Cartello per indicare una casa in vendita

Home sweet home: cercasi casa da sogno disperatamente

Era una casa molto carina, senza finestra, senza cucina. Nei disegni dei bambini le case sono tutte uguali: un grande tetto rosso con un bel camino dal quale esce una nuvola di fumo grigio, due finestre come fossero due occhi e, al centro, una porta del colore preferito. Da adulti, invece, le idee sembrano più definite durante la ricerca della casa da sogno. Alcuni preferiscono la cucina open space, altri invece vogliono il bagno in suite, rigorosamente con bidet e finestra. Da una parte c’è chi desidera il bagno con la doccia walk in, dall’altra chi non può rinunciare alla vasca idromassaggio. La verità è che comprare casa è diventato molto difficile, se non impossibile, soprattutto quando si tratta di trovare quella dei nostri sogni.

La casa non è un luogo, ma uno stato d’animo

Sempre più sentita è la necessità di una casa propria, un rifugio dove vivere serenamente ed esprimere liberamente la propria personalità. Tappa intermedia tra il matrimonio e la nascita dei figli, un tempo l’acquisto della casa era un traguardo fondamentale dell’età adulta. 

Oggi, però, lo scenario è diverso. I giovani italiani si confermano tra i più “mammoni” d’Europa. I dati Eurostat parlano chiaro: nel 2024 in Italia, il 49,8% dei giovani tra 18 e 34 anni viveva con i genitori, superando la media europea del 30%. Inoltre, il 62% dei Millennials tra i 29 e i 39 anni non è ancora riuscito a comprare la prima casa. Chi c’è riuscito, spesso ha potuto contare su un aiuto economico da parte della famiglia. Nelle regioni con più giovani che vivono con iPorta chiavi su un tavolo di legno. genitori si registra anche un tasso di disoccupazione particolarmente alto nella fascia 15-24 anni, alla quale è riservata metà dei tre milioni di contratti a tempo determinato: esattamente l’opposto di ciò che serve per costruire un progetto di vita attuabile.

Eppure, questa situazione non ha frenato la voglia di comprare una casa. La domanda in questo periodo è schizzata alle stelle, soprattutto da parte degli under 35, che hanno trovato nelle agevolazioni sui mutui una rete di sicurezza per esporsi economicamente e trovare la casa dei sogni. Paradossalmente, l’inversione di tendenza è trainata proprio dai giovani. Secondo l’Indagine sulla Generazione Z condotta dal Gruppo Gabetti con Toluna, emerge che il 38% dei ragazzi ha intenzione di comprare casa nei prossimi cinque anni. Infatti, lo studio riporta un incremento più deciso tra le famiglie in cui il principale percettore di reddito ha meno di 35 anni: rispetto al 60,2% del 2019, la percentuale di proprietari in questa fascia è salita al 64,7% nel 2023. 

 

Casa a prima vista

La ricerca della casa è un momento molto importante e delicato: si segue la costruzione, si sceglie l’arredamento e si valutano gli aspetti tecnici e pratici senza dimenticare i dettagli estetici.  La maggior parte dei giovani (60%) sente il bisogno di interagire di persona con un professionista esperto, in grado di semplificare il processo di acquisto, chiarire gli aspetti burocratici e fornire assistenza legale. 

Oggi la casa non è più solo un luogo da abitare, ma una superficie da esporre. Probabilmente perché non si abitano più solo le case ma anche i feed digitali. Non sorprende, quindi, che siano proprio i canali digitali a rappresentare il principale veicolo nella ricerca di una casa. Infatti, il 65% degli intervistati utilizza siti o applicazioni di settore, canali digitali delle agenzie immobiliari, blog e gruppi specializzati sui social; invece, il 60% afferma di affidarsi ai suggerimenti e alle raccomandazioni di famigliari e amici e il restante 46% ai canali tradizionali come agenzie immobiliari, pubblicità, annunci e cartelloni.

La casa delle bambole

Da piccoli, la casa non andava oltre quella cameretta: dove prima si costruivano fortini, una volta cresciuti la si sente stretta. In pochi avevano la stanza tutta per loro e quindi hanno dovuto imparare presto il significato di condivisione. Una generazione abituata a openspace, monolocali, microcase e co-living continua a sperimentare nuove forme dell’abitare.

Dopo l’esperienza del lockdown, cresce il desiderio di spazi aperti, vivibili e meno circoscritti. Il sogno di tanti ragazzi è la casa indipendente, magari con un bel giardino. Ogni angolo della casa è pensato come un’inquadratura, un frammento di racconto coerente da offrire allo sguardo altrui: cucine in continuità con soggiorni, corridoi eliminati, separazioni abbattute. Abitare il feed significa vivere la casa come se fosse un’estensione dell’identità digitale: uno spazio che deve parlare per immagini, comunicare senza parole, mostrare chi siamo (o chi vorremmo essere).

Il modello tradizionale “lavoro fisso – casa di proprietà – famiglia” lascia spazio a una nuova visione dell’abitare, dove la flessibilità dell’affitto è percepita come vantaggio. Il 43,8% di chi vive in affitto dichiara di preferirlo all’acquisto per la libertà di movimento e la gestione più agile della vita quotidiana. Dal punto di vista demografico, il 37,6% degli inquilini è single, mentre il 24,1% è rappresentato da coppie senza figli. Si delinea così un nuovo target di locatari, spesso giovani, lavoratori o studenti. Il concetto di stabilità legato alla casa di proprietà si sta indebolendo, soprattutto tra i giovani, sempre più orientati verso uno stile di vita dinamico.

 

Un sogno irrealizzabile

La crescita della domanda di affitti in Italia si scontra però con un’offerta che resta sostanzialmente stabile. Questo mismatch ha generato un rincaro generalizzato (+4% rispetto al 2023). Una delle cause è l’“effetto Airbnb”: molti affitti a lungo termine vengono trasformati in contratti a breve e brevissimo termine per sfruttare le opportunità date dall’afflusso turistico, con conseguente aumento dei prezzi delle case dove abitare.Casa delle bambole

A questo si aggiungono il costo delle case in vendita, l’accesso sempre più difficile ai mutui e la mobilità lavorativa, che spesso costringe a cambiare città. I giovani si trasferiscono nelle grandi città alla ricerca di opportunità di sviluppo personale e professionale, ma lì devono affrontare la concorrenza del mercato in costante crescita degli affitti turistici a breve termine. Oggi la difficoltà a trovare un tetto non condiziona solo la vita dei più poveri, ma rende difficile per i giovani costruirsi una vita autonoma, limitando anche la possibilità di andare all’università per chi deve cambiare città per farlo.

 

Nelle città trovare casa a costi accessibili con gli attuali stipendi medi diventa molto difficile di fronte agli aumenti continui dei costi per l’acquisto e per l’affitto. Un esempio: a Milano e Roma il valore medio di acquisto nelle zone centrali supera i 4.000 €/mq. Ciò comporta un aumento delle eventuali rate dei mutui, data la cifra più alta della quota del prestito, con serie difficoltà ad ottenerlo. Perciò, i tassi di interesse si sono alzati, seppur con periodi di ribasso, e le banche hanno adottato politiche più stringenti per l’erogazione dei prestiti. Nel capoluogo lombardo una giovane coppia può permettersi solo 1 immobile su 5 (20,15% del mercato).  Il mercato immobiliare, tra prezzi elevati e stipendi insufficienti, continua dunque a rappresentare un ostacolo per molti, rendendo la casa di proprietà un traguardo sempre meno scontato per le nuove generazioni.

La rivincita delle periferie

La crisi socio-economica innescata dalla pandemia ha avuto un impatto diversificato sul mercato immobiliare: infatti, la soluzione, per comprare e affittare, rimane quella di optare per metrature più ridotte, o di spostarsi in zone limitrofe a quelle della città e quindi del lavoro; inoltre ha mutato la percezione dello spazio domestico degli italiani, che hanno orientato la ricerca verso immobili sempre più grandi e in tranquille zone periferiche.

Per questa ragione, collegare non solo la periferia, ma anche l’hinterland, dotandolo di infrastrutture e servizi dedicati alle fasce più giovani della popolazione, permetterebbe di allentare la pressione sui grandi centri urbani per ridistribuire le opportunità di acquisto e affitto e creare delle soluzioni appetibili per la domanda attuale. Ad esempio, se si considerasse l’offerta immobiliare nei comuni dell’hinterland di Milano, una giovane coppia sarebbe in grado di acquistare circa la metà degli immobili disponibili sul mercato.

Un piano per Milano

Di fronte al rischio che il caro affCasa di pan di zenzero delle fiabeitti non consenta più a chi ha uno stipendio medio di vivere a Milano, la giunta Sala ha messo in campo un piano di interventi con l’obiettivo di mobilitare risorse pubbliche, della cooperazione e del privato sociale. Il Comune di Milano si muove su due fronti: il primo è quello delle case popolari di proprietà del Comune, con l’intento di recuperare al più presto le centinaia di alloggi vuoti che necessitano di lavori di manutenzione. Milano investirà risorse in questa direzione e faciliterà la possibilità per gli assegnatari di entrare e occuparsi della ristrutturazione. L’obiettivo dell’altro fronte è quello di realizzare 10mila alloggi da affittare a canoni accessibili per chi guadagna tra i 1.200 e i 1.500 euro.

Secondo il rapporto Today abitazioni dell’Istat, nel 2021 in Italia quasi un’abitazione su tre non era occupata: era vuota oppure occupata da persone non residenti. La maggior parte di queste abitazioni si trova nel Sud Italia, seguito dal Nord-Ovest, poi Nord-Est, Centro e Isole.

È stato osservato che i proprietari preferiscono tenere gli alloggi vuoti – per diverse motivazioni legate sia alla complessità della burocrazia, che ai rischi derivanti dalla gestione dell’affitto, nonché alla difficoltà nel conciliare le esigenze di eventuali co-affittuari. 

Per sbloccare il potenziale degli immobili oggi inutilizzati in modo da rilanciare il mercato della locazione è indispensabile intervenire sul quadro normativo, garantendo maggiore flessibilità contrattuale e tutele efficaci per entrambe le parti.

Il modello Vienna

Un alloggio dignitoso è una condizione essenziale per poter realizzare le proprie aspirazioni di vita e accedere a garanzie sociali ed economiche. La strada maestra è dunque ripristinare un modello sociale ed economico in cui l’accesso alla casa non sia più garantito dal solo mercato. Alcuni vorrebbero puntare sull’edilizia popolare, cioè su alloggi costruiti da organizzazioni senza scopo di lucro o autorità pubbliche e quindi affittati a un prezzo inferiore rispetto all’offerta sul mercato privato.

Il modello di riferimento è però, senza dubbio, Vienna: la capitaleSociety housing:il modello Vienna austriaca ha ereditato dagli anni della Vienna rossa un grande numero di appartamenti di proprietà municipale (il 25% delle abitazioni disponibili). Dagli anni Ottanta ha ulteriormente aumentato l’offerta (di altre 200 mila unità) grazie ad una collaborazione pubblico-privata. Tale accordo prevede la cessione dei terreni ai costruttori, dopo la valutazione dei progetti, con l’obbligo che metà delle unità abitative costruite siano affittate direttamente dal Comune a famiglie con redditi medio-bassi. Inoltre, grazie al continuo aumento dell’offerta al ritmo di 5.000 nuove unità per anno, anche nell’eventualità dell’incremento del reddito non si è costretti ad abbandonare le case affittate, permettendo la crescita di comunità con livelli di reddito diversi così da evitare i quartieri-ghetto per poveri.

La casa è dove si trova il cuore

Ormai ci siamo abituati a mettere tutti i nostri effetti personali in una scatola per fare ancora un altro stressante trasloco. La ricerca della casa sembra non finire mai, non si fa in tempo a personalizzarla che si deve ricominciare da capo. Ogni volta che si passa vicino ad un’agenzia immobiliare non si può fare a meno di dare un’occhiata per vedere se finalmente si troverà la casa perfetta. Invece, ci sarà sempre qualcosa di sbagliato: il prezzo troppo alto, la zona troppo lontana oppure semplicemente manca lo spazio per collocare la lavastoviglie.

casa nei disegni dei bambiniLa verità è che i giovani devono accontentarsi di vivere in monolocali con il letto a scomparsa, cucinotto e bagni di servizio, pagando spesso affitti spropositati. C’è chi possiede più appartamenti ma preferisce affittarli ai turisti per guadagnare di più come in molte città d’arte italiane; e poi c’è chi continua a sognare una bella villa indipendente con giardino e balcone. 

 

Ogni casa rappresenta un momento della nostra vita: c’è quella nella quale siamo cresciuti, la stanza singola o doppia dove abbiamo studiato per gli esami universitari e per ultima la casa nella quale abbiamo scelto di mettere radici. Le abbiamo chiamate tutte casa e in ognuna abbiamo lasciato un ricordo di noi. 

Forse, alla fine, non siamo noi a scegliere: è la casa che sceglie noi.

 

 

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