L’era delle almond mom: quando il cibo diventa un conto in sospeso tra madri e figlie

“Mangia un paio di mandorle e masticale bene.”

Otto parole, pronunciate al telefono nel 2013, sono bastate a creare un’etichetta che oggi ha accumulato oltre 269 milioni di visualizzazioni su TikTok solo tramite l’hashtag #almondmom.

La telefonata che ha fatto scuola (nel modo sbagliato)

Tutto nasce da un episodio del reality statunitense andato in onda nel 2013, The Real Housewives of Beverly Hills: Gigi Hadid (oggi trentenne e con una carriera da supermodella), al telefono con la madre Yolanda, si lamenta di sentirsi debole dopo aver mangiato solo mezza mandorla. La risposta di Yolanda (mangiane un paio, ma masticale bene) resta lì, nell’archivio del canale televisivo Bravo, sepolta nella moltitudine di scambi avvenuti tra personaggi televisivi – e non – per quasi un decennio.

Poi, nel luglio 2022, il creator Patrick McDonald (noto come Patty Pop Culture) ripesca la clip in un video dal titolo “5 Reasons Everyone Hates Yolanda Hadid”. La scena esplode: nasce ufficialmente l’archetipo della almond mom, la madre che trasforma il controllo del peso in un linguaggio familiare quotidiano. Yolanda ha poi risposto, e in seguito vedremo meglio come, ironicamente all’episodio, dicendo anche a People Magazine che la frase era stata tolta dal contesto (ma ormai, per il grande pubblico almeno, il coniglio era uscito dal cappello).

Il TikTok di Patty Pop Culture sulla vicenda di Yolanda e Gigi Hadid.

Non è più solo un meme: è materia da rivista scientifica

Nel 2025 il fenomeno è giunto addirittura sui banchi accademici. La sociologa Hester Hockin-Boyers (professoressa di digital media presso il City St George’s, University of London) ha pubblicato sull’European Journal of Cultural Studies uno studio che ha analizzato 80 video virali che avevano in comune l’utilizzo dell’hashtag #almondmom, individuando quattro cluster (raggruppamenti, trad.) digitali ricorrenti: i tour del frigorifero materno, le parodie in stile what I eat in a day (cosa mangio in un giorno), gli sketch satirici e i contenuti “explainer” firmati da dietisti e terapeuti. 

La sua tesi centrale era la seguente: il trend mette in scena uno scontro generazionale tra un modello di salute legato al controllo del corpo femminile e una nuova cultura dell’autonomia alimentare.

Il caso Paltrow: quando “wellness” diventa un’accusa

Se Yolanda Hadid ha acceso la miccia, Gwyneth Paltrow l’ha fatta, invece, esplodere. A marzo 2023, un estratto del podcast The Art of Being Well (ovvero “L’arte di stare bene”, condotto dal medico Will Cole) pubblicato sul profilo TikTok Dear Media mostra l’attrice descrivere la sua giornata tipo: caffè al mattino per non alzare la glicemia, digiuno intermittente, brodo di ossa a pranzo, un’ora di movimento, 30 minuti di sauna a infrarossi e una cena paleolitica a base di verdure. Sia chiaro che per “cena paleolitica” si intende un regime alimentare che prende spunto dalle risorse che erano accessibili all’uomo nel corso del Paleolitico (sì carne magra o pesce, sì verdure fresche; no cereali, legumi, latticini e zuccheri raffinati).

Gwyneth Paltrow durante la puntata del podcast The Art of Being Well.

Il video ha superato i 2,9 milioni di visualizzazioni in pochi giorni, generando, conseguentemente, una moltitudine di commenti, tra i quali “The mother of all almond moms” e “Almond mom final boss”.

Le rispose pubblicamente anche una dietista, Lauren Cadillac, definendo la dieta “disordinata” e ribadì, al tempo stesso, che il brodo di ossa non è un pasto completo. O ancora, la modella plus-size Tess Holliday ha criticato l’influenza che poteva avere la routine di Paltrow su un pubblico giovane e impressionabile.

Un estratto della risposta di Tess Holiday alla dieta di Gwyneth Paltrow.

Paltrow, dal canto suo, replicò su Instagram spiegando che quel regime era stato costruito con il proprio medico per gestire i sintomi del long Covid; a suo dire non era assolutamente stato pensato come un imprinting o un vero e proprio consiglio da dare agli altri.

I numeri dietro la battuta

Il fenomeno delle almond moms, ad ogni modo, fa perlopiù ridere e viene utilizzato quasi sempre in contesti di scherno nei confronti delle suddette.

I dati che lo circondano, tuttavia -e purtroppo-, non sono classificabili come simpatici o divertenti. 

Secondo uno studio del 1991 (Mellin) l’81% dei bambini di 10 anni dichiara di avere paura di ingrassare, in seguito ripreso e diffuso nei materiali di sensibilizzazione di ANAD  (National Association of Anorexia Nervosa and Associated Disorders, la più antica organizzazione no-profit statunitense sui disturbi alimentari fondata a Chicago nel 1976). Altri studi, sempre citati nei report divulgativi dello stesso ambito, stimano che tra il 35% e il 57% delle adolescenti ricorra a diete drastiche, digiuni, vomito autoindotto o uso di lassativi e diuretici. Sono numeri raccolti su campioni americani più di trent’anni fa, ma continuano a circolare ancora oggi e il motivo è abbastanza chiaro: aiutano a spiegare perché una frase, seppur detta in tv 22 anni dopo, continui a colpire un nervo così scoperto.

Il rovescio della medaglia: criticare senza esporre

Tuttavia, non tutti applaudono al trend. Su Reddit, nella community r/EDAnonymous, alcune utenti hanno sollevato un dubbio scomodo: trasformare in contenuto comico le abitudini alimentari (magari patologiche) di una madre reale è davvero un atto di consapevolezza, o rischia di essere solo un’altra forma di spettacolarizzazione?

La questione, che resta aperta, è forse  il punto più interessante dell’intera vicenda.

Uno screen del subreddit r/EDAnonymous.
L’avviso di warning relativo al subreddit.

Il vero tema, sotto la superficie virale, non è né l’alimento né una dieta specifica: è il messaggio che passa quando il cibo diventa strumento di giudizio dentro una famiglia. Un genitore attento alla nutrizione non è per forza una “almond mom”. Lo diventa quando il controllo del corpo smette di essere una scelta personale e diventa una regola imposta a chi sta ancora crescendo.

E se qualcuno si ribella davvero?

Ulteriore domanda scomoda: cosa succede quando il dissenso esce dallo schermo?

Nella maggior parte dei casi, in realtà, il dissenso rimane sullo schermo. Chi produce contenuti #almondmom raramente ha meno di 18-20 anni: sono quasi sempre ex bambine e adolescenti che raccontano, ormai da adulte e a distanza di sicurezza, un’infanzia già conclusa.

La ribellione “in diretta”, realizzata attraverso il rifiuto delle regole materne durante il momento effettivo del pasto, non trova quasi spazio in questo racconto, semplicemente perché non ha voce: chi dipende ancora economicamente ed emotivamente da un genitore (e quindi non per forza è ancora in età infantile) raramente può permettersi di contestarlo apertamente. Il tabù, in altre parole, non riguarda tanto il dissentire, quanto il farlo mentre si è ancora sotto lo stesso tetto.

Worst mom ever

Quando il dissenso arriva (spesso da adulti, quasi sempre online) le reazioni dei genitori coinvolti si dividono in due schieramenti opposti. 

C’è chi si mette sulla difensiva pubblicamente, come Yolanda Hadid che in risposta alle numerose critiche, ha pubblicato su TikTok un video in cui si riprende ironicamente mentre mangia mandorle ovunque: a cavallo, in giardino, accanto a una capra, con la didascalia “worst mom ever” (la peggior mamma di sempre, trad.). Paradossalmente, la piattaforma ha etichettato quel video con un avviso sui rischi legati a comportamenti alimentari.

Dall’altro lato, alcuni racconti restituiscono un esito più conciliante. La content creator Tyler Bender, tra le prime a rendere virale il formato “almond mom” nel 2022, ha raccontato a Good Morning America che sua madre guarda i suoi video, li trova divertenti e nel frattempo -almeno a suo dire- ha anche iniziato a “moderarsi” nei commenti sul cibo. Un meccanismo che la giornalista Virginia Sole-Smith (autrice del libro Fat Talk: Parenting in the Age of Diet Culture) spiega osservando come i genitori possano del tutto scegliere se diventare un contro-racconto rispetto alla diet culture oppure rinforzarla ulteriormente.

Resta, però, il nodo più delicato, lo stesso sollevato dalla community r/EDAnonymous, dissentire pubblicamente, anche a fini  terapeutico per chi lo fa, comporta comunque l’esposizione di una persona reale, spesso non consenziente, a migliaia o milioni di sconosciuti. Il tabù, quindi, è doppio. Non si può dissentire da bambini, perché non se ne ha il potere; e non è mai del tutto indolore farlo da adulti, perché il conto lo paga comunque qualcun altro.

Fonti

ANAD – Statistiche sui disturbi alimentari

goodmorningamerica.com

Video: perché Yolanda Hadid è un’almond mom

Credits

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