscono.

Contrariamente alle critiche che gli venivano rivolte, la scrittura di Sacks, semplice e chiara, puntuale, ma non troppo tecnica, si rivela un utilissimo strumento per tutti coloro che non possiedono una cultura e un lessico medico, ma che sono caratterizzati da una vivace curiosità nei confronti della natura umana e non solo.


FONTI
Oliver Sacks, Il fiume della coscienza, Biblioteca Adelphi, 2018.

CREDITS
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