The Walking Dead: Negan e Rick sono davvero così diversi?

Dopo mesi di attesa, finalmente i fan di The Walking Dead hanno scoperto qualcosa in più del super villain Negan. Il primo episodio della settima stagione è in un certo senso il vero e proprio biglietto da visita del cattivo, che ha dimostrato una violenza mai vista prima. Soprattutto però l’episodio ci ha posti di fronte all’inevitabile confronto tra lui e il nostro tanto amato Rick. Fin dove infatti possiamo veramente tracciare una linea di confine tra Negan e Rick, tra Bene e Male?

Dopo sette stagioni infatti Rick è diventato un leader che vuole proteggere ad ogni costo il proprio gruppo, dimostrando a volte il suo lato più oscuro, crudele e insensibile almeno quanto Negan verso coloro che non fanno parte della sua cerchia. Eppure siamo spesso portati a difendere le sue azioni proprio poiché votate a proteggere la propria famiglia, di cui si assume ogni responsabilità. Seguendo tale logica però Rick è arrivato ad incarnare il paradosso vivente di colui che per evitare di diventare vittima diventa carnefice, anche là dove non sarebbe strettamente necessario -basti pensare all’iniziale piano di uccidere i “deboli” di Alexandria poiché ipoteticamente pericolosi. È dunque un personaggio al limite, capace di diventare facilmente al pari del Governatore o di Gareth qualora dovesse perdere la sua fondamentale umanità e il suo codice d’onore, come quando dopo la rissa con Peter minaccia tutti puntandogli addosso la pistola.

Rick insanguinato nella quinta stagione minaccia l’intera Alexandria, “Ancora non capite.[..] Noi sappiamo cosa bisogna fare e lo facciamo”

Negan invece non sembra mostrare umanità: le sue azioni sono tutte votate al mantenimento del potere, e non tanto per vendicare persone a lui sottomesse a cui non tiene, poiché l’uccisione dei suoi non è per lui che la fastidiosa perdita di validi servi del suo regno. Così è subito pronto a sostituirli sottomettendo Rick e i suoi, vedendo in loro ottime qualità. Alla base del suo pensiero non vi è dunque l’amore di Rick, ma il pragmatismo di un dittatore insensibile, evidente soprattutto nel momento in cui deve scegliere chi uccidere: con la filastrocca Eeny, meeny non sta lasciando nulla al caso, ma sta valutando le sue vittime guardandole negli occhi, per vedere chi tra queste potrebbe essergli più utile. Non essendoci dunque “giustificazioni alte” al comportamento di Negan siamo portati a considerare lui il cattivo, Rick il buono.

Eppure se dovessimo fare un conto oggettivo delle azioni che ha fatto Rick, e porle a confronto con Negan, potremmo considerare anche Rick uno dei cattivi. Del resto guardando tutto l’arco della storia di Rick, ovunque sia andato non ha fatto altro che imporre il proprio volere e il proprio gruppo, ponendosi come l’unico che sapeva davvero cosa fare per sopravvivere e per proteggere tutti. Chi si ribellava doveva ancora capire il nuovo ordine delle cose, e qualora non avesse capito sarebbe stato eliminato. È un ragionamento davvero così lontano dalle imposizioni di Negan? Sembrerebbe proprio di no, e Negan ne è consapevole

La scena di Lucille dunque è interpretabile come una vera e propria messa in scena, cui scopi sono la conferma del potere di Negan, la sottomissione di coloro che l’hanno sfidato ma soprattutto la volontà di distruggere definitivamente Rick e l’enorme bugia dietro la quale si nasconde, ovvero quella di essere quello stesso poliziotto Buono ed onorevole della prima stagione

La violenza di Negan non è dunque del tutto gratuita, è brutale sì, ma soprattutto è tattica. Siamo infatti di fronte ad un supervillain lucido e razionale, l’esatto opposto di un Rick che troppo spesso non riesce a valutare la situazione in maniera lucida, e che, offuscato dal dolore, ha saputo dimostrare una considerevole spietatezza ed incoscienza. Paradossalmente dunque Negan è stato meno violento di quanto avrebbe potuto dimostrare d’essere Rick, e di quanto lo stesso Negan può benissimo essere. Come anche Jesus ha confermato, Negan sa essere ragionevole, mentre Rick ha dimostrato di non esserlo (come dimenticare il suo “Questa non è più una democrazia” della seconda stagione?).

Ciò che fondamentalmente rende Rick diverso da Negan è il sadismo di quest’ultimo. Se Negan prova piacere nel dimostrare di essere capace di una violenza estrema, e soprattutto non prova rimorso per tale violenza, Rick ne è quasi sempre tormentato, o per lo meno ne viene profondamente cambiato, come dimostra la sua evoluzione durante le stagioni. Per quanto infatti a volte ne abusi, Rick è stato portato alla violenza, unico modo per sopravvivere, mentre per Negan la violenza non è altro che un mezzo per stabilire il proprio dominio. Negan sembra più un bullo che ama giocare con le proprie vittime, o un dio contorto che ama mettere alla prova i propri fedeli. Non è un caso dunque che in questa prima puntata Rick abbia dovuto provare la sua fedeltà come un nuovo Abramo con il figlio Isacco. Inoltre è plausibile pensare che, a differenza di altri cattivi come il Governatore o Gareth, Negan non abbia avuto un passato tormentato, e che la violenza del nuovo mondo non abbia fatto altro che enfatizzare il suo modo di essere.

Ciò che affascina di Negan è proprio il fatto di non essere di fronte ad un uomo che rotto dal suo passato si è mosso verso azioni sempre più crudeli. Siamo di fronte ad un cattivo che sembra essere puramente cattivo, ma allo stesso tempo così carismatico e dall’umorismo così contorto che quasi ci piace. E in fin dei conti, Negan non sembra altro che una deriva, forse più divertente, ma prima o poi inevitabile di Rick.


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