Paolo Nori ci porta in Russia

La grande Russia portatile. Viaggio sentimentale nel paese degli zar, dei soviet, dei nuovi ricchi e nella più bella letteratura del mondo“, edito da Salani Editore e pubblicato nel 2018, è il mezzo con cui Paolo Nori ci porta a spasso per la Russia.

Con una grande passione e attraverso ricordi ed esperienze personali, Paolo Nori ci regala un viaggio magico nello spazio e nel tempo. Nello spazio ci mostra le vie, i palazzi, le biblioteche e i monumenti delle città russe in cui ha vissuto; nel tempo ci presenta i più grandi scrittori che hanno fatto la storia della letteratura russa (e mondiale).

Il suo amore per la Russia ci viene raccontato come si racconterebbe agli amici del primo incontro con la fidanzata, fa sorridere e forse stupisce chi il russo e la Russia non li ha mai studiati o amati. Coloro che, però, hanno vissuto quel colpo di fulmine alla prima lezione sull‘alfabeto cirillico capiscono perfettamente ciò di cui sta parlando Paolo Nori: l’amore per la Russia è qualcosa che quando ti prende non se ne va, ma cresce e ti assorbe. Chi ama la Russia, chi ne ama la lingua e la cultura si ritroverà in ogni racconto di Paolo Nori, come se fosse la propria vita nelle pagine. Chi, invece, non la conosce a fondo, ma magari ne è affascinato da più o meno lontano, verrà probabilmente inglobato nell’universo dei russofili. Questo è un rischio che vale la pena correre.

Questo libro viene un po’ fuori dall’idea che sarebbe forse sensato fare un libro composto da racconti semplicissimi che raccontano le cose che sono successe a uno straniero posseduto dalla letteratura e dalla cultura russa, e i giri e le avventure, e le guerre che ha visto e vissuto, e percorso in virtù di questa possessione […]

Paolo Nori, che di Russia (e di russo) ne ha parlato per anni in tutte le salse, si è preso il bel carico di raccontare in meno di 200 pagine quello che di importante e di interessante c’è da sapere su questo grande Paese che intriga e spaventa.

Quello che succede ne “La grande Russia portatile” non è la costruzione di un manuale sulla storia e la cultura russa (anche perché, se lo fosse, 200 pagine non basterebbero neanche da introduzione), ma è molto di più: l’aspetto “portatile” di questo viaggio virtuale sta nella magia dei racconti. Con analogie e differenze tra Italia e Russia, dai ricordi di un bambino innamorato dell’arte letteraria a quelli di uno studente ossessionato da Chlebnikov, con citazioni e riferimenti di ogni genere, sembra di stare seduti al bar con l’autore e ascoltarlo raccontare.

Ho fatto la fila per comprare il pane, ho comprato un orologio Raketa, ho vissuto a Mosca quando non si trovava la carta igienica, ho visto lo studio del più grande pittore russo contemporaneo, ho fatto una fotografia nella giacca di Sergej Dovlatov, ho partecipato al primo festival d’arte d’avanguardia e delle performance di San Pietroburgo, ho fatto tutta, senza mai scendere la Transiberiana, da Mosca a Vladivostok, ho visto i soldi distruggere la rovina incantevole della piazza del Fieno di Dostoevskij, ho dormito su un banco del settore libri rari della biblioteca pubblica di Pietroburgo, ho pianto nella sala di letture numero 4 della biblioteca Lenin di Mosca, ho trovato per la prima volta il coraggio di regalare dei fiori a una donna e ho scoperto, in Russia, come mi piace l’Italia.

Questa è la sua Russia, che ha vissuto con tutta l’anima e che gli ha cambiato la vita. C’è però anche l’Italia, che lui non ha mai abbandonato davvero, anzi, ha continuato a tenersi stretto, come si nota anche nei confronti numerosi non solo culturali, ma anche linguistici, tra russo e italiano (ad esempio nella splendida spiegazione di lingua parlata e lingua scritta e di come questo cambi il corso e la storia della lingua di un popolo).

Pillole di cultura e spizzichi di esperienze, storia della letteratura in piccole frasi, tante curiosità che varrebbe sicuramente la pena approfondire, ma non è per approfondire che è nato “La grande Russia portatile“: è nato, probabilmente, per incuriosire e ringraziare in modo semplice e dolce i due paesi che sono stati la sua casa, la Russia e l’Italia. Il tutto accompagnato dall’amore infinito per la letteratura, per la scrittura, per la magia delle parole e in particolare per quelle dei grandi russi, con cui Paolo Nori ricorda ancora i primi incontri, come se fossero primi baci:

Leggere produce un effetto stranissimo, facendo diventare il mondo più mondo… E questa sensazione di essere nel mondo “più mondo” l’ho poi ritrovata ogni volta che ho incontrato, mi viene da dire, la letteratura: “Delitto e Castigo”, di Dostoevskij, sdraiato nel letto della mia stanza minuscola di Basilicanova, le Poesie di Chlebnikov, da in piedi, appoggiato sullo scaffale dei russi della biblioteca Guanda di Parma, “Il Maestro e Margherita”, di Bulgakov, nel silenzio pomeridiano del nostro appartamento di Parma,“L’Arte come procedimento“, di Šklovskij, nell’aula magna del dipartimento di lingue dell’università di Parma un giorno di sole dell’autunno del 1988.

 

FONTI

Paolo Nori, La Grande Russia Portatile, Salani Editore, 2018

 

 

 

 

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