preghiera del mare

“Preghiera del mare”: la poesia di Hosseini

Preghiera del mare di Khaled Hosseini, è “una preghiera laica, una storia di paure e di speranza, un grande atto d’amore”, a cura di Roberto Saviano, al quale dobbiamo la splendida prefazione.

Un libro in cui i versi si incastrano alle illustrazioni del londinese Dan Williams e risponde alla crisi internazionale dei rifugiati. E’ nato in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati UNHCR, con la quale Hosseini ha deciso di lavorare, diventando anche Ambasciatore di Buona Volontà dell’UNHCR, dopo aver vissuto sulla propria pelle l’esperienza del rifugiato.

Khaled Hosseini, l’autore de Il cacciatore di aquiloni Mille splendidi soli, a 14 anni vide i carri armati invadere il suo Afghanistan: mentre lui e la famiglia erano a Parigi, la loro casa fu distrutta. Si ritrovarono quindi, come rifugiati, negli Stati Uniti, dove Khaled andò in una scuola in cui non capiva la lingua e fece amicizia con dei ragazzi con i quali aveva in comune semplicemente la condizione di “profugo”. Certo, la condizione in cui si ritrovò il giovane autore è ben distante da quella dei migranti odierni nel Mar Mediterraneo, ma la sua esperienza gli ha donato una sensibilità particolare nel trattare questo tema così scottante.

“Un cantastorie di enorme talento che sa toccare tutte le corde del cuore”The Times

“Hosseini riesce a dare alle sue storie un’aria di universalità che va oltre alle vicende che racconta”Corriere della Sera

“Mio caro Marwan”. Con queste parole si apre una lettera di un padre al proprio figlio, Marwan. Una lettera nella quale riemergono i ricordi di una vita passata dominata da piccole sicurezze e attimi di felicità semplici, tra i campi di papavero e le strade di Homs. Una lettera in cui il futuro è segnato, al contrario, da incertezza, terrore, attesa, ma anche ricerca della speranza, nonostante la paura.

Sono solo parole,
l’espediente di un padre.
La fiducia che riponi in me
mi strazia.
Perché questa notte riesco solo a pensare
a quanto è profondo il mare,
a quanto è vasto e indifferente.
E a come sono impotente io,
incapace di proteggerti.
Non posso fare altro che pregare.

Il racconto nasce in ricordo di Alan Kurdi, annegato nel settembre 2015 nel Mar Mediterraneo. Egli è solo uno dei tanti annegati sulla strada che li avrebbe condotti alla salvezza. In fuga da guerre, da violenze di ogni genere, essi sono i protagonisti delle migrazioni degli ultimi anni, protagonisti del Mediterraneo, ma spesso dimenticati dal punto di vista umano.

In sole 56 pagine, con poche parole, ma scelte con cura, come una poesia accompagnata dalle onde del mare, Khaled Hosseini dona voce ad un padre che cerca di rassicurare il figlio e intanto prega, perché sa che quell’acqua scura è più minacciosa di quel che possa sembrare e conosce fin troppo bene il destino degli uomini pieni di speranza che intraprendono un viaggio sulle barche della salvezza.

Poche pagine di una dolce e tormentata melodia, accompagnata da illustrazioni in sintonia perfetta, che emozionano e lasciano il segno. Sembra quasi di sentire la voce sussurrata del padre, che sulla spiaggia abbraccia il figlio, si sentono quasi i brividi e le guance tagliate dalle lacrime subito nascoste: Preghiera del mare non è un vero romanzo, ma è, appunto, una preghiera che trasporta l’animo. Una preghiera laica, perché il padre non si rivolge ad alcuna divinità, ma sembra rivolgersi in qualche modo ad ogni lettore e, più in generale, alle nostre anime.

Nonostante le pochissime pagine, i pochi minuti di lettura che questo racconta può rubare, è un libro che dà molto su cui riflettere, non ti lascia prendere fiato, anzi: te lo toglie.

Sopra la risacca sento la voce di tua madre,
che mi sussurra qualcosa all’orecchio.
“Se vedessero, caro.
Se vedessero anche solo la metà
di quello che porti con te
sarebbero certamente più gentili.” […]
Perché tu sei un carico prezioso, Marwan,
il più prezioso di tutti.
Vorrei che il mare lo sapesse.
Inshallah.

Tra le tante opere d’arte nate dalla vicenda di Alan, per ricordare il bambino e per sensibilizzare la popolazione mondiale a questa tematica attuale e sempre problematica, Preghiera del mare occupa sicuramente un posto nel podio. Molto più che parole di memoria per il piccolo ritrovato a pancia in giù sulla spiaggia, di cui le foto hanno intasato i media, Preghiera del mare è un invito ampio ad immedesimarsi nel ruolo dei rifugiati, genitori e figli, umani.

Varrebbe la pena concludere con una poesia di un’altra epoca: così scriveva Pasolini, nei lontani anni Sessanta, in Profezia:

Essi sempre umili

essi sempre deboli

essi sempre timidi

essi sempre infimi

essi sempre colpevoli

essi sempre sudditi

essi sempre piccoli,

essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare […]

FONTI

Khaled Hosseini, Preghiera del mare, SEM, 2018

corriere.it

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