IL GAS: l’illuminazione del mondo

Sono passati due secoli dall’introduzione dell’illuminazione nelle nostre case e sono stati fatti passi da gigante affinché la nostra quotidianità diventasse agevole e immediata, grazie a una tecnologia che, senza energia e gas, non potrebbe esistere. Possiamo, infatti, immaginare un mondo in cui tutto si spegne e si ritorna a lume di candela?

Come viene prodotto il gas e da dove arriva

Con il gas noi cuciniamo, riscaldiamo l’acqua e gli ambienti: necessità primarie nella vita di ogni giorno. Nel tempo, essendo il gas diventato accessibile a chiunque, il suo consumo è aumentato visibilmente e, di conseguenza, è cresciuta anche la richiesta ai Paesi fornitori.

Ma da dove arriva esattamente il gas? Fino a gennaio 2025 si importava a prezzi stabili e convenienti il 40% del gas dalla Russia e una parte di questo gas il nostro Paese lo stoccava, metodo che ci consentiva di avere una quantità di gas per le emergenze, soprattutto nei periodi più freddi, senza dover pagare alte quote per l’importazione, come invece fanno la maggior parte degli altri Paesi europei.

Sotto i nostri piedi ci sono 32.000 km di rete di trasporto del gas, che passano per ben cinque ingressi: Tarvisio, Passo Gries, Mazara del Vallo, Gela e Melendugno. Negli anni si è sempre più cercato un modo di produrre gas alternativo per non dipendere da alcuno Stato e per utilizzare sempre di più gas naturali come l’idrogeno e il biometano, che richiedono tempo e costi non indifferenti per la transizione energetica, ma che rappresentano una soluzione di produzione dell’energia a prezzi competitivi, oltre all’uso, ovviamente, dell’eolico e del solare.

Cosè cambiato dall’invasione ucraina

A tre anni dall’inizio del conflitto russo-ucraino, gli accordi sono notevolmente cambiati. Il gas, che prima rappresentava una sicurezza negli approvvigionamenti a buon mercato, è diventato un’arma geopolitica che costringe l’Unione Europea a rivedere gli accordi con i russi. Alla scadenza del contratto con la Russia, ovvero gennaio 2025, acquistiamo gas dalla Norvegia oppure utilizziamo il cosiddetto GNL, Gas Naturale Liquefatto, che ha richiesto l’installazione di impianti di rigassificazione in Italia, poiché arriva liquefatto con le navi di trasporto e, al momento della distribuzione, viene sottoposto a un processo di rigassificazione per poter essere utilizzato.

Il GNL rappresenta una vera e propria chiave di successo, poiché ci ha permesso di contenere i consumi e calmierare i prezzi; infatti dal 2023 al 2024 si è confermata la domanda di gas in Italia, bloccando quindi il caro-prezzi. Questo è stato possibile grazie all’operato di aziende come Snam, intervenute su più fronti per garantire la continuità delle forniture di gas e mitigare gli effetti della crisi, anche in termini di costi, grazie alla diversificazione delle fonti e all’ottimizzazione delle infrastrutture di trasporto.

Dato poi il ruolo di gate energetico che l’Italia, man mano, assume per l’Europa, va considerata anche la domanda a livello continentale, che ha mostrato segnali di ripresa non solo per il clima ma anche per la necessità di compensare gli ammanchi delle rinnovabili nel Nord Europa.

L’Italia ha giocato un’altra carta a suo favore, riducendo l’entrata del gas dal Nord e aumentando quella dal Sud: a Mazara del Vallo, con gli arrivi di gas dall’Algeria, e a Melendugno, con il gas dell’Azerbaijan. Questi due entry point rappresentano per noi il 50% degli approvvigionamenti di gas.

Quali le conseguenze nelle tasche degli italiani?

Nonostante l’impegno italiano nel trovare rifornimento di gas da altre fonti rinnovabili e dal GNL, la bolletta del gas e quella elettrica non hanno subìto miglioramenti; tutt’altro, il rincaro dell’energia continua a crescere, mettendo in difficoltà gli italiani. Stando a un’analisi di Confcommercio, a gennaio 2025 si è registrato un aumento medio del 25% rispetto a gennaio 2024 e la bolletta per ogni famiglia-tipo aumenterà nei prossimi mesi di almeno 150 euro al mese.

Questo perché, sebbene il sistema stia attivando un processo di produzione di fonti energetiche rinnovabili alternative, dipendiamo ancora molto dalle fonti fossili, che rendono maggiori i costi di produzione. Pertanto bisogna affrontare i costi di un approvvigionamento di gas che importiamo dall’estero e i costi di produzione di energia alternativa, che richiedono nuovi stabilimenti e infrastrutture.

Il governo italiano ha messo a disposizione dei bonus per famiglie e imprese grazie al Decreto Energia 2025 approvato dal Consiglio dei Ministri, con l’intento di alleggerire il peso delle bollette energetiche per i nuclei più bisognosi e di dare sostegno alle piccole e medie imprese riducendo il costo della bolletta.

Il futuro del gas

Fonte immagine freepik.com

L’Italia si prepara a una svolta, quello di abbandonare l’acquisto di gas grazie alla produzione di Idrogeno che non emette Co2 ma potrà essere una risorsa illimitata, alla produzione di bio-metano che proviene dagli escrementi animali ed è assolutamente naturale, l’eolico, il solare e tutte le atri fonti, il nostro paese potrà avvalersi di una risorsa continua di energia. Le fonti rinnovabili ci permetteranno di avere una produzione autonoma, che consentirà di ridurre di gran lunga i costi delle bollette.

Inoltre la realizzazione della Linea Adriatica consentirà di aumentare di 10 miliardi di metri cubi la capacità annua di trasporto, prevedendo una nuova centrale di compressione e 425 km di condotte per l’idrogeno tra Sulmona e Minerbio. Questo permetterà di alleggerire il carico delle condotte già esistenti e rispondere positivamente ai picchi della domanda che si presentano in giornate particolari dell’anno. L’obiettivo è quello di sostenere una sicurezza della produzione di energia italiana con un completamento dell’opera entro il 2027.

Conclusioni

Fare a meno del gas significherebbe ritornare all’epoca del carbone, eliminando tutta l’evoluzione che ci ha permesso di condurre una vita sempre più agiata. Bisogna far fronte costantemente ai cambiamenti del mondo e affrontare le emergenze, come quelle dovute ai conflitti mondiali, che mettono a dura prova i nostri governi.

La ricerca, l’impegno e la determinazione nel trovare soluzioni che possano salvaguardare la nostra qualità di vita e, al tempo stesso, quella della nostra terra e della nostra natura sono sicuramente l’obiettivo primario per il nostro futuro.

Fonti 

https://www.youtube.com/watch?v=XKdZxxNNLG0

https://www.metamer.it/blog/caro-energia-come-proteggersi-dai-rincari-luce-gas/

https://energiaoltre.it/ucraina-russia-a-tre-anni-dallinizio-del-conflitto-litalia-modello-di-resilienza-energetica/

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