“Un giorno ideale per i pescibanana” di J.D. Salinger

Un giorno ideale per i pescibanana è un racconto breve di Jerome D. Salinger, forse il migliore che abbia mai scritto. Per certi aspetti sfiora quasi la perfezione. Viene pubblicato per la prima volta nel 1948 sulla rivista «New Yorker». In seguito ristampato più volte, confluisce infine nella raccolta Nove racconti (1953).

La prima parte

Il racconto è diviso in due parti. Inizialmente assistiamo alla telefonata tra Muriel Glass e sua madre. Muriel Glass è una ragazza in una stanza d’albergo che sta aspettando da ore la linea libera per fare una chiamata. Il personaggio ci viene tratteggiato da una serie azioni: ad esempio legge una rivista, lava una spazzola e un pettine, smacchia una gonna, si  strappa due peli da un neo, si mette lo smalto. Di lei sappiamo solo che “era il tipo di ragazza che non pianta le cose a metà – qualsiasi cosa – per un campanello”.

La conversazione con la madre delinea le circostanze. Con maestria Salinger dissemina dettagli ed entra nel cuore del problema, senza mai menzionarlo direttamente. La madre vuole sapere chi ha guidato, per assicurarsi che il marito della figlia, Seymour Glass, non abbia fatto “quei suoi scherzetti con gli alberi”. Scopriamo che di recente ha fatto un incidente in auto e che soprannomina la moglie in modo offensivo. Veniamo a conoscenza del fatto che Seymour è stato in Germania, da dove ha portato alla moglie un libro di Rilke. Si inizia a parlare dell’ospedale dell’esercito, dal quale, secondo la madre di Muriel, non avrebbero dovuto dimettere Seymour, perché è malato. L’apprensione dei genitori di Muriel aumenta, la ragazza dovrebbe tornare a casa. Ma Muriel non vuole rinunciare a una vacanza. Poi rassicura la madre: uno psichiatra soggiorna nello stesso albergo, non c’è bisogno di agitarsi.

Il lettore non sa a chi dare credito, perché la tranquillità di Muriel controbilancia l’angoscia di sua madre. In ogni caso la conversazione seria scivola su argomenti leggeri, tra cui scottature, vestiti, conoscenze comuni che stemperano la tensione. Appena prima che Muriel rimetta giù il telefono, tornano a parlare di Seymour. Uno dei suoi comportamenti bizzarri consiste nel tenersi addosso l’accappatoio in spiaggia, per non mostrare un tatuaggio che non ha.

La seconda parte

La seconda parte è ambientata in spiaggia. C’è Sybil Carpenter, una bambina di cinque anni che dorme nello stesso albergo di Seymour e Muriel. Non appena la madre le spalma la crema, corre da Seymour. Sembra molto affezionata a lui e prova nei suoi confronti un fascino frutto dell’idealizzazione infantile. Seymour è sdraiato sulla sabbia, i due parlano. Forse siamo portati a temere per Sybil, perché ormai crediamo Seymour almeno in parte un individuo pericoloso. Il ragazzo però compie solo ogni tanto qualche stranezza innocua: scambia il giallo del costume della bambina per blu e le afferra le caviglie. Vanno a fare il bagno per cercare di “acchiappare un pescebanana”.

I pescibanana sono dei pesci che entrano in una “grotta bananifera” dove si ingozzano di banane, finché non riescono più a uscirne. Lì muoiono di “bananite”. Sybil dice di averne avvistato uno. Poco dopo escono dall’acqua. Tornando in albergo, Seymour è convinto che una donna gli stia fissando i piedi in ascensore. Arriva in camera, Muriel sta dormendo. Seymour prende la pistola e si uccide.

Lo stile

La scrittura è dettagliata e asciutta. Ci vengono mostrati con grande realismo i fatti, come i personaggi agiscono, non cosa provano o pensano, anche se talvolta questo si può ricavare di conseguenza. Il lettore è chiamato a intuire ciò che viene taciuto.

Grande spazio è lasciato al dialogo. Viene reso il linguaggio e il modo di comunicare di una bambina. Sybil si inventa parole come “acchiappatoio”  e ripete “Che cosa acchiappi se non te lo togli” e si rivolge a Seymour con “non te lo togli”, riferendosi in continuazione all’accappatoio. Qui però la traduzione italiana è distante dal senso dell’originale, dove il gioco di parole si basa sul nome di Seymour Glass. Infatti Sybil dice “see more glass”, “Did you see more glass?”, “Are you going to the water, see more glass” e “Are you going to the water?”, invece di “non te lo togli”.

I pescibanana

Si percepisce l’impossibilità di comunicare per una persona che l’esperienza traumatica della guerra separa da tutti gli altri. Nessuna delle persone che ha accanto riesce a cogliere il problema di Seymour fino in fondo: sua moglie non vuole vedere l’esistenza di un problema, finge che tutto abbia l’aspetto della normalità; i suoi suoceri si preoccupano per l’incolumità della figlia, nient’altro. Seymour riesce a confidarsi in qualche modo solo con una bambina, forse meno superficiale del resto dell’umanità che viene delineata, con la metafora dei pescibanana.

Sono stati attribuiti loro diversi significati. Tra questi, c’è l’ingordigia che ingigantisce l’ego dell’uomo a tal punto, fino a che non riesce più a uscire dalla “grotta”. L’uomo non si smuove più dalle proprie posizioni, arrivando a commettere le atrocità della guerra. Seymour Glass soffre di disturbo da stress post-traumatico. Eppure al suo male si allude solo indirettamente. Bisogna considerare inoltre che Salinger stesso nel 1942 si arruola e va a combattere in Europa. Partecipa al D-day, durante l’avanzata in Normandia conoscerà Hemingway.

Seymour Glass alla fine si uccide, forse è questo il destino inesorabile dei pescibanana o la via di fuga dal destino stesso. In ogni caso sarebbe riduttivo credere di poter trovare un’unica interpretazione calzante fino in fondo. Il racconto termina con una sensazione di compiutezza, quasi il finale potesse essere necessariamente implicato.

La famiglia Glass

Infine la famiglia Glass ritorna in Salinger con Franny e Zooey, romanzo breve del 1961. Seymour è citato in quanto figlio andato in guerra e poi morto suicida. Era il fratello maggiore di Franny, ragazza di vent’anni in crisi spirituale, protagonista della vicenda. Salinger aveva poi previsto una trilogia sui fratelli della famiglia Glass, che però non viene mai conclusa.


FONTI

Foresthillshs.enschool.org

Lindipendente.it

Occhionotizie.it

Jerome Salinger, Nove Racconti, Einaudi, 2014

Jerome Salinger, Franny e Zooey, Einaudi, 1979

CREDITS

Copertina

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