regina d'egitto

Un’inedita Regina d’Egitto nell’intrigante manga di Chie Inudoh

Ella eserciterà una regalità benevola nell’intero Paese. A lei il mio ba, a lei la mia potenza, a lei la mia venerazione, a lei la mia corona bianca! Certamente ella regnerà sui Due Paesi e guiderà tutti i viventi […] fino al cielo. Io unisco per lei i Due Paesi nei suoi nomi, sul seggio di Horus dei viventi, e assicurerò la sua protezione ogni giorno, con il dio che presiede a quel giorno.

Christiane Desroches Noblecourt- La regina misteriosa. 

Conversando sull’Antico Egitto, tra Nilo, Piramidi e Faraoni, c’è sempre qualcuno che non vede l’ora di menzionare Cleopatra. La si riconosce come una delle maggiori personalità femminili dei tempi antichi, nonché sola ed unica Regina dei Re. E se invece vi dicessero che non è così? Che in realtà ci sono state molte donne prima di lei, pronte a tutto pur di portare avanti i loro ideali, lasciando così una forte impronta storica come grandi Faraoni d’Egitto? Donne come Merneith, Faraone della I dinastia e Nicrotis, ultima sovrana della VI dinastia. Ma anche Nefrusobek, che assunse addirittura il titolo di Signora dell’Alto e Basso EgittoAhhotep I, la grande regina guerriera. Tutte degne e rispettabili sovrane della dinastia egizia.

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Retrocoperta La Regina d’Egitto- L’occhio azzurro di Horus

Il ritratto a lungo celato

La mangaka Chie Inudoh, per la sua prima opera scritta e disegnata, ha deciso di far luce su una di loro. In particolare su colei che “diventerà il più nobile dei regnanti in comunione con Amon”, la principessa Hatshepsut. Si tratta della quinta sovrana della XVIII dinastia d’Egitto, vissuta tra il 1513 e il 1458 a.C. Così La Regina d’Egitto: l’occhio azzurro di Horus si presenta  come un’avvincente trasposizione fumettistica. Già a partire dalla curatissima sovracoperta di carta ruvida simil papiro, carica di sfumature dorate e di un’ingente quantità di turchese, riflette notevolmente l’epoca in cui è stata ambientata.

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La Regina d’Egitto- l’occhio azzurro di Horus

La leggenda

La storia è ambientata in un Egitto contraddistinto da sovrani potenti quanto gli dei che tanto idolatrano, la cui discendenza è tramandata per via matri-lineare. Qui, il dio Amon-Ra decide di assumere le sembianze del faraone Thutmose I, così da congiungersi con la Regina Ahmes e dare alla luce la bambina destinata a diventare la capostipite della famiglia reale. Nonostante sia un’opera fortemente contestualizzata dal punto di vista storico, le vicende assumono fin dall’inizio un piglio romanzato. Questo si inserisce nello sviluppo e nella realizzazione di veri e propri personaggi a tutto tondo, pre non contare il forte impatto della lotta di emancipazione femminile, ben lontana dai soliti clichè. Grazie a tutti questi preziosi e originali dettagli, questo seinen – manga targettizzato per un pubblico maschile adulto –  è sempre più appetibile al pubblico.

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La Regina d’Egitto- l’occhio azzurro di Horus

Una vita prestabilita

Ma conosciamo meglio il contesto. Siamo all’inizio del cosiddetto Nuovo Regno, nel giorno del matrimonio della protagonista con l’arrogante fratellastro Sethi. Quest’ultimo è nato dall’unione tra il faraone Tuthmose I e una concubina e brama il trono d’Egitto sin dalla nascita, ma è consapevole di doverlo condividere con la reale discendente, la cosiddetta Grande Sposa Reale. Tra i vari festeggiamenti, l’autrice ci riporta quindi a tre anni prima, attraverso un flashback, mostrandoci una principessa dalla forte indole temeraria e da una particolare affinità con la natura e gli animali.

Una ragazza maschiaccio, insomma, che ama portare i capelli corti, preferisce la lotta ai classici passatempi “femminili” e ammira il padre come abile condottiero di guerra. Così decisa che neanche il fratellastro può tenerle testa. Le è tuttavia ancora ignara del potere insito nella bellezza e tantomeno delle intenzioni di chi la vuole rendere una “bambola reale”. Ma la vita e il destino metteranno presto la principessa di fronte a circostanze che la cambieranno radicalmente.

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La Regina d’Egitto- l’occhio azzurro di Horus

La volontà di rinascere

Attraverso un complesso e ambiguo percorso di maturazione della protagonista, l’autrice fa ritorno al presente, dove subentrano le prime divergenze di idee tra i due coniugi su come gestire il regno. Da una parte Sethi decide di adottare il pugno di ferro, creando masse di schiavi e sacrificando gente in onore degli Dei. Dall’altra Hatshepsut vuole affidarsi alla diplomazia, cercando di trattare con i paesi vicini per garantire il benestare del regno e dei sudditi. Sfruttando il proprio acume e la propria avvenenza, Hatshepsut riuscirà a ritagliarsi un ruolo sempre più importante a corte. Come donna, ma soprattutto come regina. E proprio attraverso questo importante ruolo cercherà di sovvertire la tradizionale dinastia governata da soli uomini e affermare il suo dominio come Faraone d’Egitto.

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La Regina d’Egitto- l’occhio azzurro di Horus

La maschera della femminilità

Ma ad incuriosire veramente il lettore non sono solo gli intrighi e i tradimenti di corte. Quanto l’evoluzione della protagonista, capace di nascondere dietro acconciature e sfarzi il carattere ribelle e rivoluzionario dell’adolescenza. Un lato in lei nascosto che le permette di sviluppare una tempra degna di un grande guerriero e generale stratega, dimostrando così di essere la legittima erede al trono.

Il titolo, disponibile in Italia da gennaio 2020 nell’edizione J-Pop, vede all’attivo ben 7 volumi ed è ancora in corso in Giappone. A partire dalla lettura di questo primo tankobon – di circa 200 pagine – L’occhio azzurro di Horus, la serie si è dimostrata capace di strizzare l’occhio sia ai profani che ai cultori dell’Antico Egitto. In questo modo offre un racconto avvincente, ricco di battaglie e colpi di scena, ma con riflessioni importanti sul ruolo della donna e sul tema dello stupro.

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La regina d’Egitto- l’occhio azzurro di Horus

Un piccolo tesoro egizio

Da buon seinen non si fa mancare qualche pizzico di fanservice, con un discreto numero di nudi espliciti e ammiccamenti sessuali. A tutto ciò, l’autrice ha affiancato uno stile visivo fresco e delicato, non troppo originale sul versante del design, ma ugualmente dettagliato ed elegante dal punto di vista degli scenari, degli abiti e degli accessori egizi. E tale particolare è molto evidente fin dal retro della sovracoperta, privo della consueta descrizione della trama, come a non voler rovinare il disegno e le sfumature. Come ciliegina sulla torta, alla fine del volumetto sono presenti alcune schede tecniche, contenenti curiosità divertenti sulle divinità egizie. Non solo, ma ricche anche di dettagli sui personaggi principali e sul periodo storico in cui è ambientata la storia.

Mettiamo quindi sul banco un connubio di intriganti tavole in stile manga, ornamenti dell’antico Egitto e atmosfere a metà tra sacralità e magia. Così l’artista e mangaka Chie Inudoh è riuscita a delineare la storia di una donna fiera e caparbia, battagliera e moderna per i suoi tempi. In conclusione, una vera Regina d’Egitto, più contemporanea che mai.


CREDITS

Immagini a cura di Giulia Raffaelli

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