Festa del redentore Venezia

Venezia: l’isola che non c’è

Bella, ma non ci vivrei! Venezia è tante cose: un museo a cielo aperto ricco di cultura, un palcoscenico dove ambientare film di ogni genere o una luccicante vetrina per grandi eventi internazionali e un parco a tema; ma non è più una città nella quale si lavora, si studia e si vive. Esiste forse una città che può diventare una location di un matrimonio o che è possibile visitare solamente con prenotazione?

Le nozze della discordia

I giornali di tutto il mondo hanno seguito con grande curiosità e attentamente le vicende attorno al matrimonio, in parte per cercare di violare la riservatezza chiesta e ottenuta dalla famosa coppia e per le moltissime celebrità presenti tra gli ospiti. Dal 25 al 28 giugno 2025 si è tenuto a Venezia uno degli eventi più attesi dell’anno: il proprietario dell’azienda di logistica Amazon, Jeff Bezos e la futura consorte Lauren Sanchez hanno scelto l’isola per festeggiare il loro matrimonio.

Non si è badato a  spese per queste nozze da favola per le quali è stato stimato un budget da dieci milioni di dollari. Come bomboniera, la coppia ha donato tre milioni di euro a favore delle attività di ricerca del consorzio scientifico Corilia e di altri enti che contribuiscono a preservare Venezia per le prossime generazioni. L’evento si è svolto in diversi luoghi simbolici della città: la cerimonia si è tenuta nell’iconica isola di San Giorgio; mentre il ricevimento del giorno seguente che  originariamente doveva avere luogo nella prestigiosa Abbazia della Misericordia, è stato spostato all’interno delle alte e ben presidiate mura dell’Arsenale a causa delle proteste.

Infatti, in giro per la città, non sono comparsi solo striscioni di benvenuto, ma anche manifesti di protesta da parte di comitati come quello “no space for Bezos”. Gli attivisti hanno manifestato contro l’evento per accusare Bezos di aver occupato l’isola e averla affittata come se fosse un parco giochi, denunciando una situazione che è diventata insostenibile. Queste mobilitazioni hanno avuto un’eco internazionale perché sono state riportate su molti giornali e hanno riacceso il dibattito sul turismo a Venezia.

Alcuni manifestanti hanno steso un telo contro il fondatore di Amazon in Piazza san Marco

Questa città non è un Bed & breakfast

Da qualche anno una parola è entrata nel lessico delle destinazioni più visitate: overtourism. Un fenomeno complesso, fatto di troppi visitatori in spazi limitati, risorse sotto pressione e residenti che faticano a riconoscere i propri luoghi. Essere turisti è spesso sinonimo di un passaggio rapido e irresponsabile nelle città, dove si sfrutta lo spazio fisico per un tempo limitato con un conseguente elevato turnover. La pressione dei voli low cost, le piattaforme di prenotazione e quelle di affitti brevi e l’apertura ai viaggi di mercati enormi come l’Oriente rischiano di trasformare il turismo in un’attività socialmente e ambientalmente sempre più insostenibile. Di conseguenza, le città hanno cambiato anche il modo di accogliere i viaggiatori per provare a contrastare il turismo take away.

Affittasi Venezia

Venezia è uno dei simboli mondiali dell’overtourism: dagli anni ‘80 a oggi il flusso di turisti si è addirittura quintuplicato, sfondando di gran lunga la soglia sostenibile. La città è la punta di diamante della turistificazione globale: porta all’estremo dinamiche come lo spopolamento, la pressione internazionale e la patrimonializzazione degli spazi urbani. Secondo i dati dell’Osservatorio Ocio, al 31 dicembre 2023 il patrimonio abitativo pubblico era di circa 10.435 unità, gestite tra Comune e Ater. Un patrimonio che si è ridotto negli anni: nel 2017 gli alloggi erano 10.717 trecento dei quali persi in sei anni. Al 31 dicembre 2024, i residenti nella città storica sono circa 48.400, contro i quasi 252.000 abitanti dell’intero Comune.

Gli affitti sempre più cari, i lavori di restauro costosi e le prospettive lavorative sempre meno varie stanno determinando un esodo lento ma costante. Anche le condizioni di vita si fanno via via più disagevoli, a causa delle orde di visitatori e della precarietà infrastrutturale, ma anche per il progressivo smantellamento dei servizi pubblici e dei negozi di beni di prima necessità.

Il fenomeno delle locazioni turistiche ha ridotto drasticamente la disponibilità di case per la residenza stabile, trasformando molti alloggi in affitti brevi per turisti. Il rischio è che Venezia diventi una città a misura di turista, visitabile ma inabitabile. Nel 1950 c’erano appena 25 milioni di turisti nel mondo, vent’anni dopo sono diventati 200 milioni. Nel 2000 si erano ancora quintuplicati arrivando a superare il miliardo di vacanzieri in tutto il mondo. Per tentare di arginare questo fenomeno si deve provare ad immaginare una forma di turismo diversa rispetto a quella attuale.Citofono con solo bed&breakfast a Venezia

Strategie per un turismo sostenibile

Lo studio di BCG propone tre linee guida strategiche per promuovere un turismo più equilibrato e sostenibile: Tecnologie digitali per un turismo intelligente: l’uso di intelligenza artificiale e Internet of Things (IoT) per monitorare i flussi turistici e suggerire percorsi alternativi, evitando la congestione nelle zone più affollate. Infrastrutture circolari e mobilità sostenibile: la creazione di una “Città a 15 minuti”, con la decentralizzazione dei servizi, potrebbe migliorare la qualità della vita e ridurre la pressione sulle zone più turistiche. Gestione dei flussi e tutela del tessuto urbano: Un sistema di accesso controllato che permetta di distribuire i turisti in modo più equilibrato, riducendo la pressione sui luoghi più affollati. 

Una destinazione premium

Diversi Paesi europei hanno adottato alcune di queste strategie: ad esempio, Amsterdam ha intrapreso misure radicali che hanno trasformato la città da una meta turistica low cost a una destinazione premium. Dal luglio 2023, la città ha vietato l’attracco delle navi da crociera nel centro cittadino per ridurre l’impatto ambientale e il sovraffollamento. Inoltre, ha limitato la costruzione di nuovi hotel e ha lanciato campagne pubblicitarie mirate (come la celebre stay away) per dissuadere comportamenti antisociali, come le feste di addio al celibato e pub crawl. Queste misure hanno cambiato l’esperienza turistica di Amsterdam, trasformandola in una destinazione più esclusiva, mirata a un turismo di qualità.

Saturazione turistica

Invece, a Barcellona è stata emanata una misura significativa mediante la quale sono state revocate le licenze per oltre 10.000 appartamenti destinati agli affitti brevi. Questa decisione mira a ridurre la pressione sul mercato immobiliare e a garantire una maggiore disponibilità di alloggi per i residenti. Inoltre, la città ha introdotto una tassa aggiuntiva per i turisti provenienti dalle crociere che soggiornano meno di 12 ore, con l’obiettivo di disincentivare il turismo mordi e fuggi e promuovere un turismo più responsabile. A favore dei residenti è stata eliminata una linea di autobus (la 116) da applicazioni come Google Maps per ridurre l’afflusso di turisti nel quartiere del Park Güell

Un biglietto per Venezia

Anche a Venezia l’onorevole Nicola Pellicani ha emanato un emendamento per introdurre un sistema di regolamentazione delle locazioni turistiche e ristabilire l’equilibrio tra turisti e residenti.  La norma stabilisce un limite di 120 giorni oltre il quale il Comune può subordinare lo svolgimento dell’attività di locazione breve ad un cambio di destinazione d’uso dell’immobile. A oltre due anni di distanza dalla conversione in legge dell’emendamento, non si è registrato un calo come sperato: anzi, dal 3 luglio 2024 al 2 agosto 2025 il saldo è di 734 nuove strutture (da 9.073 a 9.807) nel Comune, di cui circa la metà (345) nelle Isole. Tra le tipologie di strutture ricettive, quelle che hanno avuto un aumento più consistente sono le Locazioni Turistiche che hanno visto un aumento del 10% (da 7.656 a 8.417), seguite dalle strutture alberghiere che sono aumentate del 3%.

Mappa di Venezia che la registrazione delle locazioni turistiche
mappa delle strutture ricettive

Inoltre, nel 2023 la città ha introdotto in via sperimentale il Contributo di Accesso. Si tratta di un ticket per i visitatori che mira a regolare i flussi turistici e a limitare l’impatto su Venezia degli escursionisti giornalieri. Questo strumento, però, ha mostrato finora un impatto molto limitato: se escludiamo infatti l’aspetto economico (il Comune ha incassato più di quanto previsto, ma comunque meno di quanto investito), i dati del primo periodo di sperimentazione rivelano che il numero di turisti non è diminuito. Anzi, in alcuni periodi di picco, è addirittura aumentato. Nel periodo compreso tra il 25 aprile e il 5 maggio 2023 sono stati censiti 677.590 accessi, mentre nel 2024 sono stati 747.387.

Cronache di una veneziana

“Ma sei di Venezia Venezia?” mi chiedono spesso quando mi presento tanto da non sorprendermi più e ormai ho la mia risposta pronta: “sì, ponte di Rialto”. Sia quando sono fuori Venezia, sia quando mi trovo nella mia città, mi sento come se fossi un animale raro da aggiungere alla collezione di figurine speciali tutte glitterate. Questa situazione a volte la rivendico con orgoglio perché sono felice di abitare in una città così particolare. Invece, altre volte, quando sento parlare le lingue più strane, mi accorgo che a Venezia non è rimasto più nessuno. Infatti, i miei amici che non si sono traferiti, si possono contare sulle dita di una mano.

Vivere a Venezia è difficile per le persone che vengono da altre città perché devono abituarsi a varie scomodità: prima tra tutte l’assenza delle auto a causa della quale ci si deve muovere per lo più a piedi. Non è una grande città, ma si cammina tanto. Ė più complicato anche fare la spesa: non solo perché i supermercati sono più piccoli, ma perché è faticoso fare i ponti con le borse pesanti, per non dire con un bambino piccolo nella carrozzina. Per questo motivo, o ci si nasce, oppure non si potrà capire fino in fondo cosa significa vivere a Venezia.

Tramonto veneziano

Il tramonto di VeneziaĖ sufficiente uno sguardo per vedere che Venezia non è più quella dei racconti di mio nonno. La città ha mutato proprio la sua forma e funzione. Da piccola mi fermavo con occhi sognanti davanti alle vetrine dei negozi di giocattoli; ora, lì si trova uno dei tanti negozi di souvenir sparsi per la città. Penso a dove possono sognare i bambini oggi e poi mi ricordo che i campi sono deserti e silenziosi. Venezia non ha bisogno di negozi di giocattoli, panifici, mercati del pesce e della frutta e di librerie, perché al turista interessa solo fare qualche bella foto ricordo da condividere sui social. La città è stata ridimensionata per sfruttare il più possibile il turismo e i pochi residenti si devono adattare allo spazio, muovendosi sullo sfondo della scena teatrale.

Gli abitanti non possono più scappare dalla folla perché i locali caratteristici e i luoghi insoliti sono stati scoperti attraverso i social e Google Maps. Alcuni servizi che prima erano solo per veneziani, sono stati presi d’assalto dai turisti con i loro trolley e le loro macchine fotografiche pronte a scattare. Ad esempio, la gondola per andare dall’altra parte del canale è diventata un’attrazione per i turisti.

Una volta i veneziani si riconoscevano perché erano quelli che facevano il giro largo e camminavano con passo svelto; ora non esistono scorciatoie non tracciate. Anche per prendere un gelato bisogna aspettare in fila il proprio turno. Si sono adeguati perfino i supermercati che hanno aumentato il numero di prodotti già pronti ed anche i prezzi sono cresciuti. Infatti, la maggioranza dei turisti, non è più disposta a spendere per mangiare nei costosi ristoranti della città. Cercare casa nel centro storico è diventata una vera mission impossible, sebbene a Venezia ci siano più posti letto che abitanti. Perfino, la ricerca dell’appartamento è diventato un gioco per i turisti che si perdono nel labirinto di calli e canali.

Conclusione

Il turismo ha diVeneziani riuniti in un campovorato qualsiasi cosa ed è diventata una experience anche l’acqua alta. Il matrimonio di Bezos ha sollevato tante proteste perché Venezia è una città e non si può vendere a chi offre di più. Però, il vero problema è rappresentato dal turismo che ha reso praticamente qualsiasi cosa un’oggetto che può essere venduto. Ogni giorno dell’anno un’orda di gente invade l’isola e abusa della città e dei suoi splendidi palazzi. Oltre a diluire le presenze, si potrebbe rendere consapevoli attraverso una chiara comunicazione coloro che desiderano entrare nella città. Venezia va capita prima di essere visitata.

Esistono due Venezie: una è quella inventata esclusivamente per catturare i turisti. Ė una finzione perché è organizzata in ogni più piccolo dettaglio. Il turista rimane affascinato dall’isola del Carnevale con le sue belle maschere, delle gondole nei canali e degli aperitivi con spritz e cicchetti. Tutto è apparenza e le cose vere hanno perduto il loro valore. Invece, al di là della folla è rimasta ancora la città autentica. Dove i residenti non si arrendono e si riprendono i propri spazi. Nei campi i bambini sono tornati a giocare a pallone dopo la scuola; durante le silenziose sere estive tra le calli,  si ode il frastuono di una città che vive.

 

Credits

Immagini dell’autore

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.