Grupp Scout Olevano Romano 1

Gli scout ai tempi del Coronavirus : saper reagire alle difficoltà

Di fronte alla pandemia da Covid-19, che da diversi mesi sembra aver stravolto la vita di ognuno di noi, numerosi gruppi scout di tutta Italia, coraggiosi, stanno riprendendo le loro attività educative, tra mille difficoltà e nuovi protocolli.

scout

Lo scoutismo

Lo scoutismo, sia AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani), sia CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori), è uno dei movimenti più grandi al mondo. Conta all’incirca quaranta milioni di iscritti ed è definito come:

un movimento educativo, volontario, non politico, per i giovani, aperto a tutti senza distinzione di origine, razza o credo, in accordo con lo scopo, i principi ed il metodo concepiti dal fondatore Baden Powell.

Riguarda i giovani dai sette anni circa, età in cui si è lupetto o coccinella e ci si impegna a “fare del proprio meglio“. E va fino ai diciannove anni, età in cui “si è pronti a servire“. Le loro attività di carattere prettamente pedagogico-educative hanno lo scopo di formare cittadini consapevoli, responsabilmente impegnati nella vita del loro paese e predisposti ad essere futuri cittadini del mondo, volenterosi di migliorare la propria società e sostenitori convinti della fratellanza tra i popoli. Si svolgono sempre insieme, in una comunità formata da grandi e piccini.

Reinventarsi

Per gli scout il rapporto umano è alla base di ogni gioco, di ogni momento di condivisione. Quello stesso rapporto umano che a causa del Coronavirus hanno dovuto, da buoni cittadini, come d’altronde il resto della società, limitare durante il periodo del lockdown. Limitare e non accantonare, perché come detto dal fondatore Baden Powell (per gli amici BP):

Se non c’è la strada inventala.

Infatti gli scout si sono reinventati. E pur di continuare il loro grande gioco ultracentenario, hanno imparato ad essere lontani ma vicini, tramite piattaforme digitali come Meet, Skype e Zoom, pregando o facendo riunione attraverso un cellulare, un pc o un tablet. Ardita sfida per bambini, adulti e ragazzi abituati a vivere i loro momenti all’aperto e a stretto contatto con la natura. Per tutti i gruppi, niente San Giorgio: campo in cui si riuniscono tutti i gruppi di una zona per festeggiare il patrono degli Esploratori e delle Guide e rinnovare la loro Promessa. E nemmeno San Paolo: patrono dei Rover e delle Scolte.

Affrontare la pandemia nel giusto modo

Nonostante la certezza che le attività del passato non sarebbero state possibili nell’immediato futuro causa pandemia, gli scout hanno avuto il coraggio, rispettando la distanza di sicurezza, indossando le mascherine, evitando abbracci e strette di mano, di affrontare la situazione. E sono stati pronti riprendere pian piano le varie attività all’aperto, ovviamente facendo cerchi senza prendersi per mano e soprattutto a piccoli gruppi. Senza però mai scoraggiarsi.

Le risposte

Numerose sono state le risposte di riapertura in ogni parte d’Italia. Dal CNGEI di Vicenza, che ha rilasciato un’intervista a La Repubblica, a numerosi gruppi di Bergamo, il centro della pandemia. O ancora, i piccoli gruppi scout dei paesi della provincia di Roma, come quelli della Valle del Sacco. Questi ultimi, oltre ad affrontare i problemi legati alle strutture, a volte troppo piccole e inadatte a mantenere la distanza di sicurezza, hanno dovuto affrontare anche il problema dell’abbandono del gruppo. Sia da parte sia di alcuni capi che si sono sentiti inadeguati a svolgere tale situazione, sia da parte dei Lupetti e delle Coccinelle. Commoventi sono state le video-chiamate a distanza. Ma altrettanto emozionante è stata per tutti la giornata di riapertura in cui si sono ritrovati ragazzi sicuramente cresciuti e soprattutto cambiati da tale evento.

Nessuno di noi sa come si evolverà la situazione da Coronavirus nei prossimi mesi. Ma gli scout sanno guardare lontano. E soprattutto con il loro coraggio, la loro determinazione e la loro voglia di mettersi sempre al servizio degli altri, sapranno ancora una volta spazzare via le prime due lettere della parola impossibile.

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