
“Io non sono un esperto, ma dovrebbe significare parola, discorso, logica. Mi sembra giusto fare un festival della logica, anche perché oggi se n’è persa la capacità e, mi sembra ottimo pensare a un festival che possa farla recuperare, questa parola strana: logica” risponde così, l’attore Salvatore Ficarra, alla richiesta di un parere sul festival.
Parte da una bella premessa questo Festival, tenutosi dal 24 al 27 settembre 2026 nella splendida cornice di Villa Filippina, in pieno centro di Palermo. La parola LOGOS in un periodo come questo dove le parole sono importanti, vuole invitare la cittadinanza al confronto tramite il discorso, la ragione. In un’epoca in cui gli utenti dei social spesso non si prendono cura della parola, dobbiamo oggi ritrovare il senso della responsabilità del logos.
PAROLE DAL MEDITERRANEO PER LA SCRITTRICE NADIA TERRANOVA
“Logos è un grande albero, alle radici di questo albero c’è la Sicilia e con il festival vogliamo raccontare tutte le lingue della nostra storia”. Attraverso queste parole, la scrittrice Nadia Terranova che si definisce di origini dello stretto e non soltanto siciliana, ci racconta un festival in cui il libro di carta sembra aver fatto un passo in avanti nonostante la tecnologia che avanza, con numerose alternative alla classica lettura.
“Ho notato che i giovani di oggi riescono a ritagliarsi più tempo per la lettura sulla carta, rispetto agli adulti, che per svariate ragioni fanno più fatica, questo perché a livello neurologico il libro di carta è maggiormente dinamico e produttivo.”
La percentuale dei giovani con età compresa tra i 15 ai 17 anni, infatti, cresce di almeno il 5% dal 2025 al 2026, mentre quelle tra i 18 e i 34 anni, cresce del 2%. Quasi sei persone su dieci leggono quindi un libro all’anno. Per quanto possa sembrare un numero basso per i lettori accaniti, deve essere preso come buon auspicio per l’aumento sempre maggiore di lettori appassionati e consapevoli.
E proprio da questa riflessione mi piace usare nuovamente le stesse parole della scrittrice che, grazie a questo festival, contribuisce a una rete di incontri volti a sensibilizzare alla con-partecipazione. Mantenere un biglietto con una cifra bassa, 3 Euro al giorno e 9 Euro per partecipare ai quattro giorni di festival, ha permesso al pubblico di andar via dal festival con uno o più libri acquistati dagli stand dei librai, i veri protagonisti del festival.
“Le parole creano la realtà, non devono rispecchiarla, la letteratura passiva che rispecchia la realtà infatti, non smuove le cose. Una letteratura attiva, uno sguardo attivo che può essere anche uno sguardo politico, attraverso l’arte è una letteratura che restituisce una narrazione e quindi ne crea altre. Smuove la realtà appunto.”

UN’ISOLA DEI TESORI
Tra i vari appuntamenti che sono stati proposti, mi sono soffermata a lungo sul panel al Palco Regione Sicilia che accoglieva il giornalista e scrittore Gaetano Savatteri, nonché direttore di Una Marina di libri e Laura Anello, direttrice del Festival Le vie dei Tesori. Il panel moderato dalla stessa Nadia Terranova, presentava invece in anteprima il libro “L’isola dei tesori. Atlante sentimentale della Sicilia” edito da Kalós.
Il libro racchiude i luoghi che custodiscono la storia della Sicilia, dalle Cave di Cusa di Selinunte alle isole Egadi, dal Palazzo Reale di Palermo con i suoi poeti, alla Messina di Antonello, svelando un’isola in continua trasformazione. Un romanzo nato dopo vent’anni di crescita con Le vie dei Tesori e che verranno festeggiati con un grande evento a ottobre presso lo storico Grand Hotel et des Palmes di Palermo. L’hotel liberty che ha ospitato Richard Wagner, Guy de Maupassant, Oscar Wilde, Francesco Crispi e Vittorio Emanuele Orlando, ed era frequentato assiduamente da Ignazio Florio.
Durante il panel, Laura Anello ha restituito dati della grande manifestazione che ogni anno apre le porte di palazzi, monumenti e luoghi che fanno la storia della città di Palermo e non solo. Ormai infatti, la manifestazione si è espansa fino a Mantova. Ben 164 mila visitatori in giro per Palermo sono stati registrati nell’ultimo anno e la meraviglia della gente che esplora luoghi incantevoli, spinge la Anello ad innamorarsi sempre e nuovamente della sua isola. “L’apertura dei rifugi antiaerei sotto il municipio di Palermo è stata una grande emozione, vedere 14 mila visitatori fare le file per vivere questa esperienza storica che di solito vediamo solo nei film. Le persone anziane che portavano con sé foto che immortalavano quel periodo storico. Un’esperienza diretta che non ha prezzo”.
La presentazione mette in evidenza la bellezza e l’importanza di un’isola che si presenta anche con le sue mille contraddizioni, esposte perfettamente e anche con un pizzico di provocazione, dallo scrittore Gaetano Savatteri che esordisce dicendo “Una Sicilia che poteva avere l’ambizione di essere una realtà nazionale. Lo sguardo di noi siciliani è uno sguardo selettivo, io abito nell’antico quartiere della Kalsa, quando esco dal terrazzino e guardo in basso, nell’angolo della strada vedo un materasso, un divano, un frigorifero abbandonati, la domenica mattina passano i rifiuti speciali e portano via tutto, il lunedì si ricomincia daccapo. Ora, io alzo lo sguardo e mi focalizzo sul cielo, sul mare, selezionando ciò che desidero vedere, ecco, Laura Anello lo fa promuovendo la bellezza”.
Perché diciamolo, una terra dai svariati colori ha bisogno di essere sensibilizzata, dalle scuole fino anche al negozio dei souvenir, dove Palermo non deve essere solo una miniatura dentro la palla di neve, ma lo specchio di un’umanità capace di rendersi partecipe.

SGUARDI FINALI
“Leggere è facile, scrivere è più complicato” diceva Natalia Ginzburg che faceva della scrittura il suo mestiere e non un lavoro o un’occupazione, bensì un’attività legata alle mani, vero e proprio artigianato.
C’è un’avanzata degli scrittori, penne nuove che hanno prodotto molte storie, storie diventate film, trasformate in podcast, che ispirano la musica e il teatro. Alcuni dicono che ci sono più scrittori che lettori. Altri affermano invece che l’autostima ha fatto nascere nuovi generi di scrittura, che sono in continuo confronto con l’avvento dell’intelligenza artificiale. Qualunque sia l’origine di una storia, non c’è dubbio che negli ultimi anni abbia portato con sé un nuovo modo di leggere la letteratura, e soprattutto, di metterla in discussione. Questo cambiamento alimentato anche dai festival letterari che, a partire dal Salone del libro di Torino – grande vetrina e importante fetta di mercato per i librai – portano anche nelle piccole città l’opportunità di dare visibilità e spiccare il volo a narratori meno conosciuti. Questi festival che, in un certo qual modo, valorizzano il territorio, all’interno delle pagine di trame inventate, ispirate e trasognate.
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Immagini dell’autrice