Oroscopo: ci crediamo davvero?

È iniziato il nuovo anno, e tutti abbiamo tirato un sospiro di sollievo per la fine di questo gravoso 2020. Ma chi ci dice che l’anno nuovo sarà piacevole? Molti non hanno resistito alla tentazione di interrogare le stelle per ottenere qualche premonizione, possibilmente ottimistica. Eppure, sappiamo bene che l’astrologia non è una scienza e che il futuro non si può prevedere. Come mai, dunque, c’è ancora così tanta gente che consulta l’oroscopo?

Partiamo dalle origini. L’astrologia consiste nello studio degli astri e del loro corso, sulla base dai quali sarebbe possibile prevedere il futuro: queste erano le convinzioni di molti popoli antichi, che spesso associavano i pianeti a delle divinità (Venere, Giove, Mercurio non vi ricordano qualcosa?) e la disposizione delle stelle a precise figure mitiche. Il movimento di pianeti e costellazioni era ritenuto determinante per il destino della vita degli uomini.

Lo studio del cielo era fondamentale anche per individuare correttamente l’alternarsi delle stagioni nel corso dell’anno; i Maya, ad esempio, erano in grado di prevedere con grande precisione l’inizio della stagione delle piogge, fondamentale per la loro economia, basata sull’agricoltura. Dall’altra parte del mondo, simili calcoli venivano effettuati da egizi e babilonesi. Nelle civiltà antiche, astronomia e astrologia si intrecciavano saldamente. Tuttavia, con l’invenzione del cannocchiale, la possibilità di effettuare calcoli astronomici sempre più precisi, la scoperta del sistema eliocentrico e poi della gravitazione universale, l’astronomia ha fatto passi da gigante.

I dodici segni zodiacali sull’orologio astronomico di Venezia

L’astrologia, invece, è rimasta ferma a principi antichissimi, interpretati diversamente dai diversi filoni esistenti. Il contrasto più netto è quello tra la cultura occidentale e quella orientale (o meglio, cinese). La prima nasce in Mesopotamia, per diffondersi poi presso egizi, greci e romani, e pone le proprie radici nei segni zodiacali, che rappresentano le dodici porzioni nelle quali è possibile suddividere la volta celeste, in un determinato tempo e momento. Fino a qui, siamo ancora nel campo dell’astronomia.

L’astrologia si fa strada nel momento in cui tentiamo un’interpretazione dell’oroscopo. L’iconografia dei segni zodiacali, basati prevalentemente su forme animali, sarebbe stata sviluppata in Egitto in tempi antichissimi. I segni, inoltre, sono associati ai quattro elementi. Nella cultura occidentale, si tende a interpretare la posizione degli astri del sistema solare; quella cinese, invece, si basa su un calendario lunisolare, utilizzato anche come unità di misura del tempo. I segni sono sempre dodici, ma l’iconografia è differente; secondo la leggenda, fu il Buddah a scegliere i dodici animali che, diligenti, erano giunti puntuali al suo richiamo.

In Cina l’oroscopo ha una connotazione sacrale e riveste una grande importanza nella vita di molte persone. Attualmente in Europa si ha spesso un approccio più razionale, dovuto a un certo scetticismo, legato anche a una tradizione religiosa che non ha dato molto credito a questo tipo di credenza. Ma allora perché così tante persone, magari un po’ di nascosto, sbirciano la pagina dell’oroscopo della loro rivista preferita? Molti se ne vergognano, alcuni neppure lo ammettono, altri ancora si nascondono di fronte alla classica affermazione “Lo leggo perché è divertente”.

Non che ci sia qualcosa di male: ma da dove deriva quest’attrazione irresistibile? A quanto pare, si tratta semplicemente dell’incontenibile curiosità umana e del desiderio di certezze per il futuro. Se pensiamo che l’ex presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan interrogava sempre le stelle prima di importanti viaggi di lavoro, forse potremmo consolarci un po’ e sentirci meno creduloni.

A volte sembra davvero che il nostro oroscopo ci calzi a pennello: com’è possibile? Si tratta del cosiddetto “effetto Barnum”: l’oroscopo viene scritto utilizzando termini generici e affermazioni vaghe; in tal modo, è facile riuscire a identificarsi con esso, perché nel momento in cui ci approcciamo alla lettura, stiamo già proiettando su noi stessi quelle parole. Oltre a sfruttare frasi abbastanza scontate, capita addirittura che nell’oroscopo siano presenti affermazioni palesemente contraddittorie, anche se raramente ce ne accorgiamo!

Infine, ci fidiamo dell’oroscopo perché sentiamo il desiderio di definire la nostra personalità, ma non apprezziamo il giudizio degli altri. È molto più facile credere a un estraneo che parla di noi in modo rassicurante, anziché a un amico (magari più onesto) che ci critica apertamente. Inoltre, la nostra mente tende a dare più peso alle affermazioni che combaciano con il nostro carattere e a dimenticare le previsioni “errate”. Raccogliamo dunque ciò che apprezziamo e ciò che combacia con la nostra situazione, tramite adattamenti (inconsapevoli) operati dalla nostra mente.

Quindi sarebbe meglio smettere di leggere l’oroscopo? Come spiega il fisico Stefano Bagnasco, membro del Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze), l’importante è non farsi influenzare:

È vero che moltissimi italiani leggono gli oroscopi, e alcuni di loro in qualche misura ci credono. Sono molto rari, però, quelli che si fanno effettivamente condizionare da ciò che leggono.

Se volete convincere un amico che è inutile affidarsi alle stelle, oppure volete solamente divertirvi un po’, andate a questo link per farvi realizzare un oroscopo personalizzato. Scoprirete poi che si tratta di una piccola beffa realizzata dal Cicap: infatti, il database che compone il vostro oroscopo (che magari vi era sembrato particolarmente calzante) riunisce una serie di frasi casuali, scelte senza alcun criterio!

[one­_half_last] CREDITS

Copertina

Immagine 1

Immagine 2[/one_half_last]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caro lettore, per noi de Lo Sbuffo l'educazione ad un uso consapevole del web è fondamentale. Se puoi, ti chiediamo di dedicare due minuti del tuo tempo alla lettura di questo articolo di Accademia Civica Digitale.

Con la cultura per un web migliore!

Grazie,
Lo Sbuffo