Le Déjeuner sur l’herbe: lo scandalo della verità

Se L’origine du monde (leggi qui l’articolo dedicato) fu considerato peccaminoso, sempre nell’Ottocento non fu da meno Le Déjeuner sur l’herbe (Colazione sull’erba). Realizzato dal mentore dell’Impressionismo Edouard Manet durante gli anni di rinascita della Ville Lumière, oggi è considerato il manifesto della sua poetica.

Edouard Manet

Edouard Manet, nato a Parigi negli anni Trenta dell’Ottocento, è considerato l’iniziatore della pittura impressionista, che vede il suo sviluppo e proseguimento in una Parigi in preda alle innovazioni introdotte dalla Seconda Rivoluzione Industriale. Nonostante spesso venga considerato dalla critica un pittore prettamente realista al pari di Courbet, lo stesso artista non volle mai considerarsi come un pittore realista, anche se la sua poetica e il suo stile raffigurano frammenti di vita contemporanea e tranches de vie della società moderna del Secondo Impero, come se fossero fatti di cronaca; aspetto che molto spesso scandalizzò la società dell’epoca. Ebbe numerosi contatti con letterati come Charles Baudelaire e pittori a lui contemporanei come Courbet. Morì a Parigi nel 1883.

Lo stesso Baudelaire, con il quale strinse una forte intesa, delineò su Le figaro l’artista-dandy che incarnava lo stesso Manet:

Per il perfetto bighellone, per l’osservatore appassionato, immensa è la gioia di eleggere domicilio nel numero, nel mutevole, nel movimento, nel fuggevole e nell’infinito […] Il passato risulta interessante non solo per la bellezza che ne hanno saputo estrarre gli artisti per i quali esso costituiva il presente, ma anche come passato, in forza del suo valore storico. La stessa cosa accade per il presente. Il piacere che ricaviamo dalla rappresentazione del presente dipende non solo dalla bellezza di cui può adornarsi, ma anche dalla sua qualità essenziale di presente.

Le Déjeuner sur l’herbe

Il quadro, oggi conservato al Museo D’Orsay a Parigi, raffigura due uomini e una donna seduti, in maniera adagiata su un prato per consumare una merenda (testimoniata dai resti del picnic in fondo al quadro ed esempio di natura morta). I due uomini sono vestiti di tutto punto secondo il gusto dandy dell’epoca e sono rispettivamente lo scultore Ferdinand Karel Leenhoff, futuro cognato dell’artista, e uno dei due fratelli di Manet, Eugène o Gustave. Proprio quest’ultimo, sdraiato sul manto erboso, allunga il braccio in segno di dialogo all’amica, soggetto principale del quadro e colei che conferì scandalo. La donna infatti è nuda (Victorine-Louise Meurent), con il mento posato sulla mano mentre volge lo sguardo allo spettatore in maniera insistente, come se da una parte volesse rimproverarlo per ciò che sta dicendo e dall’altra come se invece, volesse instaurare un dialogo con esso.

Le Déjeuner sur l'herbe

I suoi vestiti giacciono nella parte in basso a sinistra del quadro. Le tre figure nel complesso formano un ipotetico triangolo isoscele, dove alla punta sulla sfondo è presente invece un secondo soggetto femminile, vestito con una tunica bianca, intenta a bagnarsi i piedi nel ruscello.

Lo stile può essere riassunto nelle parole di Giulio Carlo Argan (critico d’arte, politico e docente italiano):

Ha una struttura prospettica, di quinte arboree, con tre aperture a cannocchiale sulla luce del fondo; ma acqua, erba e fronde formano tanti velari trasparenti e paralleli, che si sovrappongono formando zone più dense o più rade di penombra verde-azzurra. Le fronde verdi si specchiano nell’acqua; il celeste dell’acqua svapora nell’atmosfera colorata del verde degli alberi.

Le Salon Des Refiutes

Le Déjeuner sur l’herbe fu presentato al Salon: esposizione periodica di pittura e scultura, che si svolse al Louvre di Parigi, con cadenza biennale fino al 1863 ed annuale in seguito. Proprio a questa esposizione Colazione sull’Erba fu rifiutata assieme ad altre 3000 opere, sollevando così l’indignazione di molti pittori esclusi. Per porre rimedio a quanto accaduto, Napoleone III decise allora che tutte le opere rifiutate al Salon potessero essere esposte dentro il Palais de l’Industrie. Fu così che nacque il Salon des Refusés (il Salone dei Rifiutati).

Lo stile anti-accademico

A questa nuova mostra arrivarono migliaia di spettatori incuriositi dall’arte loro contemporanea ma totalmente impreparati a capirla. Fu così che l’opinione pubblica rimase indignata e scandalizzata da due fattori principali in Colazione sull’Erba: il primo fattore a fare scandalo fu lo stile che, come sottolineato da Argan, ricercava sia nei colori puri che nei volumi e nelle forme dei soggetti il vero, e per il fatto di utilizzare una tecnica che faceva intravedere i dettagli e i soggetti reali solo da lontano.

Avvicinandosi al quadro infatti non si intravedevano più i dettagli, che apparivano come ammasso di colori sovrapposti e si stentava così a riconoscerne le forme: rappresentazione della realtà inconcepibile per quel tempo.

La nudità

Il secondo scandalo e forse anche quello più “importante” fu il nudo della donna presentato dal pittore. Le nudità infatti, non corrispondevano alle forme classiche a cui tutti avevano abituato l’occhio, ma era una nudità vera, senza nessun ricorso ai tratti nobiliari propri del Rinascimento e del Neoclassicismo. La donna infatti, assomiglia non di sicuro a una dea o una ninfa, ma a una donna parigina contemporanea allo spettatore, resa dalle forme considerate “sgraziate” del seno, del ventre e delle gambe. In sostanza il fatto che la presenza della giovinetta nuda accanto ai due uomini vestiti non fosse giustificata da alcun pretesto mitologico, storico o letterario e che Manet avesse abbandonato i soggetti accademici, fu fonte di enorme indignazione.

Per queste ragioni Manet, che probabilmente aveva solo l’intenzione di rappresentare la realtà filtrata attraverso i suoi occhi, fu accusato di aver ritratto una prostituta, insultando paradossalmente la morale borghese:

una comune prostituta, completamente nuda […] fra quelli che sembrano due studenti in vacanza, che si comportano male per far vedere che sono uomini.

Lo stesso Emile Zola scrisse:

Da ogni parte si sentiva il respiro ansimante di corpulenti gentiluomini e il rauco sibilo di signori allampanati e su tutto dominavano le stupide risatine flautate delle donne. Nella parte opposta della sala un gruppo di giovani si contorceva dal ridere […] e una signora era stramazzata su una panca, le ginocchia strette, ansimando e sforzandosi di respirare col viso nascosto nel fazzoletto.

Oggi Le Déjeuner sur l’herbe è invece considerato un capolavoro a cavallo tra realismo e impressionismo e ne segna effettivamente il momento del passaggio graduale tra le due correnti.


 

FONTI

Wikipedia.com

2Wikipedia.com

Il Cricco di Teodoro, Itinerario nell’Arte, 2018

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