La lettura: qualche consiglio per non considerarlo un passatempo

Recentemente è stato pubblicato un articolo sull’«Huffington Post» capace di svoltare il corso dell’estate: l’articolo si intitola 30 Books You Should Read Before You’re 30. È un’idea interessante quella di invogliare alla lettura proponendola come un arricchimento esistenziale, prospettiva che ad oggi è decisamente carente. La lettura di un libro non è un compito per scuola, non è il dovere di essere “acculturati”; è un’esigenza dello spirito, di cui dobbiamo conservare e alimentare la natura curiosa e impaziente. È una curiosità maturata e matura quella che si acquieta nella lettura e che trova piena soddisfazione in essa.

Da bambini infatti siamo spinti a tastare, mordere, annusare qualunque oggetto, e corriamo in cerca della novità. Ma già da giovani adulti dovremmo essere sazi della corsa in una dimensione fisica, e godere anche della corsa in una dimensione altra, in mondi che non potremmo trovare neanche viaggiassimo per tutta la vita. Su questa dimensione di viaggio immaginario affiniamo la nostra personalità, mettiamo alla prova la nostra immaginazione, e ci appropriamo di esperienze altrui. Quando nacquero i libri la maggior parte del popolo era analfabeta, ma lo spirito curioso anelava a riconoscere le lettere in quanto tali, e così poco alla volta tutti iniziarono a leggere. Oggi non ci sentiamo assolutamente privilegiati nell’essere alfabeti e nel possedere dei libri, ma anzi il grosso dei lettori si rivolge alla cosiddetta letteratura d’intrattenimento perché questa svolge il compito che sembra si addica alla lettura: un passatempo.

«Lo Sbuffo» vorrebbe invitarvi a provare a leggere dei libri, spesso dati a scuola per compito o che potrebbero sembrare noiosi dal titolo. A volte noiosi in alcune pagine, perché anche i libri, come le vite, hanno un velo d’apparenza che può renderli mediocri, ma che al termine si scioglie lasciando evidente la sostanza.

La nostra personale opinione è che sia più facile iniziare dai recenti, perché la lettura è un’educazione, e molti all’inizio si spaventano a sentire nomi troppo antichi, anche se alla fine del percorso, leggendoli, capiranno quanto gli antichi possano essere ancora vicinissimi a noi. Ecco, allora, una lista di libri da leggere nella vita.

Un libro di Murakami (personalmente L’uccello che girava le viti del mondo)

Sandor Marai, Le braci

Simenon, Tre camere a Manhattan

Alessandro Baricco (personalmente Oceano mare)

Eric Hobsbawm, Il secolo breve

Umberto Eco, Il nome della rosa

Italo Calvino (personalmente la trilogia degli antenati)

Leonardo Sciascia

Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita

Alberto Moravia, Gli indifferenti

Vasco Pratolini, Cronache di poveri amanti

Herman Hesse, Siddharta

Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere

Ernest Hemingway (personalmente Addio alle armi)

Italo Svevo, La coscienza di Zeno

Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo

Émile Zola, Germinale

Hugo, Notre-Dame de Paris

Gustave Flaubert, Madame Bovary

Un “mattone” russo (personalmente Anna Karenina)

Alessandro Manzoni, I promessi sposi

Giovanni Verga, I Malavoglia

Un poema cavalleresco (personalmente l’Orlando furioso)

Niccolò Machiavelli, Il principe

Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene

I classici greci e latini: Plutarco e Cicerone possono essere un bell’inizio.


Fonti

Crediti

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