Le parole che colmano la distanza

Relazione a distanza: pro o contro? Complicato fornire una risposta esaustiva a questa domanda, perché sono diversi i fattori che possono influenzarne il giudizio. Tanti i lati negativi, ma consistente anche la componente positiva, che spesso in molti sembrano però ignorare, schierandosi impulsivamente dalla parte dei “no” tassativi. Coltivare una relazione stabile e duratura è già difficile di per sé, figuriamoci a centinaia di chilometri!

Eppure, per alcune persone (i cosiddetti “spiriti liberi”, o semplicemente più indipendenti) può rivelarsi una – se non l’unica – tipologia di relazione vincente, proprio in virtù delle sue caratteristiche. Insomma, non esiste una risposta giusta e una sbagliata: l’unica certezza assodata è che una relazione a distanza presuppone sicuramente un impegno maggiore del normale, che non tutti sono disposti a dedicare. Ma di certo non è impossibile.

Recentemente il mondo intero si è trovato a fronteggiare una situazione inedita, che nessuno, soltanto qualche mese fa, avrebbe anche solo potuto immaginare. La pandemia da Coronavirus ha messo in ginocchio il pianeta, gettando sulla popolazione mondiale un alone di tragedia che aleggia tutt’oggi. Tra i tanti aspetti analizzabili della quarantena, interessante è l’ambito psicologico e, in particolare, quello delle relazioni sentimentali. Il lockdown ha separato tante coppie, che, volenti o nolenti, sono state obbligate a fare i conti con una vera e propria relazione a distanza. Di conseguenza, ognuno di noi ha sperimentato sulla propria pelle il sentimento di mancanza verso un’altra persona, sia stata essa un parente, un’amica o un’amante. Fortunatamente, però, nel corso della storia l’umanità ha dato vita a metodi alternativi per colmare questo genere di mancanze, anche solo ”mentalmente”.

Il più immediato di questi metodi è, naturalmente, la tecnologia. Al giorno d’oggi il possesso di smartphone e social network rende inevitabilmente meno pesante l’assenza della persona amata, permettendo di condividere comunque la propria quotidianità anche a chilometri di distanza.

Ma per unire due cuori lontani esiste anche una seconda alternativa, sicuramente meno moderna o innovativa, ma non per questo passata di moda: la letteratura. Immedesimazione, coinvolgimento, partecipazione emotiva nelle parole di un’altra persona, che diventano anche le mie parole: tutto questo è letteratura. E spesso la lettura di un libro, di una poesia o di una semplice citazione è in grado di trasportare mente e cuore esattamente dove vorrebbero essere, molto più velocemente di quanto faccia un messaggio su Whatsapp.

Centinaia, se non migliaia, le parole che nel corso della letteratura sono state dedicate all’amore osteggiato. Qui di seguito, una brevissima sintesi di alcune di esse: poesie e parole da leggere e rileggere durante tutti quei momenti di sconforto, nei quali si è convinti di non reggere lontani dalla propria metà un minuto di più. Parole intense e dolorose che, sebbene nate e cresciute in epoche anche molto distanti dalla nostra, risultano sempre straordinariamente vicine e confortanti.

Ovunque tu sia, Alda Merini

Ovunque tu sia,
ovunque tu, immeritatamente,
mi guardi,
ovunque tu stabilisca
io abbia una casa,
fosse pure una prigione grigia,
io so che da qualsiasi pietra
tu puoi far scaturire un fiore
nel perimetro della mia mente.

Finché tu esisti, Ángel González Muñiz

Finché tu esisti,
finché il mio sguardo
ti cerca al di là delle colline,
finché niente
mi riempie il cuore,
se non è la tua immagine, e c’è
una remota possibilità che tu sia viva
da qualche parte, illuminata
da una luce – qualunque…
Finché
io ho il senso che sei e che ti chiami
così, con quel nome tuo
così piccolo,
continuerò come adesso, amata
mia,
affranto di distanza,
sotto l’amor che cresce e che non muore,
questo amor che continua e non finisce.

L’ombra del vento, Carlos Ruiz Zafón

E’ la tua voce che mi tranquillizza. E’ il tuo modo di parlare, il tuo modo di chiamarmi, quel nomignolo che mi riservi. E’ il fatto di immaginarti perché non posso vederti. E’ dovermi figurare la smorfia della tua bocca.

E’ che sei tu. E quando si tratta di te io non lo so cosa mi succede. Per quanto cerchi di trattenermi, se si tratta di te, io sono felice.

Scrivo perché tu esista, Rafael Angel Herra

Scrivo perché tu esista,
ti scrivo
perché è un altro modo di inventarti
e perché tu sappia
che so godere di te anche da lontano.

Ti scrivo
perché una tua parola prenda forma;
ti scrivo
perché la nostra immaginazione
attenui la brace dei corpi;
ti scrivo in balia delle vocali,
immaginandoti fortemente.

Ti scrivo per farti trepidare,
ti scrivo perché ti si inumidiscano gli occhi,
ti scrivo perché tu smetta di essere una finzione.

Oggi ti dico una sola parola,
te la affido tra le ceneri
e il silenzio.

 

FONTI

Le poesie di Alda Merini, La vita felice, 2007.

Poesia spagnola del secondo Novecento, a cura di F. Luti, Vallecchi, 2007.

L’ombra del vento, Carlos Ruiz Zafón, Mondadori, 2008.

Scrivo perché tu esista, Rafael Angel Herra, a cura di F. Sepe, Plumelia Editori, 2011.

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