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Jr e “La Ferita” su Palazzo Strozzi: Firenze non si arrende

Il 19 marzo mattina la città di Firenze si è svegliata con tutto un altro aspetto. In particolare la facciata dell’imponente palazzo rinascimentale Strozzi, in cui ora troneggia una sorta di squarcio prospettico in bianco e nero. Si tratta dell’ultima installazione site specific di Jr, l’artivist urbain parigino, riconoscibile per i suoi collage fotografici realizzati sui muri e sulle strade di tutto il mondo. E l’artista si è raccontato in un’inedita presentazione dell’opera in diretta digitale.

Vous aimez les tours de magie?

Vi piacciono i trucchi magici? Allora, prima di tutto, conosciamo meglio l’artista più in vista delle ultime settimane. Fortemente legato a Dallas, le iniziali Jr riprendono sia il proprio nome, Jean Renè, che quello di John Ross, l’ambizioso petroliere senza scrupoli protagonista proprio della soap opera americana Dallas. Jr è quindi affiorato nella dimensione dell’arte pubblica, con una ricerca che unisce originalità e partecipazione collettiva.

Queste lo hanno portato a realizzare opere come Le secret de la grande pyramide, in cui, grazie all’aiuto di volontari e passanti, è riuscito a far sparire la piramide del Louvre attraverso un gigantesco collage fotografico illusionistico. Per Truc a faire, invece,Jr  ha immaginato uno spazio a metà strada tra una cattedrale e un supermercato. All’interno le sue opere conquistano ogni angolo, parete e scaffale, senza modificare assolutamente la struttura originaria della galleria, ma cercando di svelarne la storia.

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La Ferita

Firenze in prospettiva

Ecco quindi che oggi Jr approda nella città che, da più di sei secoli, riflette sul sistema dell’arte nelle varie epoche storiche. Con borsalino e occhiali neri di consuetudine, l’artista presenta dunque La Ferita, suo ultimo progetto di arte pubblica realizzato in collaborazione con il Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, Arturo Galansino. L’opera è costruita su un gioco illusionistico capace di mostrare l’interno di diversi ambienti culturali fiorentini, come il colonnato del cortile di Palazzo Strozzi, la Sala degli Uffizi con la Primavera e la Nascita di Venere del Botticelli, fino alla Loggia dei Lanzi con il Ratto delle Sabine di Giambologna.

L’installazione è quindi entrata a far parte del nuovo programma Palazzo Strozzi Future Art, una piattaforma nata dalla collaborazione tra il mecenate Andy Bianchedi e la Fondazione Fiorentina, che cercherà di sostenere le nuove generazioni. L’obiettivo è quello di rilanciare il sistema culturale attraverso nuove iniziative con il coinvolgimento di artisti italiani e internazionali contemporanei.

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Jr e Arturo Galansino

Chiacchierata culturale a partire dalle Egregie Cose

La Ferita, aperta e visibile sotto qualsiasi profilo la si guardi, parla anche di questo momento problematico di pandemia globale. Induce quindi a meditare sul ruolo e la tradizione dell’arte, attualmente negata al pubblico. E in un vivace dialogo tra innovazione e tradizione, lo speciale incontro online con protagonista Jr ha visto l’intervento di diversi ospiti appartenenti al panorama culturale fiorentino e internazionale. A partire dal Presidente di Palazzo Strozzi, il professor Giuseppe Morbidelli, che con l’espressione Dicatio ad patriam, ha lanciato un’osservazione.

In una forma un po’ diversa e amplificata dai social, infatti, Jr ha ripercorso le orme dei nostri antenati romani. Questi ultimi usavano installare monumenti, tabernacoli e scritte in luoghi pubblici, talvolta per ragioni elettorali o di prestigio, ma molto spesso per amore verso l’arte, inducendo così il pubblico ad avvicinarsi a quelle Egregie cose che poetizzava Ugo Foscolo.

La contaminazione del budello fiorentino

Attraverso quest’opera, quindi, Jr è riuscito a richiamare l’attenzione sia alle Egregie Cose, quale sono la Fondazione Palazzo Strozzi e Firenze, che alla forza persuasiva della cultura nei confronti della collettività. Per questo durante la presentazione del 19 marzo ha preso parola anche l’Assessore alla Cultura di Firenze, Tommaso Sacchi. Si tratta di un vecchio conoscente di Jr, con cui ha collaborato nel progetto collettivo Inside Out.

Qui qualsiasi persona è ancora chiamata a contribuire, attraverso ritratti fotografici in bianco e nero che possano raccontare al mondo una storia sconosciuta su persone di qualsiasi nazionalità. Nove anni fa, infatti, Sacchi e Jr si sono ritrovati a girare di notte per le strade del Budello Fiorentino, fino a giungere al Teatro Verdi. Quest’ultimo verrà contaminato dalla mano dell’artista per realizzare questo Global Project formato italiano.

Ogni cosa a suo tempo…e spazio

Nonostante a quei tempi la società si trovasse in uno stato di salute diverso da quello attuale, è straordinariamente efficace notare come Jr sia riuscito a raccontare una forza nefasta con lo stesso modus operandi del passato. Quella  della pandemia, capace di irrompere nella cultura del nostro Paese e ferirla. Per questo La ferita si distingue anche come operazione time & side specific, in grado di rispecchiare sia il luogo, emblema del ‘500 e del Rinascimento, che il tempo, vissuto nel dramma di un’epidemia globale.

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Jr e Arturo Galansino

Una medicina con effetti benefici

Luigi Salvadori, Presidente della Fondazione Cr Firenze, è però di un altro parere. Definisce infatti l’impresa di Jr:un sospiro d’arte culturale”, che alla stessa stregua dei gommoni di salvataggio di WeiWei e delle luminarie di Marinella Senatore, ci invita a riflettere sull’idea di comunità. Con questa anche la costellazione di relazioni e di luoghi di cultura sacrificati ai tempi del Covid. Secondo Salvadori l’arte deve essere intesa come “il volano di una nuova ricostruzione” e sicuramente espressioni come quella di Jr possono essere viste come “sollecitazioni verso nuove forme di condivisione e di partecipazione”.

La cultura, infatti, oggi più che mai, non può essere considerata un bene di lusso, ma di prima necessità. Lo ha ben spiegato il recente rapporto dell’organizzazione mondiale della sanità. Attraverso l’esame di 900 pubblicazioni da inizio 2000 a fine 2019, la ricerca ha infatti dimostrato come l’effetto di partecipazione culturale incida positivamente sulla salute. Non solo quindi sul benessere fisico e mentale, che sulla prevenzione e cura di diverse patologie. Si tratta perciò di una sorta di farmaco, ma senza controindicazioni e scadenza.

Piacere condiviso

Ha dunque perfettamente ragione Jr quando definisce la sua opera un’opportunità capace di rimarginare quella parte di noi ferita dagli eventi contemporanei. E pienamente d’accordo con l’artista si trova Aldo Cursano, che riprende l’affermazione di Jr per delineare la sua idea di ferita aperta. Quella che lui vede tutti i giorni lavorando per la Confcommercio fiorentina, negli scheletri monumentali senza vita, quali sono i nostri centri cittadini. La ferita di Jr, utilizzata come uno strumento ornamentale, è stata in grado di restituire vita e quindi speranza alla città fiorentina, attraverso il suo concetto di arte pubblica e di godimento condiviso.

Jr
Jr

Un artista a tutto schermo

Con la frase: “Firenze aspettatava già Jr” è intervenuta successivamente la console francese a Firenze Manon Hansemann. Lei ha ricordato come il cinema abbia giocato un ruolo importante nella vita di Jr, a partire dal film Visages Villages (2017) realizzato insieme alla regista Agnes Varda. Viaggiando per la Francia con il camioncino fotografico dell’artista, i due hanno ascoltato e fotografato persone, raccontando al contempo anche la storia della loro amicizia, cresciuta lungo le riprese.

Il cinema, poi, vede ancora protagonista Jr. nel 2020, al festival fiorentino Lo schermo dell’arte. Qui la sua biografia diventa protagonista del documentario diretto da July e Ablin. I fotogrammi ricostruiscono dunque le tappe internazionali più rilevanti della carriera dell’artista, in particolare quelle che vedono il coinvolgimento della popolazione locale.

Good Vibes

Ma tornando alla presentazione, un ringraziamento speciale a Jr proviene da Elena Pianea, della Direzione Cultura Toscana, che si è rivelata essere anche una grande fan dei post dell’artista su Instagram. Efficace e di impatto è stato, invece, l’intervento di Leonardo Ferragamo, che ha visto nella Ferita di Jr un’apertura in grado sia di mostrare il cuore pulsante di Palazzo Strozzi e di Firenze che di esprimere energia positiva a tutto il pubblico presente e distante.

Palazzo Strozzi Future Art

Dalle osservazioni dei presenti alla conferenza digitale, intuiamo come le alte sfere istituzionali e culturali abbiano apprezzato l’intervento. E il messaggio dell’artista è riuscito a esprimere perfettamente il lavoro intrapreso dall’imprenditore milanese Andy Bianchedi nel progetto Palazzo Strozzi Future Art. Anche Bianchedi è intervenuto all’evento, ringraziando Jr per aver creato un’arte a portata di tutti, capace di infondere messaggi diversi in ciascuna persona. Lui, ad esempio, vi ha letto sia dolore che fiducia nel futuro. Infine, la parola va all’artista, che decide di sfoggiare le sue lezioni di italiano, ricorrendo alla traduttrice solo quando le situazioni risultano più complicate.

Jr
La Ferita

Il segreto della cicatrice

Jr ha spiegato che La Ferita è servita a reveiller, o meglio, a risvegliare, in ciascuna persona che la osserva delle emozioni profonde e personali. Che sia l’ammiratore con una macchina fotografica in mano o il lavoratore che di fretta si sta recando a lavoro, ciò che interessa di più all’artista è l’interpretazione. Quella che ognuno di loro d° della sua opera, legata alla propria esperienza personale. In una dicotomia tra effimero e duraturo, La Ferita di Jr, nonostante si protragga solo fino al prossimo agosto, ha lo scopo di rimanere impressa in eterno. Come una cicatrice in grado di ricordarci il potere della cultura e dell’arte.

Jeu de perspectives

Un gioco di prospettive, ecco in cosa si consolida l’aura dell’opera. Con il suo lavoro, Jr copre, svela e allo stesso tempo mostra la scena artistica fiorentina, attraverso l’utilizzo quasi estremo della tecnica prospettica. Non è un caso che questa sia tipica del rinascimento fiorentino e rievochi la creazione di anamorfosi, spesso presenti nelle sue opere. Per Jr, infatti, non è l’immagine a dover rappresentare Firenze come in una pubblicità, ma è l’anamorfosi in sé ad essere utilizzata come un Jeu de rue. La magia sta quindi nel modo in cui le persone si divertono a cercare il punto migliore per guardare dentro il museo e scattare una foto.

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La Ferita

L’arte a portata dei giovani

Ma l’engagement dell’artista va oltre la semplice realizzazione di opere d’arte pubbliche. Lo ha dimostrato con il progetto Women are Heroes, in cui ha fotografato donne nella loro vita quotidiana, per sottolinearne il ruolo fondamentale che svolgono all’interno della società contemporanea. Si ricorda anche la fondazione di Casa Amarela nel 2009, una casa culturale in cima alla favela più antica di Rio de Janeiro, che offre attività e laboratori di teatro, danza o fotografia per i giovani della comunità.

Per questo la sua arte è definita oltre che pubblica, anche sociale e politica. Proprio perché si avvale delle proprie amicizie e dei propri sostenitori per coinvolgere i giovani in iniziative benefiche. A Parigi, ad esempio, Jr è entrato a far parte dell’equipe della scuola d’arte Kortajmè. Offre quindi corsi gratuiti di fotografia e sta collaborando, tuttora, con il Refettorio Paris, dove serve ai tavoli assieme ad un team di volontari.

Una ferita per rinascere

Non ha potuto viaggiare spesso come faceva prima, ma la costrizione del Covid, più che una difficoltà, è stata affrontata dall’artista come una sfida. Questa lo ha spinto a reinventarsi, così da far interagire la propria arte con le persone in modo non tradizionale. Le sue opere sono comunque sempre interconnesse dal fil rouge dell’urgenza, che lo ha sempre esortato a creare.

La Ferita è quindi un simbolo di speranza e resilienza, capace di dimostrare come, nonostante le sofferenze, la città di Firenze non si arrenda. Il suo modo di rinascere rispecchia la peculiarità che meglio la contraddistingue: l’arte. In conclusione, quindi l’artista non ha potuto che ringraziare la Fondazione Palazzo Strozzi e con un salut à la francaise atto a garantire la creazione di altre opere targate Made in Italy.


CREDITS

Immagini della Presentazione a cura di Giulia Raffaelli

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